A Rafael Moneo il Premio Internazionale di Architettura Sacra 2016 | Architetto.info

A Rafael Moneo il Premio Internazionale di Architettura Sacra 2016

La Iglesia de Iesu a San Sebastian è valsa a Rafael Moneo, unico architetto spagnolo insignito del Pritzker, il Premio Internazionale di Architettura Sacra 2016 dedicato all'edilizia religiosa cristiana

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L’architetto spagnolo Rafael Moneo (1937-), già nominato Pritzker Prize nel 1996, è il vincitore della VI edizione del Premio Internazionale di Architettura Sacra, rivolto ai nuovi edifici religiosi di culto cristiano realizzati in tutto il mondo.

La sua Chiesa di Iesu, a San Sebastian (Spagna), dalle forme pulite e compatte, che alternano pieni e vuoti, ha conquistato la Giuria, che all’unanimità ha deciso di assegnarle il primo premio.
Il Premio Internazionale di Architettura Sacra è organizzato dalla Fondazione Frate Sole, e patrocinato da Enti locali e Istituti nazionali ecclesiastici e culturali nonché dal Consiglio nazionale architetti. Rafael Moneo insieme agli altri finalisti sarà premiato durante la cerimonia che avverrà a Pavia il prossimo 4 ottobre, in occasione della Festività di San Francesco d’Assisi.

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Chi è Rafael Moneo
José Rafael Moneo Vallés, più conosciuto come Rafael Moneo, è nato nel 1937 a Tudela, in Navarra, ha studiato a Madrid dove vive e lavora. Direttore per molti anni della più famosa scuola di architettura degli Stati Uniti, la Graduate School of Design di Harvard, ha insegnato architettura a Barcellona, Losanna, New York, Princeton, Harvard e Madrid, ed è l’unico architetto spagnolo ad aver vinto il premio Pritzker. Moneo ha costruito architetture peculiari e riconoscibili, all’insegna della limpidezza e della precisione. I suoi edifici possiedono quella compattezza che l’architetto dichiara come chiave di volta per una nuova modernità che rappresenta il futuro dell’architettura. Le sue opere dialogano con l’identità del luogo, l’amplificano e la interpretano. Accade con i grandi interventi come la Kursaal Concert Hall di San Sebastián o come il notevole ampliamento del Prado a Madrid, che riflette l’attenzione di Moneo per un contesto storico così complesso, affascinante e delicato – riuscendo a inserirsi in totale armonia pur con un intervento completamente diverso –. E accade con interventi più piccoli ma simbolici, come il Municipio di Murcia, e persino quando si tratta di alberghi, come l’Hyatt di Berlino, dove l’architetto riesce a ritagliare uno spazio d’identità nel contesto discusso di Potsdamer Platz. Tra le sue opere più importanti ricordiamo anche: il Museo di arte romana di Mérida, la stazione Atocha di Madrid, l’aeroporto di Siviglia, il Museo d’arte moderna di Stoccolma, la cattedrale Lady of Angels a Los Angeles, l’ospedale pediatrico Gregorio Marañón a Madrid.

La chiesa di Iesu
In equilibrio tra emozione e rigore, la Chiesa di Iesu (inaugurata nel 2011) sorge in uno dei quartieri più recenti della città basca, quello di Riberas de Loiola, dove l’edificio religioso, unitamente all’adiacente Giardino della Memoria, viene a costituire un nuovo punto di riferimento. L’architettura, che lo stesso Moneo definisce come “generosa negli spazi e molto modesta nei materiali” si contraddistingue (sia esternamente che internamente) per il bianco astratto e minimalista delle pareti, elemento che richiama il colore dominante dei fiori del vicino parco e soprattutto le importanti costruzioni razionaliste presenti a San Sebastián, come il Real Club Nàutico e l’edificio “La Equitativa”.

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Il complesso è formato da tre elementi: la chiesa propriamente detta, collocata all’interno di un volume cubico e rivolta a oriente; un corpo “a elle”, che ospita diversi locali tra cui il centro parrocchiale; un muro che chiude il patio-giardino situato tra i due edifici e che filtra il passaggio dallo spazio aperto della strada a quello mistico del tempio. La navata della chiesa possiede una pianta a croce, ricavata all’interno di un quadrilatero più grande; negli spazi che completano la figura trovano posto, alla sinistra, la sacrestia e il battistero, e, alla destra, la Cappella del Santissimo Sacramento e quella della Riconciliazione; l’impianto cruciforme della tradizione viene attualizzato mediante un disegno asimmetrico, che dà modo di “riflettere le tensioni del mondo di oggi”, secondo quanto afferma lo stesso architetto, e un rimando allo scultore basco Eduardo Chillida e alla sua Croce della Pace, ospitata nella Cattedrale di San Sebastian.

Un ruolo fondamentale è giocato dalla luce naturale che, entrando all’interno con modalità differenti, riesce a connotare ogni spazio in maniera peculiare; emerge in particolare l’illuminazione zenitale della navata principale, dovuta alle aperture poste in copertura che ne evidenziano l’impianto cruciforme e capace di evocare immediatamente il messaggio evangelico e di trasportare il fedele in una dimensione mistica. Degna di nota è anche la grande vetrata disegnata dallo stesso Moneo e realizzata in alabastro e inserti in vetro rappresentanti una croce, un sole e due lune in fasi distinte.

Gli altri vincitori
Al secondo posto si è classificata la Chiesa Nuova della Parrocchia di KaDon, a Don Duong, nella Provincia di Lam Dong, in Vietnam, realizzata nel 2014 dagli architetti Thu Huong Thi Vu e Tuan Dung Nguyen, con materiali semplici come legno e ferro, che valorizzano il rapporto con la natura e l’apertura degli spazi verso l’esterno.

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La nuova Chiesa St. Trinitatis nella città di Lipsia (Germania) – la più grande chiesa cattolica della ex Ddr – dello studio tedesco di architettura Schulz und Schulz ha ottenuto il terzo premio. Gli architetti hanno lavorato sul rapporto con la storia e il luogo, scegliendo un materiale come il porfido, la stessa pietra rossa, porosa ma durissima, con cui sono costruiti i monumenti più significativi della città. Ispirata a principi di sostenibilità energetica, la chiesa è dotata di un sistema geotermico, progettato dagli scienziati del Politecnico di Dresda.

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La prima menzione speciale va alla Cappella St. John the Baptist, realizzata con pietra e legno nel quartiere berlinese di Johannisthal dallo studio tedesco di architettura Brückner & Brückner.

Ort der Begegnung | Modernisierung und Neustrukturierung des Exercitienhauses, Johannisthal | Brückner & Brückner Architekten, Würzburg

La seconda menzione speciale va alla semplice e austera Cappella Saint John Baptist, ideata, come un triangolo scaleno che si inserisce perfettamente nel paesaggio, dall’architetto spagnolo Alejandro Beautell, a Tenerife, nelle Canarie.

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