Anish Kapoor ha comprato il pigmento più nero del mondo | Architetto.info

Anish Kapoor ha comprato il pigmento più nero del mondo

Ha suscitato polemiche l'ultima mosse dell'artista Anish Kapoor, che ha siglato un accordo con un’azienda britannica per l’esclusivo utilizzo del pigmento più nero del mondo

© Surrey NanoSystems
© Surrey NanoSystems
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L’eco delle provocazioni dell’artista britannico di orgini indiane, Anish Kapoor, questa volta non ha la forma delle sue sculture, ma di sicuro la loro mastodontica dimensione.

Facendo andare su tutte le furie artisti di tutto il mondo, infatti, Kapoor questa volta s’è permesso il lusso di “appropriarsi” di un colore. Per l’esattezza il nero. E non un nero qualsiasi: è il nero più nero che c’è, così nero che non lo si riesce nemmeno a guardare, e si chiama Vantablack.

Vantablack è in particolare un pigmento usato nelle colorazioni ricavato da una sostanza progettata dalla inglese Surrey NanoSystems, un’azienda di ricerca tecnologica, per rivestire i famosi Stealth Jet, invisibili ai radar.

Il pittore inglese Christian Furr, che è uno che non la manda a dire, ha subito reagito: “Non ho mai sentito parlare di un artista che si appropria di un colore […] Dovremmo avere il diritto di usarlo anche noi. Non è giusto che appartienga ad un uomo solo”.

E ancora, un altro illustre esponente della scena artistica indo-britannica, Shanti Panchal: “È assurdo che nell’arte, simbolo della libertà, esistano dei monopoli”.

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Anish Kapoor tace, non si sa fino a quando. Tuttavia non va dimenticato che sono anni che sta conducendo ricerche sul nero, e che il Vantablack è un colore che naturalmente non esiste (un po’ come il blu di Klein, che però fu inventato dall’artista stesso; mentre, questo tipo di nero, Kapoor l’ha trovato già prodotto, appunto dalla Surrey NanoSystems), e come ogni prodotto sul mercato è soggetto ad appropriamenti leciti.

A Kapoor comunque piace stupire, se non proprio provocare. Come quando piantò la gigantesca Vagina nel mezzo dei giardini di Versaille.

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© Fabrice Seixas/Kapoor Studio

O il monumentale Leviatano all’interno del Grand Palais di Parigi.

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© Ministère de la Culture et de la Communication

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© Ministère de la Culture et de la Communication

Senza contare della collaborazione neozelandese con Alan Gibbs, dell’omonima farm di artisti, aiutandolo nella più grande realizzazione privata di opere d’arte on site (appunto ad Auckland) con il suo Dismemberment.

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© Gibbs Farm

Va detto che la rete ci ha scherzato su subito. E così il 1° aprile è stata diffusa una foto – ovviamente un fake – del celeberrimo Cloud Gate di Kapoor completamente rivestito in Vantablack.

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Il ‘Pesce d’Aprile’ sul Cloud Gate (Fonte: Hyperallergic.com)

In attesa che si faccia chiarezza sul colore che ironicamente assorbe il 99,96 per cento di luce, si può solo sperare che la prossima opera dell’artista sia in tutti i sensi all’altezza di questa mossa monopolizzatrice.

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