Buon compleanno Renzo Piano: oggi compie 80 anni | Architetto.info

Buon compleanno Renzo Piano: oggi compie 80 anni

L’architetto italiano più famoso al mondo taglia un importate traguardo, tra un ponderoso passato e molti progetti ancora da venire

renzo piano
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Renzo Piano, l’architetto italiano più famoso al mondo, compie 80 anni, celebrati anche da una mostra fotografica curata da Italo Rota alla Rocca di Frassinello, unica cantina che porta la sua firma.

Nato a Genova il 14 settembre 1937 da padre costruttore, la cui impresa lo avvicina molto presto alla pratica del cantiere, si forma tra Firenze e Milano, dove si laurea nel 1964. Acquisisce competenze ed esperienze fondative soprattutto all’estero: a Parigi sulle orme di Jean Prouvé, a Londra con l’ingegnere strutturista Zygmunt Makowski, a Filadelfia con Louis Kahn ma anche in Italia, dove collabora con i corsi di Marco Zanuso al Politecnico di Milano.

Rientra in Italia nel 1981, quando fonda a Genova il Renzo Piano Building Workshop, che riassume la sua personale visione di un processo progettuale le cui espressioni non si legano a scuole ed esprimono la costante interazione tra aspetti costruttivi e poetici, in cui la sperimentazione gioca un ruolo essenziale, supportata dallo studio dei prototipi e la realizzazione di modelli e dalla profonda conoscenza di tecniche, tecnologie e materiali che spesso rappresentano la parte più facilmente visibile del suo approccio alla costruzione.

Percorrere in poco spazio, e anche solo per sommi capi, le vicende di un’attività professionale avviata negli anni sessanta, e che non sembra intravedere battute di arresto, è impossibile. Attività che, nonostante il salto di scala richiesto dalla crescita esponenziale delle commesse in ambito internazionale e l’apertura di un secondo studio a Parigi, è riuscita a mantenere, soprattutto nella sua restituzione mediatica, un carattere “di bottega”. Spaziando tra progetti divenuti celebrate pietre miliari dell’architettura contemporanea, su tutti il Centro Pompidou di Parigi firmato con Richard Rogers, e interventi sul patrimonio dell’Umanità come il piccolo (e polemizzato) convento delle Clarisse sulla collina di Bourlémont al di sotto della cappella di Ronchamp di Le Corbusier, la sua attività ha toccato tutte le scale, dall’edilizia all’urbana, affrontato tutte le tipologie di edificio e intervento, dai musei agli aeroporti, dalla nuova costruzione al recupero, senza mai legarsi a scuole, mantenendo sempre viva una costante sperimentazione di tecniche e tecnologie.

Renzo Piano è il secondo vincitore italiano, nel 1998, del Premio Pritzker dopo Aldo Rossi (1990), e nel 2013 è nominato, primo architetto nella storia nazionale, senatore a vita. Questo nuovo, e forte davanti al grande pubblico, ruolo mediatico lo ha portato, definitivamente e con forza, al di fuori di confini disciplinari grazie anche al suo essersi fatto promotore del progetto sulle periferie, che non sembra avere avuto più seguito, sviluppato dal gruppo di lavoro G124, a cui era stato affidato il ragionamento su quattro aree in altrettante città italiane lavorate da giovani seguiti da altrettanti tutor.

Capitolo a margine di un’iperbole professionale che, senza mai passare in modo stabile dalle aule universitarie, dimostra di essere pienamente consapevole dell’importanza della “trasmissione dei saperi e delle tecniche” è la nascita della Fondazione che porta il suo nome.

Costituita nel 2004, è ospitata a Villa Nave, acquistata nel 2005 a Genova Vesima, ristrutturata e aperta nel 2008. Punto di partenza è stata la gestione e conservazione di un ricchissimo archivio, la cui inventariazione è in corso e si protrarrà per molti anni a venire, poi allargata ad attività che in occasione dei suoi 10 anni di vita sono state raccolte e diffuse: la formazione dei giovani attraverso borse di studio, premi e internship in collaborazione con università internazionali che in dieci anni hanno portato a Genova e Parigi 140 studenti e la promozione e diffusione dell’architettura attraverso conferenze, open day e i molti progetti portati avanti dallo studio, che sono stati inseriti all’interno di monografie, visitati in cantiere e messi in mostra; il supporto alla ricerca dato dalla disponibilità di un archivio professionale tra i più importanti al mondo.

Confermando un carattere che accomuna molti degli esponenti di una generazione di architetti nata negli anni trenta, che, tra gli altri, comprende anche il coetaneo Rafael Moneo, Norman Foster (1932) e Álvaro Siza (1933) tutti ancora in attività, Renzo Piano continua il suo impegno su molteplici fronti, che fanno augurare molti altri di questi giorni.

I progetti firmati da Renzo Piano:

Renzo Piano, completato il ‘palazzo della luce’ per la Columbia University

Renzo Piano Building Workshop con Luis Vidal: il Centro Botín di Santander

Architettura del vino: Renzo Piano BW per Château la Coste

Renzo Piano firma l’hospice pediatrico della Fondazione Seràgnoli

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