Che cos'è Assemble, il collettivo di artisti – architetti che ha vinto il Turner Prize | Architetto.info

Che cos’è Assemble, il collettivo di artisti – architetti che ha vinto il Turner Prize

Costituitisi nel 2010, in soli cinque anni di attività hanno legato il loro nome a interventi sperimentali e partecipati fino alla vittoria, a sorpresa, del prestigioso Turner Prize per le Granby Four Streets di Liverpool

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Assemble è un collettivo di architetti, laureati in discipline come Inglese, Storia e Filosofia, designer e artigiani under 30. Basato a Londra, si è costituito nel 2010 e dopo soli cinque anni di attività si è aggiudicato, a grande sorpresa e per la prima volta nella storia, il premio d’arte contemporanea più prestigioso del Regno Unito, il Turner Prize, che dal 1984 ogni anno riconosce l’opera dell’artista britannico under 50 che meglio ha promosso il dibattito pubblico sui più recenti sviluppi dell’arte nazionale.

Questa scelta del tutto singolare, che ha selezionato Assemble all’interno di una shortlist che comprendeva le artiste londinesi Bonnie Camplin, Janice Kerbel e Nicole Wermers, già dalla pubblicazione dei nomi dei quattro finalisti non aveva lasciato indifferente la stampa britannica. Alla domanda posta dal The Guardian al giurato Alistair Hudson la risposta è stata, significativamente: “in un’epoca in cui tutto può essere arte, perché non può esserlo un quartiere?”

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Il collettivo Assemble, iniziando a lavorare informalmente per poi consolidarsi nel tempo, ha dato vita a un’attività fatta di interventi dal forte approccio sperimentale, handmade, partecipati, che, realizzati su suolo britannico, hanno proposto una personale interpretazione di oggetti, materiali e tecniche della tradizione culturale e costruttiva. Come dimostrano il Cineroleum, una delle prime opere che nel 2010 a Londra ha riconvertito un distributore di benzina in disuso trasformandolo in un cinema temporaneo chiuso da pareti mobili realizzate in Tyvek; o il Folly for a Flyover, uno spazio per eventi realizzato in tipici mattoni spigati negli inaspettati, angusti e negletti spazi sottostanti due viadotti stradali a Hackney Wick; o, ancora, i teatri temporanei di Southampton (i 450 posti realizzati all’interno della struttura in legno del The Playing Field) e Chichester (il Theatre on the Fly). Ma anche la Yardhouse di Stratford, uno spazio multifunzione che, ispirato alle forme dei fienili, è sorretto da un telaio in legno a vista ed è chiuso da un involucro di pannelli prefabbricati con finitura esterna di mattonelle in cemento colorato realizzate a mano direttamente in cantiere. Il mondo dell’arte è, ed è sempre stato, interlocutore, collaboratore e utilizzatore degli spazi realizzati da Assemble, che ha realizzato installazioni come il The Brutalist Playground realizzato in collaborazione con Simon Terrill per l’Architecture Gallery del Riba.

Il Turner Prize è arrivato grazie all’intervento urbano che a Liverpool sta rivitalizzando le Granby Four Streets di Toxteth attraverso un progetto che, avviato nel 2012 e tutt’ora in corso, ha coinvolto nella trasformazione gli abitanti di un’area in grande crisi. Costellato di file di tipiche e basse case vittoriane, il Granby Triangle è quartiere multietnico che in trent’anni ha visto disoccupazione, spopolamento e decadenza. L’arrivo di Assemble giunge a completamento di un difficile processo di autoaffermazione dei residenti rimasti che, partito all’inizio degli anni novanta, ha portato la realizzazione di piccoli interventi “dal basso” spesso contrapposti a estesi e unitari piani “dall’alto” dagli esiti fallimentari.

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Tra mille difficoltà, la situazione oggi vede l’attuazione di un recupero partecipato che, con la regia di Assemble, sta seguendo un masterplan complessivo e sta intervenendo su pezzi di quartiere che sono diventati una parte importante della stessa attività del collettivo: tra tutti, le 10 houses on Cairns Street, dove si lavora al recupero a basso costo di abitazioni che saranno a disposizione e in proprietà del quartiere, e il Granby Workshop, in cui si realizzano a mano prodotti destinati alla vendita e per la cui esposizione in occasione del Premio Turner è stato realizzato uno showroom.

Sia l’attività in corso, che ha sede fisica negli Sugarhouse Studios realizzati da Assemble in collaborazione con la London Legacy Development Corporation, che quella futura sono in fermento, e la vittoria del Turner Prize offrirà sicuramente tante e nuove possibilità di intervento: vincendo un concorso lanciato lo scorso anno, il collettivo sta infatti lavorando alla realizzazione di una nuova galleria d’arte per il Goldsmiths College che trasformerà edifici e spazi esistenti, ma anche alla rifunzionalizzazione in spazi per l’arte e laboratori per artisti di Durham Wharf, che è stato studio e abitazione londinese di Julian Trevelyan e Mary Fedden.

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