David Tremlett e l’UNESCO: impreziosire il territorio con l’arte | Architetto.info

David Tremlett e l’UNESCO: impreziosire il territorio con l’arte

L’artista britannico David Tremlett si è reso protagonista di un nuovo intervento pittorico all’interno del sito seriale UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato, 18 anni dopo quello di La Morra con Sol LeWitt

Chiesa Coazzolo © Fabrizio Aimar
Chiesa Coazzolo © Fabrizio Aimar
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La chiesa della Beata Maria Vergine del Carmine, sita in Località Gallo a Coazzolo, in Provincia di Asti, è l’ultima creazione artistica di David Tremlett, artista britannico nato nel 1945 a Dartford, nel Regno Unito.
Edificato da Giacomo Spessa nel lontano 1689, l’edificio sacro contempla una superficie esterna di oltre 300 mq, la quale è divenuta un’enorme tela atta ad accogliere la sua cifra stilistica. Le attività pittoriche, fatte di fondali di colori a tinta unica con sovrapposte forme geometriche, videro il via all’inizio di Settembre 2016, per terminare con l’inaugurazione avvenuta il 24 giugno scorso. In esso, i colori ocra, grigio canna di fucile, terra di Siena bruciata, verde oliva e giallo, definiscono gli elementi architettonici e quelli in aggetto (quali colonnati e paraste), mentre gli sfondati, di colore chiaro (dal crema al caffè), ritraggono forme geometriche irregolari.
I decori parietali scelti per la chiesa campestre di Coazzolo hanno visto l’adozione di una tecnica differente rispetto a quella usata dal maestro della neo-avanguardia inglese nei suoi “Wall Drawing”, in cui la tattilità è il mezzo per trasferire il colore alle pareti. Onde donare una maggiore durabilità all’intervento, essendo l’edificio isolato e battuto da vento e intemperie, Tremlett ha perciò deciso di additivare calce a colore acrilico.

L’opera è stata commissionata da Silvano Stella, proprietario del castello del paese astigiano nei cui confini la stessa pieve insiste, dimostrando come il mecenatismo privato possa portare beneficio allo spazio pubblico e al paesaggio. In tale alveo, esistono già casi storicizzati e consolidati nella zona, come l’esempio incarnato dall’opera a seguire.

Il territorio de “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, iscritto alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2014, vanta infatti già il decoro de “La Cappella del Barolo” a La Morra, in Provincia di Cuneo, condotto nel 1999 per conto della famiglia Ceretto. In essa, il trattamento delle superfici esterne venne affidato al celebre maestro statunitense Sol LeWitt, scomparso nel 2007, mentre gli interni al citato David Tremlett, creando così un dialogo d’eccezione volto alla riformulazione dei canoni estetici di questa cappella campestre. Un edificio divenuto una icona locale del territorio vitivinicolo, poiché sito nel Vigneto Brunate, un esperimento fattivo di rigenerazione mediante l’arte di un fabbricato altrimenti destinato all’oblio e alla rovina.

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Molti altri sono i lavori di Tremlett disseminati nel nostro Paese, principalmente in interni di abitazioni private ma alcuni dei quali visibili anche ad un pubblico di visitatori. In quest’ultima categoria rientrano i decori parietali de: il Frantoio di Portofino (realizzato nel 2014), l’edificio del Latte a Castelbosco (2011), le colonne della sede del Comune di Gorgonzola (2011), la stanza delle Cannoniere del Forte di Bard (2010) e la volta del portico della Chiesa di Morterone in Provincia di Lecco (2008), solo per citarne alcuni. Al seguente link, è possibile trovare l’elenco completo delle opere parietali, in interni ed esterni, svolti da Tremlett sia in Italia che all’estero: http://davidtremlett.com/.

Chiesa Coazzolo © Fabrizio Aimar

Chiesa Coazzolo © Fabrizio Aimar

Sempre restando all’interno del perimetro del sito seriale UNESCO sopra citato, questi è altresì punteggiato dalle presenza delle “Panchine Giganti”, o “Big Bench”, opere del designer Chris Bangle. Statunitense, noto nel settore automobilistico per i concept di diversi esemplari di veicoli per case automobilistiche quali Opel, FIAT, BMW, Mini e Rolls Royce, dal 2009 si stabilisce a Clavesana dedicandosi al mondo dell’arte. I colori differenti, abbinate alle dimensioni fuori scala di tali panchine, caratterizzano i punti panoramici di pregio alcuni dei 101 Comuni facenti parte del sito seriale, tra cui Fontanile, Moasca, Neive, Vezza d’Alba ecc., per un numero complessivo di 38 sparse nel Nord-Ovest italiano. (al seguente link, scorrendo verso il basso si potrà trovare l’elenco completo delle “Panchine Giganti” e la loro ubicazione, completa di mappa: https://www.bigbenchcommunityproject.org/)

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Tornando invece a David Tremlett, anche Peccioli, in Provincia di Pisa, sarà teatro di una sua nuova creazione artistica. Infatti, al Belvedere di Legoli sorgerà l’opera “The Folding Canvas”, progettata dallo studio di architettura Heliopolis 21 la cui proposta è risultata vincitrice del concorso bandito dalla società Belvedere SPA, nel 2015. Ispiratosi, nella tettonica, al Serpentine Gallery Pavilion di Daniel Libeskind Architect, realizzato nel 2001 presso l’Hyde Park di Londra, il padiglione toscano è uno spazio polifunzionale per esposizioni, polo informativo e sala conferenze. Esso sia accosterà alla cappella già esistente al centro dell’area di intervento, la quale custodisce un ciclo pittorico di Benozzo Gozzoli, tra i principali interpreti del Rinascimento Italiano. Il nuovo padiglione museale, pertanto, richiamerà nelle proporzioni fisiche la cappella di Santa Caterina, le cui superfici inclinate verranno decorate, in un secondo tempo, dal pennello dello stesso pittore inglese. Attraverso la sua opera si instaurerà, dunque, un rapporto sotteso tra passato e presente, così come tra locale e internazionale.

The Folding Canvas © Heliopolis

The Folding Canvas © Heliopolis

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