Elisabetta Gabrielli giovane Talento dell’Architettura Italiana 2017: il molo di Askim | Architetto.info

Elisabetta Gabrielli giovane Talento dell’Architettura Italiana 2017: il molo di Askim

Vincitrice del premio annuale del Cnappc, Elisabetta Gabrielli è stata premiata con un’opera minima che rende nuovamente più fruibile un tratto di costa davanti a sud di Goteborg

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La Festa dell’Architetto, che a Roma ha finalmente celebrato l’impegno pluriennale dello studio Caravatti Caravatti Architetti tra l’Italia e l’Africa sub-sahariana, ha anche nominato Elisabetta Gabrielli Giovane Talento dell’Architettura Italiana 2017, completando le selezioni del premio che dal 2014 il Consiglio Nazionale degli Architetti PCC conferisce annualmente per dare visibilità agli architetti, anche giovani, che oggi rappresentano un’eccellenza tecnica e professionale per il paese.

La vittoria, che segue quella dell’altoatesino Mirko Franzoso premiato nel 2016 per la Nuova casa sociale per l’abitato di Caltron, le arriva supportata dalla realizzazione del progetto di un piccolo molo in Svezia, il Molo di Askim, che fa quasi seguire alla giuria guidata da Andreas Kipar, curiosamente ma forse non troppo, le stesse linee che hanno fatto vincere a un altro molo, il pier della città costiera di Hastings recuperato da un progetto di de Rijke Marsh Morgan (dRMM), l’edizione 2017 del più prestigioso premio riconoscimento britannico, il Premio Stirling.

Classe 1982, Elisabetta Gabrielli si laurea al Politecnico di Milano nel 2007 ed è da poco reduce dall’esperienza dello studio Manofactory, fondato nel 2013 a Stoccolma con Pontus Öhman e Sara Mendoza e chiuso a febbraio 2017 dopo quattro anni di attività svolta tra la Svezia e Milano. Il progetto che le ha permesso di raggiungere il prestigioso premio nazionale è parte della produzione di Manofactory e, guardando a una seppur piccola “fortuna critica”, il più importante realizzato: è stata infatti una delle opere in mostra alla Biennale di Architettura di Venezia diretta da Alejandro Aravena, dove è stata parte di “In Therapy: Nordic Countries Face to Face” che, curata da David Basulto, ha allestito i padiglione dei paesi nordici (Svezia, Norvegia e Finlandia).

Con il molo di Askim, l’edizione 2017 del premio del Cnappc continua a utilizzare un vocabolario che parla di progetti “minori” (forse un po’ troppo?), realizzati a favore del pubblico e delle comunità alle latitudini più diverse, come confermano le parole a sostegno della scelta, che indicano l’opera e il tema progettuale come “molto importante per il rapporto tra terraferma e acqua, un approfondimento della connessione tra natura e cultura approcciato in maniera architettonica”, sottolineandone anche la funzione sociale garantita dall’accessibilità per tutti.

Il molo di Askim di Manofactory, che sulla costa a sud di Goteborg sostituisce una precedente struttura, è completato nel 2014 dietro incarico della municipalità e realizza uno spazio pubblico completamente fruibile da parte della popolazione, ridisegnando anche parte di un lungomare sabbioso circondato dal verde e dotandolo di uno spazio attrezzato che si protende nell’acqua per una lunghezza di 260 metri e una superficie di 2.550 mq. Seppur minima, l’opera, completamente realizzata in cemento armato con piani di calpestio su cui è impressa la trama del legno delle casseforme, è dotata di arredi integrati rivestiti in legno per sedute, sdraio e punti di osservazione. Rampe digradanti verso l’acqua permettono un sicuro accesso al mare in un’opera che si apre anche con due piattaforme.

 

 

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