Fare l'architetto al Sud: incontriamo lo Studio Cottone e Indelicato | Architetto.info

Fare l’architetto al Sud: incontriamo lo Studio Cottone e Indelicato

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Un reportage nitido ed oggettivo di chi vive e lavora al Sud, fra potenzialità e debolezze, presunte e reali. Ne emerge un quadro intenso, sincero e diretto, fra esperienze personali di lavoro sul territorio e commesse estere. Dopo Mattia Antonio Acito (studio Acito & Partners, Basilicata) e Beniamino Servino (Campania), Gregorio Indelicato (studio Cottone & Indelicato) architetto siciliano, è l’ultimo protagonista a parlarci della sua esperienza professionale nel meridione.

 

Formazione internazionale ed esperienze lavorative in noti studi esteri, fra cui David Chipperfield Architects in Gran Bretagna e RCR Arquitectes in Spagna. Curricula d’eccellenza, ma che non vi hanno impedito di tornare a vivere e operare nella vostra terra natia. A 5 anni da tale decisione, quali sono i punti di forza e di debolezza che avete riscontrato in questa scelta? 

“Le esperienze di lavoro in studi internazionali consentono d’acquisire la metodologia di lavoro, di affermare le tecniche di rappresentazione e di sviluppare gli aspetti costruttivi e di dettaglio; svolgendoli su varie tipologie di progetti, di diversa scala ed in alcuni casi, come nel nostro, di progetti che vengono realizzati. Iniziando un’attività in prima persona, invece, si comincia da piccoli interventi, ristrutturazioni, completamenti e concorsi di progettazione. Se oggi, quindi, ci troviamo a progettare opere contenute, con budget molto più bassi di quelli conosciuti negli studi illustri in cui ci siamo formati, non lo consideriamo un punto di debolezza, ma anzi un percorso necessario. Sono piccoli passi di un lungo cammino, dove ad ogni passo si è tenuti a risolvere problemi, avere le idee giuste e renderle congrue con il budget. Fin dai tempi dell’università, abbiamo capito quanto fosse importante, per avere una formazione completa, fare esperienze in studi internazionali; in particolare, da RCR Arquitectes, abbiamo svolto i ruoli di capo progetto ed è stata un esperienza straordinaria, ma che abbiamo sempre considerato come formativa. Il nostro obiettivo era di fare architettura moderna in prima persona e nel nostro Paese, e questo è un punto di forza che ci ha fatto superare ogni nostalgia degli anni in Catalogna.”

 

Luogo, programma funzionale, norme e committente, producono ragionamenti volti ad individuare la strategia dell’intervento. Analizzando le caratteristiche peculiari proprie della società e dei luoghi siciliani, quali delle variabili sopra elencate possono maggiormente influire sui vostri progetti, al fine di conferire loro un carattere locale, rifuggendo dalla tentazione di una retorica contestualista?

“Per noi ogni progetto è diverso, ma il metodo di lavoro è sempre lo stesso: analizzare il luogo, leggerne le caratteristiche fisiche, spaziali e funzionali, elaborare il programma, individuarne gli obiettivi, valutare ogni scelta e soluzione chiedendoci se è coerente con il concept. Facciamo nostra una frase che mi disse Rafael Aranda di RCR, che per fare buona architettura “todo es importante”: non bisogna mai dare per scontate le cose, bisogna pensarci a lungo ed essere meticolosi. Il cliente dev’essere messo in condizione di capire a fondo tutto il percorso progettuale, aiutandosi con render e disegni ben leggibili. Se l’idea è buona, ed è quella giusta, quasi sempre sarà d’accordo; a volte, spiegando lentamente, il cliente ti precede e ti indica la soluzione che stai per mostrargli! Il cliente deve sognare insieme a noi.

Il carattere locale non e’ un argomento su cui ci soffermiamo, piuttosto ci interessa il legame con il paesaggio e la topografia, l’armonia volumetrica, le proporzioni. Poi e’ inevitabile esser influenzati dall’architettura storica della Sicilia, con il purismo volumetrico e l’uso della luce degli arabi, le proporzioni e il landscape ante litteram dei greci ma anche l’ essenzialità dei “bagli” e dell’architettura contadina, e in generale il tessuto dei centri storici. Accanto a questo, c’è l’influenza dei maestri razionalisti e dei contemporanei, quali Siza, Ando, Nouvel, H&DM, Sanaa, Chipperfield ed in particolare, per ovvie ragioni, di RCR Arquitectes.”

Passerella della Valle dei Templi

 

Secondo i dati di Inarcassa, il reddito medio dichiarato in Sicilia nel 2012 fu di 12.847 €, in calo del 27.8% rispetto al 2007. Quanto è difficile fare architettura al Sud, in termini di commesse pubbliche e private? E’ possibile una via locale, oppure l’esportazione progettuale è una condizione necessaria?

“Ecco il vero punto di debolezza! Se per i giovani far architettura in Italia è un sogno, paragonabile a quello degli aspiranti musicisti o attori, nel meridione è probabilmente più complicato. Riuscire a vivere o sopravvivere di architettura è difficile, i problemi sono tanti e noti da molto tempo, ed il futuro appare incerto dalla crisi che attraversa l’Italia. Chi vuole far architettura moderna sa che ad attenderli c’è un cammino arduo e che bisogna gioire di ogni piccolo traguardo. L’economia stagnante della nostra zona rende difficile trovare clienti, ed a questo s’aggiunge il sovrannumero dell’offerta di professionisti del settore edilizio e la saturazione del mercato, con l’abnorme realizzazione di piani di lottizzazioni, dalle casette tutte uguali con spioventi in cls. Riguardo gli incarichi pubblici, ci piace sottolineare la nostra esperienza migliore, che riguarda il primo premio al concorso per la passerella nella Valle dei Tempi e che dovrebbe essere realizzata in tempi brevi.

Conoscendo le lingue, ed avendo avuto esperienze internazionali, è possibile aver incarichi fuori dal proprio ambito geografico, ma non è affatto facile, sono situazioni eccezionali per un piccolo studio. Nel nostro caso, stiamo sperimentando di persona che benefici potrà portare un lavoro svolto all’estero; infatti, da circa un mese, Mario Cottone è a Dubai per svolgere il coordinamento di un progetto residenziale e speriamo possa divenire un importante passo in avanti.”

Rendering di Piazza Belvedere a Selinunte

 

 

Chi sono Gregorio Indelicato e Mario Cottone

Lo Studio Cottone+Indelicato è stato fondato a Sciacca nel 2009 da Mario Cottone e Gregorio Indelicato.
Entrambi si sono laureati alla Facoltà di Architectura di Palermo e poi hanno lavorato in diversi studi internazionali come David Chipperfield Architects a Londra e RCR Arquitectes a Olot, Spagna.

Diversi i premi attributi allo studio che quest’anno con il progetto della Passerella per la Valle dei Templi di Agrigento è presente alla 14° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia all’interno del Padiglione Italia “Innesti/Grafting” curato da Cino Zucchi, nella sezione “Innesti. Un paesaggio contemporaneo”. Nel 2009 hanno vinto il primo premio per il Miami 2009 Pier-Museum e recentemente la menzione al premio Inarch/Sicilia.

 
Villa B&D

 

 

 

 

 

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