Festa dell'architetto 2017: i vincitori | Architetto.info

Festa dell’architetto 2017: i vincitori

Allo studio monzese caravatti_caravatti architetti e a Elisabetta Gabrielli i premi principali dell'evento annuale del Cnappc

Scuola comunitaria | Villaggio di Djinindjebougou, Repubblica del Mali | 2007
Scuola comunitaria | Villaggio di Djinindjebougou, Repubblica del Mali | 2007
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È lo studio “caravatti_caravatti architetti” l’architetto dell’anno 2017. Alla firma monzese fondata da Emilio e Matteo Caravatti, Chiara Gugliotta ed Elena Verri è stato riconosciuto il prestigioso premio del Cnappc. Il premio è assegnato durante l’ormai tradizionale evento della Festa dell’architetto, promossa dal Consiglio nazionale architetti con l’obiettivo di sottolineare le eccellenze italiane nella professione.

Quella di “caravatti_caravatti architetti” è un’architettura che, nelle motivazioni della giuria presieduta da Andreas Kipar, è “rispettosa non solo dei luoghi, ma anche dei contesti sociali nei quali si inserisce”. Esempio emblematico ne è il progetto Jigiya So’ – Centro di riabilitazione psicomotorio realizzato a Katì, nella Repubblica del Mali “dove con poche risorse disponibili è stata realizzata una architettura essenziale, capace di dare forma ad una funzione nobile come quella del Centro”.

caravatti_caravatti architetti Emilio Caravatti, Matteo Caravatti, Chiara Gugliotta, Elena Verri Jigiya So’ - Centro di riabilitazione psicomotoria -  crediti fotografici caravatti_caravatti architetti

caravatti_caravatti architetti
Emilio Caravatti, Matteo Caravatti, Chiara Gugliotta, Elena Verri
Jigiya So’ – Centro di riabilitazione psicomotoria –
crediti fotografici
caravatti_caravatti architetti

Sempre durante la Festa dell’architetto è stato consegnato il premio “Giovane Talento dell’Architettura 2017” ad Elisabetta Gabrielli per il progetto del Molo di Askim a Goteborg . Un tema quello del molo, “molto importante per il rapporto tra terraferma e acqua, un approfondimento della connessione tra natura e cultura approcciato in maniera architettonica” senza mai dimenticare la funzione sociale dell’architettura. Il Molo, infatti, prevede percorsi alternativi per consentire ai bagnanti con impedita capacità motoria la discesa in acqua.

Elisabetta Gabrielli Molo di Askim  Baia di Askim, Goteborg - Sweden

Elisabetta Gabrielli
Molo di Askim
Baia di Askim, Goteborg – Sweden

Sono state anche assegnate alcune Menzioni d’Onore. Per la categoria “Opere di restauro o recupero” a Markus Scherer per il progetto di restauro e recupero del Corpo “C” del Forte di Fortezza (BZ); allo studio C+S, di Carlo Cappai, Maria Alessandra Segantini per Aequilibrium 15th, installazione disegnata per la 15a Biennale di Architettura di Venezia per la categoria ‘Opere di allestimento o di interni’; mentre il progetto del Molo di Askim – Goteborg vincitore del “Premio Giovane Talento dell’Architettura 2017” ha ricevuto anche la Menzione d’Onore per la categoria “Opere su spazi aperti, infrastrutture e paesaggio’.

Markus Scherer - architekt Restauro e recupero del Corpo “C” del Forte di Fortezza (BZ) Fotografie di Alessandra Chemollo

Markus Scherer – architekt
Restauro e recupero del Corpo “C” del Forte di Fortezza (BZ)
Fotografie di Alessandra Chemollo

Tra gli altri riconoscimenti da segnalare, anche la Menzione Speciale a Cino Zucchi, una sorta di “Oscar alla carriera” per il suo ruolo di “grande interprete dell’architettura del novecento italiano che con la sua proposta progettuale per il nuovo centro direzionale della Lavazza a Torino riesce a stabilire un equilibrato rapporto tra il tessuto esistente e la nuova architettura inserita”. Il progetto mostra, infatti, grande attenzione per la storia della città e del quartiere, così come per la storia e la cultura dell’azienda (leggi l’approfondimento sulle strutture e quello sulle tecnologie).

Cino Zucchi  Nuovo centro direzionale Lavazza  Torino

Cino Zucchi
Nuovo centro direzionale Lavazza
Torino

Da segnalare anche il riconoscimento di “Architetto Onorario” a Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, “per il prestigio mondiale della Biennale di Architettura quale vetrina per celebrare il contributo reale e duraturo che l’architettura di qualità offre all’umanità”.

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