Fiore di Pietra di Mario Botta: fotogallery e commento di Luca Gibello | Architetto.info

Fiore di Pietra di Mario Botta: fotogallery e commento di Luca Gibello

È aperto al pubblico il suggestivo “Fiore di Pietra” progettato da Mario Botta sulla cima del Monte Generoso al confine tra Svizzera e Italia. Il commento di Luca Gibello, direttore del Giornale dell'Architettura

© Enrico Cano
© Enrico Cano
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Dall’8 aprile è aperto al pubblico il “Fiore di pietra”, il ristorante panoramico realizzato sulla cima del Monte Generoso dal grande architetto ticinese Mario Botta. Il progetto è stato sostenuto economicamente dal Percento culturale Migros e nasce per far fronte alla chiusura dell’Albergo-Ristorante Vetta, lo storico edificio costruito nel 1970 e chiuso a causa di uno scoscendimento del terreno avvenuto nel 2010. Da allora Migros, per rispettare l’impegno preso nel 1941, si è impegnata a finanziare sia lo smantellamento e la demolizione del vecchio ristorante-albergo, che la realizzazione del nuovo ristorante panoramico, con l’importante incarico affidato a Botta, che per il progetto ha curato anche gli allestimenti interni.
È evidentemente un’opera che porta i segni inconfondibili dell’architetto svizzero, con la sua particolare configurazione a “petali”, disegnata da un insieme di torri di cinque piani che si innalzano dapprima con una leggera inclinazione verso l’esterno per poi richiudersi ai piani alti, da cui il nome che gli è stato attribuito, “Fiore di pietra”.

Mario Botta photo Beat Pfändler

Mario Botta © Beat Pfändler

Abbiamo chiesto a Luca Gibello, uno dei maggiori critici di architettura italiani ed esperto di architettura di montagna, direttore del Giornale dell’Architettura e collaboratore da anni di Architetto.info, un commento libero sull’opera. Lo trovate di seguito, dopo le suggestive fotografie di Enrico Cano.

Fiore di Pietra: un commento di Luca Gibello
Proprio un secolo fa, Bruno Taut delineava, con una serie di straordinari disegni al tratto, lo scenario dell’Alpine Architektur: la gemmazione, sulle principali sommità delle nostre montagne, di una serie di costruzioni dalla poliedrica geometria diamantesca che dovevano ospitare l’umanità rigenerata in una palingenesi collettiva. La visionaria metafora, rimasta sulla carta, aveva uno dei suoi punti di restituzione dal Monte Generoso, proprio laddove in queste settimane ha preso forma un quasi diretto riferimento a quelle immagini: il “Fiore di pietra” firmato dallo studio di Mario Botta.
Ed è proprio dentro una tradizione del modernismo, tutta tesa ad affermare la presa di possesso della montagna attraverso un processo di costruzione “logica”, che va collocato l’intervento di Botta. Un volume puro, astratto e autoreferenziale, dalla connotazione prettamente “urbana” che, nella sua distribuzione a pianta centrale, fa propria la visione panoramica a 360° dei diorami ottocenteschi. Evidentemente, le esigenze d’immagine della committenza, implicite nel raggiungimento della meta attraverso un treno a cremagliera, richiedevano l’erezione di un landmark, un’icona, anche quando l’epoca attuale ragiona su minori impatti visivi e ambientali (senza per questo dover cedere a letterali analogie pseudo-organicistiche). Per fortuna, la cima del Monte Generoso sta qualche metro più sopra, vanificando così la potenza “panottica” del dispositivo edilizio.
Excelsior!

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Disegno © Mario Botta

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