Giovane Talento dell’Architettura 2018: chi è il collettivo Orizzontale | Architetto.info

Giovane Talento dell’Architettura 2018: chi è il collettivo Orizzontale

Giovani ma già blasonati, i Giovani talenti dell'architettura 2018 sono attivi dal 2010 e portano avanti ricerche e progetti sperimentali e partecipati, co-progettati e autocostruiti con materiali economici e di recupero

© Musacchio Ianniello, courtesy Fondazione MAXXI
© Musacchio Ianniello, courtesy Fondazione MAXXI
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Orizzontale è il nome del collettivo di giovani architetti che, tutti under 35 anni, si è guadagnato il titolo di Giovane Talento dell’Architettura all’edizione 2018 della Festa dell’Architettura, seguendo Elisabetta Gabrielli (eletta nel 2017) e Mirko Franzoso (talento del 2016).

Costituitosi a Roma nel 2010, il Orizzontale comprende oggi un gruppo di sette professionisti giovani ma dall’attività già blasonata, che il nuovo riconoscimento conferma ulteriormente: Jacopo Ammendola, Juan Lopez Cano, Giuseppe Grant, Margherita Manfra, Nasrin Mohiti Asli, Roberto Pantaleoni e Stefano Ragazzo.

Come insegna l’esperienza dei britannici Assemble (il giovane collettivo forse oggi più famoso a livello internazionale vincitore nel 2015 del Turner Prize), Orizzontale inizia da allora ad affermarsi come il portabandiera italiano di una delle possibili, e sempre più necessarie, nuove declinazioni della professione, soprattutto di quella giovane, che portano l’architetto a ritagliarsi nuovi ruoli e spazi di azione e manovra. Seguendo il motto “Do it yourself. Architecture for common spaces”, adotta un approccio all’architettura consapevole dell’importanza della comunicazione che parla di sperimentazione e partecipazione, comunità, autocostruzione e co-progettazione. Privilegia il lavoro sugli spazi pubblici, soprattutto residuali e abbandonati, e il loro recupero “dal basso”, realizzato in collaborazione con associazioni di quartiere e centri sociali, la ricerca sugli utilizzi di materiali economici, poveri e di recupero, e la presenza dell’architetto in processi in cui è sempre più chiamato a ruoli di mediatore, accompagnatore e facilitatore nelle trasformazioni della città.

Il fil rouge che sempre di più lega gli interventi del collettivo è già evidente nel 2013, quando Orizzontale progetta e realizza Habitat nei suggestivi spazi abbandonati dell’ex lanificio Maurizio Sella di Biella. L’occasione, per il collettivo la prima importante, è la fase finale della prima edizione nazionale del premio intitolato alla memoria dell’ingegnere architetto biellese Federico Maggia, promosso da Fondazione Sella in collaborazione con Casabella Laboratorio e aperto alla partecipazione di architetti under 30. Habitat, che si guadagna una delle due menzioni dietro alla vincitrice Sarah Becchio di StudioErrante Architetture, è un modulo che li porta a confrontarsi con un contesto, un luogo dismesso, con l’impiego di materiali poveri e locali come legno e lana di pecora, un budget limitato e l’autocostruzione (il bando richiedeva ai finalisti la realizzazione della loro proposta completamente in loco).

Il lavoro realizzato a Biella si collega in modo diretto all’incarico che, qualche tempo dopo, li porta a Intercity Notte, la progettazione del coworking di Firenze Impact Hub (2013). Negli spazi di un ex magazzino realizzano con legno di recupero un soppalco che aiuta a dividere le aree destinate alle postazioni in open space, stanze di piccole dimensioni e spazi comuni tra cui una cucina, la sala riunioni e una sala Skype.

8 ½, l’intervento che ha portato a Orizzontale il prestigioso riconoscimento del Cnappc, è un progetto di auto costruzione dello spazio pubblico che si completa a Roma nel 2014, anno nel quale vince il premio internazionale Young Architects Program (“YAP Maxxi 2014”), bando per giovani architetti promosso dal Museo Maxxi insieme al MoMA PS1. Realizza nello spazio pubblico antistante il Maxxi un’architettura temporanea, un teatro mobile, costruita in 4 settimane (due delle quali gestite come workshop aperto agli studenti). È composta di due parti che ricreano una “stanza urbana” mobile (tutta l’installazione può essere smontata e rimontata): la parete, una struttura alt 8,5 m sorretta da telai modulari in legno ricoperta da fusti di birra recuperati base per una distesa di lampade Led che permettono la visualizzazione di grafiche e testi, e l’arena, area coperta destinata a spettacoli ma anche piazza per l’utilizzo comune.

Negli anni successivi l’attività e le occasioni importanti continuano a non mancare. Nel 2016 il collettivo entra infatti per la prim volta nel campo di azione del Cnappc, promotore insieme alla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT del concorso Periferie Urbane. Aperto alla partecipazione di architetti under 35, richiedeva idee per la riqualificazione di 10 aree periferiche da recuperare sparse sul territorio nazionale, con Orizzontale tra i vincitori con la sua proposta per la prima di queste, Aprilia.

A luglio 2017, fra collaborazioni, workshop e progetti di allestimento, si (ri)avvia a Roma il processo di riattivazione urbana Perestrello 3.0 – Iceberg che, dopo Perestrello 1.0 – Work-watching e Luogo Comune – Perestrello 2.0, segna il suo terzo momento di lavoro sull’area di Largo Bartolomeo Perestrello. Coinvolgendo nel processo l’amministrazione comunale, le associazioni locali e i cittadini, allestisce, attraverso il lavoro di due workshop, spazi temporanei concordati e condivisi in grado di favorire l’incontro e l’aggregazione: una gradonata e un tavolo che sono stati sfondo per la serata inaugurale del festival New Generations.

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