Gli scenari possibili del legno come materiale edile, secondo Julius Natterer | Architetto.info

Gli scenari possibili del legno come materiale edile, secondo Julius Natterer

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Dall’ingegnere svizzero una fotografia esclusiva delle potenzialità e dei limiti del settore sotto il profilo tecnico

 

Quali ritiene che siano gli sviluppi più interessanti per il legno come materiale edile negli ultimi anni, in particolare a proposito del suo impiego come elemento strutturale?

Lo sviluppo della costruzione in legno massiccio e delle tante varianti, come per esempio il sistema di tavole accostate, collegati tramite chiodi, bulloni, viti o colla, per solai, pareti e tetti è da considerare senz’altro come l’innovazione più importante negli ultimi 20 anni. Inoltre anche le facciate e le finestre in legno, che comprendono anche i sistemi termici attivi e i collettori solari integrati, sono diventate sicuramente una tendenza in questi anni. Segnalerei anche gli sviluppi di finestre a vetri termici mobili tramite scorrimento o piegatura, per contrastare i vetri isolanti a più strati sempre più pesanti.

Qual è l’ambito dove secondo lei si verificheranno le innovazioni più interessanti per il legno?

Lo sviluppo delle strutture in legno massiccio e calcestruzzo ha fatto sì che le costruzioni in legno diventassero interessanti anche dal punto di vista economico per edifici a più piani. Tutte le richieste, per quanto riguarda l’isolamento contro il rumore, odori, infiltrazione d’acqua e antincendio possono essere soddisfatte senza problemi con strutture in legno. Va rilevato inoltre che gli edifici in legno hanno una sicurezza statica molto maggiore, perché hanno un peso inferiore e una duttilità o stabilità maggiore per quanto riguarda le deformazioni e i caricamenti (per esempio in caso di terremoti o fenomeni simili).

Credo che la ricerca, l’insegnamento e la produzione di testi ad hoc dedicati al tema potrebbe offrire un notevole spunto per uno sviluppo ulteriore delle costruzioni in legno con mattoni, pietre e calcestruzzo, ma anche vetro e fibre di vetro.

Tradizionalmente il legno è un materiale poco impiegato in Italia. Cosa consiglierebbe a un architetto italiano che si avvicina al legno come materiale edile?

Nel sud dell’Italia attualmente il legno non è molto diffuso come materiale edile, anche se ci sono state ottime esperienze di impiego per i soffitti e le strutture portanti dei tetti negli ultimi secoli, soprattutto sotto il punto di vista dell’antisismica a causa del peso minore delle strutture. L’impiego di costruzioni in legno ingegnerizzato invece è una tecnica abbastanza diffusa in Italia che, a mio avviso, ha buone speranze anche per il futuro.

Una possibile formula per il futuro potrebbe essere la realizzazione di costruzioni semplici di legno massiccio con mattoni (termoregolazione climatica), pietre e calcestruzzo per pareti, solai e tetti con il coinvolgimento di imprese poco distanti dal luogo di cantiere. Bisogna pensare che non esiste un altro materiale edile con un simile potenziale sia per il sostegno dell’economia forestale (manutenzione delle foreste esistenti; creazione di nuovi impianti boschivi), sia soprattutto per la creazione di nuovi posti di lavoro, e con un bilancio ecologico vantaggioso per il territorio. 

Nato a Haggn in Baviera, Julius Natterer studia ingegneria civile al Politecnico di Monaco. Professore emerito dello Swiss Federal Institute of Technology Epfl in Lausanne, ha rivestito la cattedra per costruzioni in legno presso Ibois dal 1978-2004.

Come ingegnere ha lavorato con numerosi architetti sviluppando sistemi costruttivi innovativi come telai reticolari ad ampia luce che riducono notevolmente il numero di supporti verticali o coperture alte sorrette da pilastri a forma di ombrelli. Tra i molti riconoscimenti ottenuti, anche il premio Schweighofer nel 2004 per essere stato “apripista per l’edilizia moderna in legno”. Accanto all’impegno universitario organizza dal 1992 al 2004 corsi per strutture in legno. Partecipa a conferenze, seminari e master. Scrive numerosi trattati e manuali tra i quali “Holzbau Atlas” tradotto in varie lingue (in italiano Atlante del Legno, Utet Scienze Tecniche). Ha uno studio ingegneristico con sede in Germania e come Bois Consult in Svizzera.

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