Il linguaggio della progettazione: a colloquio con Renzo Piano e Luigi Prestinenza Puglisi | Architetto.info

Il linguaggio della progettazione: a colloquio con Renzo Piano e Luigi Prestinenza Puglisi

wpid-2585_intervistapianopuglisi.jpg
image_pdf

Coraggio e prudenza. Gioia e leggerezza. Sostenibilità come poetica e linguaggio della progettazione. Sono questi i temi toccati da Renzo Piano nell’intervista concessa al portale Architetto.info, in occasione della cerimonia di premiazione del “Premio Fondazione Renzo Piano 2013” per giovani architetti. Un’occasione di riflessione sull’architettura e sulla professione, oltre che sulle caratteristiche dei progetti che hanno partecipato al Premio.

Renzo Piano, nel sottolineare come tratto comune dei progetti finalisti “un senso di leggerezza, di luminosità, una certa allegria”, riconosce a tutti il germe di un’ispirazione, della qualità, e un certo carattere: “se uno ha meno di quarant’anni, per fare un progetto, ci vuole una certa ostinazione e carattere e determinazione”. Il rapporto tra coraggio e una certa timidezza, che si potrebbe anche chiamare umiltà e rispetto, sono una costante del pensiero espresso da Piano: la professione è descritta come “una foresta piena di pericoli” in cui, soprattutto per i giovani, bisogna essere consapevoli di ciò che c’è di buono e “difenderlo coi denti”.

L’architetto, secondo Piano, affronta sempre una duplice tensione: tra il bisogno di ordine e di regole e il bisogno di sovvertirle. “Per questo è complicato fare questo mestiere”. Il consiglio è usare saggezza, ma una saggezza che implica anche un po’ di coraggio e prendere qualche rischio: non bastano prudenza o timidezza, altrimenti la prudenza eccessiva nel progettare diventa autocensura.

Lo sguardo si allarga al tema del costruire sul costruito – “un’attività di straordinario ingegno, talento e creatività”, che deve considerare la bellezza delle nostre città, ancora di più quando stratificare una nuova testimonianza non significa distruggere quelle precedenti – e a quello della sostenibilità, alla fragilità della terra (“uno dei tratti ispiranti del secolo che si apre”). La considerazione che la terra è fragile comporta un modo di essere: per i progettisti in particolare significa intervenire non solo pragmaticamente, abbassando il costo della bolletta dell’energia, ma anche culturalmente, trasformando l’approccio ecologico in poetica, in linguaggio. “Un edificio leggero, un edificio che respira, che gioca e “flirta” con l’ambiente – che gioca col verde, che approfitta del fatto che gli alberi quando hanno le foglie proteggono dal caldo, poi le perdono e d’inverno diventano un arabesco – non è solo un argomento tecnico, non è solo efficienza energetica, è la poetica, il linguaggio. Non è un dovere vagamente moralistico, consumare meno perché bisogna consumare meno – è dovuto, ci mancherebbe – ma bisogna fare un po’ di più, bisogna che [l’approccio ecologico] diventi linguaggio, che diventi l’aria che respiriamo, che diventi naturale.”

Per Luigi Prestinenza Puglisi – critico, curatore della collana “italiArchitettura” Utet Scienze Tecniche e promotore del Premio, insieme alla Fondazione Renzo Piano e all’Associazione italiana di architettura e critica – la considerazione finale è di ottimismo: “Sono progetti pieni di speranza e che danno speranza: si vede infatti che i giovani progettisti hanno speranza nell’architettura e che il talento esiste ancora e può dire la sua. Penso che sia un momento di trapasso verso una nuova stagione”.

Per approfondire: Leggi le interviste esclusive realizzate dalla redazione di Architetto.info a Renzo Piano e a Luigi Prestinenza Puglisi in occasione del Premio Fondazione Renzo Piano.

Scopri inoltre qui tutti i progetti finalisti dell’edizione 2013 del Premio Fondazione Renzo Piano.

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Il linguaggio della progettazione: a colloquio con Renzo Piano e Luigi Prestinenza Puglisi Architetto.info