Il Pritzker Prize 2016 ad Alejandro Aravena | Architetto.info

Il Pritzker Prize 2016 ad Alejandro Aravena

Già nominato direttore della Biennale di Architettura di Venezia 2016, l'architetto cileno ha ottenuto anche il prestigioso 'Nobel' per l'architettura. E' il primo cileno a vincerlo

Ritratto di Alejandro Aravena di Cristobal Palma
Ritratto di Alejandro Aravena di Cristobal Palma
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Questo sembra essere proprio il momento di Alejandro Aravena. Dopo il già prestigiosissimo incarico, ufficializzato la scorsa estate, come direttore della sezione Architettura di una Biennale di Venezia ormai in apertura a fine maggio, arriva, non del tutto a sorpresa, la sua nomina come Premio Pritzker 2016.

Con questa scelta, anche il premio di architettura più importante del mondo sembra quindi volere cogliere lo “spirito del tempo” attuale, lo spirito di un mondo in radicale cambiamento, di necessità nuove e bisogni di risposte nuove che anche l’architettura deve essere in grado di dare. Lo stesso spirito che a breve in Laguna animerà “Reporting from the Front”.

Primo architetto cileno a esserne insignito, e quarto latinoamericano dopo Luis Barragán (1980), Oscar Niemeyer (1988) e Paulo Mendes da Rocha (2006), Aravena è, con i suoi 48 anni, anche fra i più giovani premiati di sempre, insieme al cinese Wang Shu (2012) e al giapponese Ryue Nishizawa (premiato con Kazuyo Sejima e Sanaa nel 2010). Gli ultimi premi Pritzker sono stati assegnati a Toyo Ito nel 2013, a Shigeru Ban nel 2014 e a Frei Otto, postumo, nel 2015.

La scelta arriva dopo un’attenta valutazione e la visita diretta agli edifici da parte di una giuria composta dal presidente Lord Peter Palumbo, Stephen Breyer, Ratan N. Tata, dagli architetti Yung Ho Chang, Kristin Feireiss e Benedetta Tagliabue, e dai precedenti premi Pritzker Glenn Murcutt (2002) e Richard Rogers (2007).
L’architettura di Aravena, come singolo professionista prima e come fondatore e direttore del “Do Tank” Elemental poi, riesce a essere ambivalente.

Da una parte gestisce commesse pubbliche e private dall’alto valore progettuale e contenuto tecnico e tecnologico come il nuovo campus della Novartis a Shanghai (in completamento), i numerosi edifici per la Universidad Católica de Chile (la Scuola di matematica, la Scuola di Architettura, la Scuola di medicina, le Siamese Towers e il monolitico Innovation Center Anacleto Angelini) e il dormitorio della St. Edward’s University di Austin.

Innovation Center Anacleto Angelini, foto: Nina Vidic

Innovation Center Anacleto Angelini, foto: Nina Vidic

Dall’altra, fa suo l’impegno, che ha dato forma e si spera darà anche buona sostanza alla Biennale di architettura, nell’individuazione di nuove strade per la realizzazione di costruzioni low cost per le fasce più deboli della popolazione, innovative sia dal punto di vista esecutivo sia nella sperimentazione di nuovi processi che hanno come presupposto di base il coinvolgimento diretto e la condivisione degli utenti finali. Su questa falsariga nascono i progetti più famosi, come le case “incrementali” realizzate nei centri cileni di Iquique (Quinta Monroy Housing) e Constitución (Villa Verde Housing) e nella messicana Monterrey (Monterrey Housing). Elemental è anche operativo nella gestione dei post catastrofe, elaborando progetti territoriali condivisi come il Piano di ricostruzione sostenibile di Constitución attualmente in realizzazione in una delle aree del Cile più colpite dal terremoto nel 2010.

Monterrey Housing, foto: Ramiro Ramirez

Monterrey Housing, foto: Ramiro Ramirez

Quella di Aravena – Elemental è un’architettura di fronte alla quale, come le stesse parole di Palumbo affermano, si provano “meraviglia e rivelazione”, un’architettura che è riuscita a realizzare grandi interventi in modo innovativo ed è ancora in grado di produrre sviluppi che fanno sperare in un futuro migliore. Ed è frutto di un lavoro collettivo, esaltato dallo stesso architetto cileno in risposta a una nomina che conferma ulteriormente la direzione intrapresa: “l’architettura è una disciplina collettiva. I risultati non si raggiungono lavorando individualmente […] La portata del premio è tale che speriamo sia uno slancio verso l’esplorazione di nuovi territori, verso nuove sfide a cui far fronte e nuovi campi d’azione da esplorare. La strada è ormai segnata”.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 4 aprile a New York, all’interno del Palazzo delle Nazioni Unite.

 

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