Il sistema 'edificio-impianto' al centro: intervista a Thomas Mur | Architetto.info

Il sistema ‘edificio-impianto’ al centro: intervista a Thomas Mur

Alla vigilia di Klimahouse Toscana (a Firenze dall'1 al 3 aprile) parliamo con il nuovo direttore di Klimahouse, Thomas Mur

Thomas Mur, direttore Klimahouse, davanti a Insight, la casa modello dell'efficienza energetica che sarà visitabile a Klimahouse Toscana dall'1 al 3 aprile
Thomas Mur, direttore Klimahouse, davanti a Insight, la casa modello dell'efficienza energetica che sarà visitabile a Klimahouse Toscana dall'1 al 3 aprile
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Da qualche mese Thomas Mur è il nuovo direttore di Fiera Bolzano (Messe Bozen), l’ente promotore di Klimahouse, uno degli eventi più consolidati – e insieme, imitati – dedicati all’edilizia e all’architettura in Italia. La nomina di Mur – che fa seguito alla direzione pluridecennale di Reinhold Marsoner, oggi in pensione – coincide con uno dei momenti più entusiasmanti e, al contempo, di trasformazione per Klimahouse. Sempre più punto di riferimento per l’efficienza energetica in edilizia, Klimahouse ha espanso il suo formato da qualche anno oltre i confini del ‘virtuoso’ Alto Adige, per promuovere un modello di sostenibilità del costruito al passo con i tempi anche nei territori dove queste tematiche impiegano più tempo a penetrare. Da Bari a Como, da Bastia Umbra alla Cina (sede di una futura edizione di Klimahouse), l’evento arriva in questi giorni per la terza volta a Firenze, al centro di un territorio particolarmente sensibile ai temi del risanamento e del risparmio energetico del costruito, anche grazie all’azione dell’Agenzia fiorentina per l’energia (Afe), partner dell’evento. E così Klimahouse Toscana, dall’1 al 3 aprile, è pronta a mettere in contatto i maggiori attori della filiera – progettisti, aziende, tecnici – con un’attenzione sempre più spiccata al ‘consumatore puro’, oggi chiamato a relazionarsi direttamente con azioni di miglioramento per i propri immobili, anche grazie ai recenti incentivi fiscali (su tutti, la cessione del credito di imposta sulle detrazioni).

Klimahouse è andata evolvendosi parecchio durante gli ultimi anni, un po’ come è cambiato ciò che si considera determinante per l’efficienza energetica degli edifici.

Noi guardiamo sempre molto attentamente alle direzioni in cui si muove il mercato. La nostra fortuna è che, essendo regione bilingue, guardiamo con facilità anche al mercato tedesco che, dal punto di vista dell’innovazione, è ugualmente forte. Anche in Italia, comunque, ci sono diversi trend. In primo luogo, il tema dei materiali e della bioedilizia: in questo campo sicuramente il mercato è più attento che in Germania. In seguito, gli impianti: è diventata sempre più una consapevolezza il fatto che non basti mettere semplicemente un impianto con elevate prestazioni per garantire l’efficienza e il risparmio, ma bisogna fare attenzione al ‘sistema edificio-impianto’, all’equilibrio tra le parti. Ed è qui che entra in gioco la nostra consulenza.

C’è stato anche un cambiamento da parte dei progettisti?

A livello generale, i progettisti sono aperti ai temi del risparmio energetico in edilizia e del sistema edificio impianto. Poi, certamente, le nuove generazioni di progettisti stanno dimostrando una sensibilità più rapida rispetto a quelli di ‘larga esperienza’. In ogni caso, tutti dimostrano attenzione ai temi della riqualificazione, alle nuove tecnologie e alle innovazioni. In questo senso penso che sia necessario creare nuovi contenuti e piattaforme di dialogo, cosa che di fatto accade negli eventi Klimahouse in giro per l’Italia.

Dalla realtà dell’Alto Adige, Klimahouse è andata espandendosi in territori molto diversi sul piano climatico, e quindi anche edilizio. Quali sono le prossime ‘mosse’ in programma?

A ottobre abbiamo in calendario Klimahouse Sicilia. Lì, le proposte, saranno differenti: i materiali, la ‘fisica’ degli edifici, le posizioni delle case stesse influiscono sul comfort abitativo e sulle prestazioni in modo decisamente diverso, certamente dall’Alto Adige o dalla Toscana. Comunque vediamo che anche in questi territori Comuni e Regioni dimostrano sempre più interesse e sensibilità per queste tematiche.

E che cosa c’entra la Cina?

Come Fiera Bolzano noi stiamo cercando di aprirci verso altre realtà, anche intercontinentali. Klimahouse Cina, ad esempio, è un buona occasione per confrontarsi con un mondo totalmente differente. Lì non andiamo solo per far conoscere il marchio Klimahouse, ma anche per analizzare il mercato cinese, che sicuramente sul fronte degli impianti è ancora indietro, ma dove però vediamo una forte spinta all’innovazione nel settore. E poi attività a Londra, negli Stati Uniti… Oggi è diventato necessario portare agli espositori e ai visitatori una visione sempre più globale sul tema.

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