Il vetro in tutte le sue declinazioni: incontro con AGC Asahi Glass al Salone del Mobile 2017 | Architetto.info

Il vetro in tutte le sue declinazioni: incontro con AGC Asahi Glass al Salone del Mobile 2017

Mr. Sugimoto e Mr. Okahata di AGC Asahi Glass e gli artisti e i designer coinvolti nell’esposizione Touch ci hanno spiegato come da una finestra si arriva a pensare un tamburo di vetro

Lo spazio espositivo di AGC Asahi Glass nel SuperStudio di via Tortona per il Salone del Mobile 2017
Lo spazio espositivo di AGC Asahi Glass nel SuperStudio di via Tortona per il Salone del Mobile 2017
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Asahi Glass Company (AGC) ha partecipato per il terzo anno consecutivo al Salone del Mobile di Milano presentando l’esposizione intitolata “Touch”. Sintesi della collaborazione tra le tecniche di trattamento del materiale di AGC e le idee innovative dei partner creativi internazionali, l’installazione proponeva delle creazioni che puntavano alle percezioni tattili offerte dal vetro.

Da un materiale trasparente e “discreto” come il vetro e da un’azienda giapponese, cultura dalla proverbiale discrezione, forse non ci si aspetterebbe uno spazio espositivo così: eppure entrati nel Superstudio di via Tortona si sentiva già il suono di un tamburo e giusto prima di entrare in “casa AGC” c’era un cartello che invitava a togliere anelli, bracciali e orologi.

Ebbene sì, le parole d’ordine erano colore, creatività e musica. I tamburi (di vetro) erano tre, di misure e colori diversi e tutto si poteva immaginare, ma non che si potessero suonare davvero. Una sorta di altalena (anch’essa in vetro) per bambini dondolava e le venature del vetro blu e verde s’illuminavano. Sullo sfondo, i visitatori, invitati da designer in camice bianco, si divertivano a disegnare su dischi rotanti di vetro, ovviamente.

Vetri da toccare, su cui scrivere, colorati, trasparenti e con motivi a rete. Tutto incuriosiva e lo spirito della sperimentazione e del gioco che AGC aveva preannunciato nel titolo della mostra, Touch, “toccare” appunto, erano stati messi in pratica.

Abbiamo chiesto a Mr. Naoki Sugimoto Ph.D., GM of Business Development Division e a Mr. Naoki Okahata, Senior Researcher of Value Creation Group,  New Product R&D Center, Technology General Division di AGC di spiegarci come è nata la Glass Processing Technology.

Mr. Sugimoto ci ha raccontato come si tratti di una tecnologia che permette di curvare il vetro. E’ curvo ad esempio il parabrezza delle automobili. La nuova tecnologia elaborata da AGC, però, permette di curvare il vetro con precisione millimetrica e nanometrica anche su lastre di dimensioni molto ridotte, non solo lisce, ma anche zigrinate o venate.

Grazie a tecniche che consentono di realizzare qualsiasi tipo di rivestimento resistente a sporco e a impronte digitali, come l’utilizzo di tecnologie al fluoro e grazie anche a tecniche di trattamento chimico e meccanico di superfici in vetro con sistemi a stampo, è possibile esprimere varie sensibilità tattili che spaziano da irregolarità micrometriche, percepibili solo al tatto, fino a progetti di grandi dimensioni misurabili in metri, che possono essere percepiti anche visivamente.

AGC Asahi Glass è un’azienda che ha oltre 100 di storia. Qual è stata l’evoluzione delle applicazioni del vetro e come ha seguito le innovazioni tecnologiche?

Da produrre vetro per l’edilizia, quindi vetro per finestre e serramenti, con lo sviluppo sempre maggiore e sempre più rapido dell’industria automobilistica, AGC ha avuto l’occasione di crescere, parallelamente si sviluppava anche l’industria di elettrodomestici e televisori, preannunciando la presenza di schermi nelle case e negli uffici di tutto il mondo. Da qui all’avvento degli smartphone il passo è stato brevissimo: una nuova industria richiedeva nuove applicazioni e nuove prestazioni ( e in tempi sempre più veloci) della materia prima vetro. La tecnologia quindi si è sposata con l’approccio artistico e con il design industriale.

Quali elementi della tradizione o della cultura nipponica continuano a persistere in AGC?

Esiste un’espressione giapponese “Teinei” che significa lavorare secondo principi di responsabilità e sostenibilità. In AGC si cerca di produrre tenendo presente questo ideale.

I partner creativi di AGC Asahi Glass per il Salone del Mobile 2017 spiegano l’esposizione Touch

Ad affiancare AGC, l’artista giapponese Jin Kuramoto e il Raw Edges Studio, fondato da Yael Mer e Shay Alkalay. Spiegano:

“Il vetro è un materiale che fin dai tempi antichi fa parte della nostra vita quotidiana. Siamo ovunque circondati da un’infinita varietà di vetri: in casa, nei grattacieli, in macchina… E con l’avvento degli smartphone, trascorriamo sempre più tempo a toccare gli schermi in vetro dei nostri apparecchi. Attraverso lo sviluppo di tecnologie come i trattamenti a prova di impronta e quelli di rinforzo, siamo stati in grado di interpretare questo materiale, tradizionalmente creato non per essere toccato, adattandolo a esigenze sempre nuove. Concentrandoci sull’atto di “toccare” il vetro, abbiamo creato per questa occasione diverse strutture di grandi dimensioni, con l’intento di far vivere ai visitatori un’esperienza completamente nuova.

Ci auguriamo che queste opere di design, che esplorano nuovi aspetti della produzione del vetro attraverso trattamenti speciali e metodi espressivi originali, ispirino un nuovo approccio nei confronti del vetro e aprano le porte a delle possibilità interessanti nel nostro quotidiano per questo materiale così versatile”.

Qualche informazioni tecnica: l’ambiente intorno al vetro

Nel vetro tradizionale si incontrano prodotti di diverso aspetto, come il vetro float o il vetro modellato, solitamente impiegati come divisori di spazi, protezione o decorazioni. Questi materiali, però, non sono stati ideati al fine di essere toccati. Con la diffusione degli smartphone sono aumentate notevolmente le opportunità di toccare il vetro e non è da escludere un ulteriore aumento del suo utilizzo come interfaccia di informazioni. È in questo tipo di situazioni che si stanno sviluppando delle tecnologie reattive alla sensorialità con la realizzazione di vetri tattili di qualità e superfici in vetro scrivibili sempre più simili alla carta.

Glass Processing Technology

  • Vetro modellato (Area di trattamento: metri – centimetri)

Un vetro la cui superficie viene modellata, in fase di produzione, con un rullo a stampo. Viene usato per conferire un effetto visivo.

Impiego: in architettura (finestre, entrate, porte ecc.)

  • Trattamento di superfici in vetro con materiali di stampaggio

(Area di trattamento: centimetri – nanometri)

Tecnica che permette di proiettare vari motivi sulla superficie del vetro utilizzando stampi e metodi di curvatura. Viene ampiamente utilizzato nella produzione di massa che spazia da oggetti di uso quotidiano, come le stoviglie, a prodotti di precisione, come le lenti asferiche. Con le tecniche tradizionali non era possibile produrre vetri con motivi molto definiti, ma tutto ciò è oggi possibile grazie alle tecniche innovative di AGC, che è in grado di creare prodotti industriali molto simili a prodotti di tipo artigianale.

Impiego: stoviglie, lenti ottiche, coperture per smartphone

  • Trattamento chimico di superfici in vetro (Area di trattamento: micrometri – nanometri)

Un sistema di rivestimento che utilizza varie sostanze, tra cui l‘acido fluoridrico, per deformare la superficie in vetro e renderla ruvida. Attualmente, AGC è in grado di applicare tecniche di irruvidimento su prodotti di varie dimensioni, da un nano-livello impercettibile a occhio nudo a oggetti antiscivolo di grandezza maggiore.

Impiego: coperture per smartphone (tecniche di miglioramento dello scorrimento)

  • Rivestimenti (Area di trattamento: nanometri)

Sistema di rivestimento di vari materiali sulla superficie in vetro. Ideando dei materiali per il rivestimento, è possibile aumentare le prestazioni di resistenza allo sporco, alle impronte digitali e allo sfregamento.

Impiego: coperture per smartphone

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