Incontri con giovani progettisti italiani: Diverserighestudio | Architetto.info

Incontri con giovani progettisti italiani: Diverserighestudio

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Rendering di progetto del nuovo Centro per la conoscenza e la cultura della Fondazione Golinelli a Bologna (consegna prevista, giugno 2015)

In rapporto ai vostri esordi lavorativi, come giudicate il vostro percorso formativo? Quanta distanza c’è tra il dire e il fare?

La provenienza dalla Facoltà di Architettura di Ferrara ha sicuramente influenzato il nostro cammino. Questo aspetto ci ha permesso di entrare nel modo del lavoro con filosofie progettuali e relazionali già consolidate durante il percorso universitario, siamo tutti classe ‘75. Il percorso lavorativo si è svolto in contemporanea a quello universitario in quanto la nostra teoria, da subito, sperimentava la pratica attraverso lavori concreti. Pertanto pensiamo che un’architettura realizzata vuole essere “narrata” e che comunicare un’idea progettuale è il primo strumento per costruire l’architettura; il rapporto è biunivoco, complice e dinamico. Riteniamo inoltre giusto affermare che non ci consideriamo giovani architetti.

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Che cosa fate per tenervi aggiornati? Che cosa pensate della formazione continua?

La ricerca è parte fondante del nostro operare; senza di essa diviene impossibile sperimentare nuove forme dell’abitare. Fortunatamente lo possiamo fare sia in modo accademico insegnando “Teoria e ricerca dell’architettura contemporanea” a Ferrara, sia in modalità autonoma dedicandovi una sezione del nostro studio. Inoltre diverserighestudio ha fondato un’associazione culturale denominata Lasantabarbara, di cui fanno parte professionalità diversificate della sfera umanistica con le quali ci confrontiamo su diverse tematiche connesse all’organizzazione delle città complesse.

casa f “acupuncture#2” a Altedo di Malalbergo, Bologna (progetto 2008-2009, realizzazione 2009-2012; primo premio al concorso “La ceramica e il progetto”). Foto di Davide Menis

Facendo riferimento allo specifico ambito della filiera delle costruzioni, compresi gli aspetti normativi e politico-economici, illustrateci tre ragioni per cui vale la pena lavorare in Italia e tre ragioni per cui bisognerebbe gettare la spugna.

Ha senso rimanere se ne vale la pena, per essere espliciti alleghiamo la premessa a un lavoro presentato lo scorso anno denominato “black”: In pochi anni molti artisti legati alla città di Bologna si trasferiscono oltralpe in cerca di maggiori possibilità espressive o anche solo per poter proseguire il proprio lavoro. Questa migrazione, che coinvolge tutto il panorama italiano, interessa in maniera decisiva la nostra città proprio per la storia che Bologna ha conosciuto fino ad oggi.

L’immagine che in questi anni ha fatto breccia dentro di noi è quella di una desertificazione, dai caratteri irreversibili, che cancella in pochissimo tempo esperienze cresciute nel corso di molti anni, inficia il ricambio generazionale e la possibilità da parte di giovani artisti di crescere in un ambiente fertile. Tale desertificazione si insinua all’interno dei nostri stessi percorsi artistici e rende inevitabile una presa di coscienza piena e una risposta che non può non essere che forte e chiara. La nostra scelta è quella di resistere a questa tendenza concependo il momento di crisi strutturale come concetto positivo di sviluppo e diffusione di cultura; vogliamo essere parte attiva nel processo di rianimazione cittadino contribuendo a contaminare e influenzare una città divenuta esclusiva e provinciale.

Qual è il vostro sogno nel cassetto?

Lavoriamo.

diverserighestudio

diverserighestudio è stato fondato nel 2003 a Bologna da Simone Gheduzzi, Nicola Rimondi e Gabriele Sorichetti, tutti nati nel 1975 e laureatisi alla Facoltà di Architettura di Ferrara nel 2001. Nel 2007 si aggiudicano il Premio internazionale architettura sostenibile e nel 2008 la menzione d’onore al Premio Nazionale Arches, mentre sono tra i selezionati per la fase finale del Premio nazionale In/Arch-Ance nella III (2009) e IV edizione (2011). Figurano tra i vincitori di “27 37 Rassegna internazionale di giovani architetti italiani” e sono primi classificati nella sezione Architettura della Top Ten 2012 di NewItalianBlood. Ottengono due candidature alla Medaglia d’oro per l’architettura italiana 2012 e sono tra i finalisti dell’edizione 2013 del Premio Fondazione Renzo Piano. Sei delle sessanta opere selezionate nel biennio 2010-2012 dall’Istituto dei Beni culturali nell’ambito dei Repertori di qualità delle architetture contemporanee della Regione Emilia Romagna sono state progettate da diverserighestudio. Alcuni lavori sono stati esposti presso i padiglioni italiani al London Festival of Architecture, all’Esposizione Universale di Shanghai (2010) e alla XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2010). 

L’autore


Luca Gibello

Si laurea presso la Facoltà di Architettura di Torino nel 1996 e consegue nel 2001 il dottorato di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Luca Gibello svolge attività di ricerca sui temi della trasformazione delle aree industriali dismesse in Italia ed è stato docente presso il Politecnico di Torino di Storia dell’architettura contemporanea e Storia della critica e della letteratura architettonica. Dal 2004 è caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”, mentre da settembre è titolare del corso di Architettura dei rifugi alpini presso la facoltà di Ingegneria edile – Architettura dell’Università di Trento. Autore e co-autore di libri e saggi, ha svolto il coordinamento scientifico-redazionale del Dizionario dell’architettura del XX secolo (a cura di Carlo Olmo, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2003). Nel 2011 pubblica il libro Cantieri d’alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi, primo studio sistematico sul tema e dal 2012 è presidente della neocostituita associazione Cantieri d’alta quota.

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