Mauro Casotto racconta Arca, il ‘marchio' delle case in legno | Architetto.info

Mauro Casotto racconta Arca, il ‘marchio’ delle case in legno

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“Bisogna sfatare l’immagine della case in legno delle favole”. Ne è convinto l’amministratore di Arca Casa Legno per arrivare a una piena diffusione dell’edilizia in legno in Italia. Con lui la redazione ha parlato del sistema di certificazione, a due anni dal suo debutto

Primo sistema di certificazione ideato e realizzato esclusivamente per costruzioni con struttura portante in legno, Arca festeggia il suo secondo anniversario proprio al Made Expo di Milano. La redazione ha chiesto a Mauro Casotto, amministratore unico di Arca Casa Legno, un bilancio del percorso fatto finora e quali sono gli obiettivi per il prossimo futuro.

Potrebbe descrivere il percorso che ha portato alla nascita del sistema di certificazione Arca?

Il sistema di certificazione Arca è nato poco meno di due anni fa su iniziativa della Provincia autonoma di Trento ed è stato presentato proprio in occasione della fiera Made Expo di Milano, raggiungendo la piena operatività nel 2012. Arca si innesta anche sull’esperienza maturata a partire dal 2008 da progetto Sofie (del Sistema costruttivo Fiemme, ndr) che ha portato alla realizzazione di un edificio di sette piani diventato famoso in tutto il mondo, nell’ottobre 2007, per essere uscito indenne da un terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter simulato sulla piattaforma sismica di Miki, in Giappone. Sette mesi prima a Tsukuba, sempre in Giappone, CasaSofie era riuscita a resistere per oltre un’ora a un importante incendio. Risultati eccezionali, unici al mondo, resi possibili dall’utilizzo di materiali di qualità e di una particolare tecnica costruttiva, chiamata X-Lam – pannelli lamellari massicci a strati incrociati – sviluppata e sperimentata da Cnr-Ivalsa in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento.

Con quali intenti e con quali obiettivi concreti è stato avviato il progetto?

L’intento principale alla base della nascita di Arca, che è una società pubblica al 100%, è quello di promuovere la filiera trentina foresta-legno, valorizzando le singole competenze e lavorazioni nel campo dell’edilizia, componenti compresi. Infatti il sistema di certificazione delle prestazioni include gli edifici ma anche singoli componenti strutturali quali infissi e portoni, le cui performance vengono valutate da organismi esterni, riconosciuti da Accredia. I criteri principali per diventare ‘un edificio Arca’ riguardano l’antisismicità, l’efficienza energetica, il comfort acustico, la resistenza al fuoco. Sono previsti quattro livelli di classificazione, da Green fino a Platinum, dei quali può fregiarsi una casa sostanzialmente passiva, che non consuma energia. Altro parametro fondamentale è la sostenibilità, data in primis dal legno, materiale rinnovabile per eccellenza, ma anche dalla sua provenienza ‘km zero’. Le nostre regole prevedono che il legno provenga esclusivamente da foreste certificate Fsc e Pefc e che ci sia una distanza massima di 150 chilometri dal luogo del taglio alla prima lavorazione e altri 100 chilometri all’area di montaggio. La casa Arca è dotata di un libretto dell’edificio che ne certifica le prestazioni,  dove sono indicati anche gli interventi di manutenzione programmata.

Quanti sono, ad oggi, gli edifici certificati Arca?

In un anno e mezzo di operatività, Arca ha portato a termine il processo di certificazione – che impiega 8-12 mesi – di un intero edificio e un altro è stato respinto. Sono in chiusura le certificazioni di tre edifici e altre 20 procedure sono avviate, mentre sono 90 le richieste pervenute – tra nuove costruzioni, sopraelevazioni e ampliamenti di edifici esistenti. Il 35% delle richieste proviene dalla Provincia di Trento, cui fanno seguito Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, e riguardano, oltre ai componenti, sia edifici nuovi che ampliamenti e sopraelevazioni. La maggior parte delle richieste arriva da scuole, asili, alberghi, edilizia abitativa di tre-quattro piani o case singole.

Oltre a progettisti e partner costruttori, il network Arca comprende anche i tecnici che si sono formati attraverso i vostri corsi. Come è organizzato il percorso di formazione?

Arca Academy, il nostro centro di formazione continua, è nato con l’obiettivo di offrire agli operatori della filiera edile la possibilità di far parte di una comunità professionale che vuole valorizzare e promuovere l’edilizia in legno di qualità. I corsi, partiti a giugno 2012, hanno visto la partecipazione di circa 350 progettisti, in particolare architetti e ingegneri, che hanno scelto tra il corso base e le tre specializzazioni: involucro, impiantistica, strutturale. Inizialmente Arca Academy vedeva la partecipazione quasi esclusiva di progettisti trentini, ora il 40% arriva dal resto d’Italia. L’ultima novità nell’ambito della formazione è il corso per carpentieri: una figura fondamentale, la prima interfaccia tra cantiere e progettista che deve quindi conoscere l’intero sistema ed essere in grado di assicurare le prestazioni richieste dal sistema di certificazione Arca, anche in presenzia di diversi sistemi costruttivi.

Qual è, secondo lei, il futuro del legno in ambito edilizio?

Anche in Italia si sta diffondendo sempre maggiore consapevolezza delle qualità e dei vantaggi che caratterizzano gli edifici in legno e, a mio avviso, le prospettive sono di grande sviluppo nei prossimi anni. I dati segnalano che, in un settore in crisi come quello dell’edilizia, uno dei pochi comparti a mostrare segno positivo è proprio il legno. Per quanto riguarda l’utilizzo in architettura, l’auspicio è che il legno possa diventare protagonista anche in questo settore, conquistando i mercati di fascia alta.

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