Norbert Lantschner: riqualificare l'esistente e' la parola d'ordine | Architetto.info

Norbert Lantschner: riqualificare l’esistente e’ la parola d’ordine

Abbiamo parlato di edilizia sostenibile con il presidente della Fondazione ClimAbita, Norbert Lantschner, che per la prossima edizione di MADE expo ha curato il progetto delle Lab Stations

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Ideatore e fondatore del progetto CasaClima, nonché direttore dell’Agenzia CasaClima dal 2006 al 2012, Norbert Lantschner è oggi presidente della Fondazione ClimAbita e tra i massimi esperti a livello internazionale di sostenibilità.Allaprossima edizione di MADE expo, Lantschner curerà le Lab Stations: cinque laboratori dimostrativi, allestiti all’interno di BuildSmart!,delle moderne tecnologie, dei materiali, del loro funzionamento e uso, gestione e benefici.

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A che punto siamo in Italia in tema di edilizia sostenibile?

Non si può parlare di edilizia sostenibile in Italia senza parlare del parco immobiliare esistente, uno dei più preziosi patrimoni residenziali del pianeta, che è necessario riqualificare e conservare.

Inoltre manca una definizione vera del termine ‘sostenibile’, non esiste una terminologia condivisa. Per alcuni significa alta classe di efficienza energetica, per altri è l’impatto ambientale di un edificio nel suo insieme. Oggi assistiamo anche a un uso improprio e termini ‘bio’, ‘eco’, ‘smart’ e ciò crea una grande confusione, soprattutto per i clienti finali che non sanno come orientarsi nelle proprie scelte. Il green è diventato un business, con il rischio di trovarsi di fronte a fenomeni di green washing, dove una terminologia ‘corretta’ cela la mancanza di validi contenuti.

La sostenibilità in edilizia ha senz’altro come fondamento l’elevato grado di risparmio energetico e di efficientamento, che però in Italia resta ancora una sorta di rarità. La Direttiva 91/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell’edilizia ha fornito una grande opportunità per incentivare l’efficientamento degli edifici con l’introduzione della certificazione energetica.

E’ insomma necessario pensare in modo intelligente a come recuperare ciò che abbiamo costruito in questi ultimi quattro o cinque decenni. La maggior parte degli immobili residenziali sono infatti datati anni Sessanta-Settanta e la sfida di questo momento è proprio recuperare questo patrimonio. In primis pensando a come elevare il grado di efficienza energetica, poi alla compatibilità dei sistemi e dei materiali impiegati, sia per le nuove costruzioni che per l’esistente. Bisogna pensare che un certo materiale a fine vita diventerà un rifiuto, se non può essere riutilizzato o riciclato. Oggi si fanno scelte dettate maggiormente dalla funzione del sistema o del materiale, ma è necessario che il concetto di ‘ciclo di vita’ entri nelle nostre considerazione.

Qual è la sua idea di ‘casa del futuro’?

Vorrei partire da una considerazione più olistica: la casa è la nostra terza pelle, ha un suo ciclo di vita, dal progetto alla costruzione: sarà abitata inizialmente da una persona giovane, poi da una famiglia e infine da persone anziane. La questione generazionale è un tema importante e, considerando che la società invecchia, ci ritroviamo spesso con abitazioni troppo grandi e ubicate in punti non facilmente raggiungibili.

Per parlare di casa del futuro è necessario trovare il modo per riconquistare un equilibrio tra esigenze individuali e collettive o, meglio, tra esigenze, risorse, ambiente.

La casa del futuro sarà di sicuro a consumo zero, non abbiamo alternative, e questa è la priorità che ci guiderà nei prossimi decenni. Il percorso è stato già tracciato dalla Direttiva europea del 2002, con l’introduzione della certificazione, un importante passo in avanti per premiare la qualità energetica. Ma la seconda importante Direttiva, non ancora completamente recepita in Italia, è quella del 2010 sulle case a consumo quasi zero, un percorso tracciato dall’Europa per diminuire le importazioni di energia dall’estero riducendo drasticamente il consumo di energia nel settore residenziale, responsabile quasi del 40% del consumo di energia.

La casa del futuro sarà dunque dettata da questo principio del consumo zero, sia per il nuovo che per l’esistente.

Come si declinerà la tematica della sostenibilità in edilizia all’interno di MADE expo 2015 e, in particolare, nelle Lab Stations di BuildSmart?

Oggi una fiera deve essere al passo coi tempi, che significa conoscere e recepire i temi attuali e saperli tradurre nel linguaggio di applicazione. Ed è questo l’impegno della prossima edizione di MADE expo. Con leLab Stations abbiamo cercato non soltanto di far vedere ma anche di toccare i principi che ci guideranno nei prossimi anni nel campo dell’edilizia: efficientamento, comfort e benessere dell’abitare. Nelle cinque stazioni i professionisti potranno toccare con mano soluzioni, sistemi e tecnologie per realizzare e rigenerare degli edifici in un’ottica sostenibile, sicura e confortevole, ma anche avere un confronto diretto con gli esperti delle cinque stazioni, ognuna delle quali approfondirà uno specifico argomento: sistema involucro esterno, sistema involucro interno, sistema tetto, sistema impianti, sistema comfort e salubrità dell’aria.

Le Lab Stations vogliono offrire un quadro di riferimento del nostro tessuto urbano e della nostra cultura del costruire, cercando di mostrare a tutti gli attori del settore quegli elementi ‘invisibili’, quei dettagli che determinano il risultato finale, ossia il benessere abitativo.

Oltre agli operatori del settore, le stazioni si rivolgono anche al consumatore finale, che oggi è sempre più informato, preparato e consapevole nelle sue scelte.

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