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Map Studio Architetto dell’Anno 2018

Nato nel 2004 a Venezia, questo studio ha firmato il Tramway Terminal di piazzale Roma a Venezia e il Padiglione Asplund all’interno di Vatican Chapels alla Biennale di Architettura 2018

© Alessandra Bello
© Alessandra Bello
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Nominato dal Cnappc Architetto dell’Anno 2018 nell’ambito della sesta edizione della Festa dell’architettura dopo Caravatti_caravatti architetti e l’altoatesino Werner Tscholl, Map Studio si costituisce nel 2004 a Venezia dagli architetti Francesco Magnani (classe 1971) e Traudy Pelzel (classe 1967).

Laureatisi entrambi all’Università IUAV di Venezia dopo diversificate esperienze in Italia all’estero, in Portogallo e Svezia, avviano uno studio professionale attivo negli ambiti della ricerca e della progettazione architettonica, urbana e di allestimenti per cui ha costantemente ricevuto riconoscimenti e premi da parte della critica specializzata. Conosciamo meglio i progetti e le idee del duo di Map Studio.

Map Studio, oltre Venezia

Tra i principali progetti completati in quasi 15 anni di attività, la riconversione della Torre di Porta Nuova a Venezia è forse il primo di questi. Collocata davanti alle Tese Nord dell’Arsenale, svetta da più di duecento anni sulle acque della laguna all’ingresso settentrionale. L’intervento di recupero, restauro e rifunzionalizzazione dei suoi 5 piani risale al 2011, commissionato da Arsenale di Venezia spa che ha voluto trasformare l’antica struttura, la cui altezza serviva un tempo per alberare i vascelli, in un nuovo centro culturale, con spazi per eventi e conferenze. Esito di un concorso di progettazione lanciato nel 2006, il progetto suddivide l’edificio in tre parti distinte, collocando al piano terra le aree di accoglienza con la sala conferenze, al primo gli spazi espositivi e nei restanti uffici. Nel 2013 è stato tra i finalisti del più importante premio di architettura europeo, il Mies van der Rohe.

Anche il recupero di una piccola casa colonica a Ferrara (2012) è un intervento celebrato dallo Swiss Architecture Award 2014 e nel 2015 è stato finalista alla Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana: organizzato all’interno di un semplice rettangolo di 300 mq di superficie, interviene sull’edificio originario adattandolo alle esigenze di un’azienda agrituristica. Eliminate le superfetazioni per recuperare la cubatura necessaria alla realizzazione di nuovi spazi accessori, rifunzionalizza l’interno e ridefinisce i fronti esterni cercando di preservarne la struttura a cui vengono aggiunti nuovi tamponamenti in pannelli di legno.

Il progetto premiato dal Cnappc

Il progetto del Tramway Terminal di piazzale Roma a Venezia, completato nel 2015, è stato premiato dalla giuria dell’Architetto dell’Anno 2018 presieduta dall’architetto francese Dominique Perrault. Sebbene questa scelta non abbia trovato il totale accordo nel pubblico e nella critica, ha riconosciuto alcuni dei valori di un intervento che, riportando l’attenzione sulla capacità di riqualificazione anche dei piccoli interventi, ha saputo realizzare un segno e dare ordine e personalità allo spazio indefinito del capolinea della nuova linea di tram che dal 16 settembre 2015 collega Venezia con Mestre.

Il Tramway Terminal è un elemento di riqualificazione puntuale in un’area cittadina che negli anni più recenti è stata uno dei principali ambiti di trasformazione in una città patrimonio dell’Umanità Unesco, collegato alla vicina stazione ferroviaria razionalista dal polemizzato ponte della Costituzione progettato in acciaio e vetro da Santiago Calatrava. Si compone di una struttura prismatica a sbalzo dalla forte orizzontalità, semplice ed equilibrata, cava al suo interno e definita da pannelli metallici dipinti di nero. Lunga 32,5 m, è sorretta da un unico ‘piede’ centrale in cemento armato a sezione variabile che la collega al terreno conferendole un aspetto fluttuante sulla pavimentazione in asfalto.

Le Vatican Chapels per la Biennale

Le attività più recenti dello studio contano una presenza sicuramente prestigiosa: la partecipazione alla 16° Biennale di Architettura di Venezia, il Freespace di Yvonne Farrell e Shelly McNamara. Qui cui Studio Map è progettista dell’Asplund Pavillion all’interno di Vatican Chapels, il primo padiglione mai realizzato dalla Santa Sede alla mostra di architettura, curato da Francesco Dal Co e realizzato sull’Isola di San Giorgio.

Posizionato all’ingresso del percorso espositivo, nasce per ospitare una piccola mostra sulla Woodland Chapel di Gunnar Asplund, realizzata circa un secolo fa nel cimitero di Skogskyrkogården a Stoccolma dall’architetto svedese con cui il curatore ha chiesto ai dieci progettisti selezionati di confrontarsi nelle loro realizzazioni. Unico edificio non religioso costruito per la partecipazione, si presentava come un volume dalle piccole dimensioni e superficie di base, 33 mq in tutto, e dalla forte verticalità, accentuata sia dalle inclinazioni delle falde della copertura che dall’illuminazione zenitale dell’interno proveniente dalle aperture. Realizzato con struttura in legno chiaro, richiamo alla tradizione costruttiva nordica, era sorretto da 11 portali in legno lamellare ed era chiuso da un involucro continuo rivestito di scandole di legno scuro.

 

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