Renzo Piano racconta il 'suo' premio, dedicato ai nuovi talenti dell'architettura italiana | Architetto.info

Renzo Piano racconta il ‘suo’ premio, dedicato ai nuovi talenti dell’architettura italiana

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Dopo la proclamazione dei dodici finalisti il prossimo 28 maggio conosceremo il nome del vincitore del Premio Fondazione Renzo Piano. Giunto alla seconda edizione, il concorso è nato dalla collaborazione tra la Fondazione Renzo Piano e l’Associazione Italiana di Architettura e Critica_ presS/Tletter per premiare un’opera costruita, realizzata da un architetto italiano sotto i quarant’anni. La redazione di Architetto.info ha parlato con Renzo Piano di valorizzazione e promozione dell’architettura di qualità ideata da giovani progettisti, obiettivo principale dell’iniziativa e tra le finalità della stessa Fondazione, nata nel 2004 su iniziativa dell’architetto.

Come nasce il “Premio Fondazione Renzo Piano” per giovani architetti ? quali obiettivi si propone ?

L’idea di un premio destinato ai giovani architetti italiani è nata nel 2011 da un incontro con Luigi Prestinenza Puglisi, nel mio studio di Parigi. Ci siamo messi a chiacchierare: una delle nostre passioni comuni sono i giovani, e fra tutti i giovani quelli che ci stanno più a cuore sono quelli che oltre che giovani sono architetti.  Per questo abbiamo pensato di istituire questo premio, destinato ad architetti italiani under 40 che abbiano realizzato un progetto. Nel 2011 c’è stata la prima edizione, e a maggio di quest’anno ci sarà la seconda. Il nostro premio vuole valorizzare l’architettura di qualità, realizzata con attenzione alla tecnica e all’arte del costruire. Credo poi sia importante incoraggiare i giovani architetti nei primi anni della professione, che spesso sono quelli più difficili.

I premi e i riconoscimenti sono importanti: tuttavia, per valorizzare i giovani e dare loro effettivo spazio e lavoro, i concorsi che si fanno in Italia sono sufficienti ?

Certo che no. Bisogna che la politica faccia i concorsi. Ci sono tantissimi giovani talenti che non hanno nulla da fare. Oggi un architetto in Italia ha poche possibilità prima dei 50 anni. Ho l’impressione che la politica tema il talento, perché il talento ti regala la libertà e la forza di ribellarti.

Quali sono i rapporti tra l’attività del RPBW e i giovani professionisti ?

Noi, attraverso la Fondazione Renzo Piano che abbiamo istituito quasi 10 anni fa, ci occupiamo attivamente e quotidianamente dei giovani talenti. Basta pensare all’attività centrale della Fondazione: la “bottega”. Il concetto di “bottega” ha un’origine antica, che abbiamo rivisitato ed attualizzato: ogni anno 15 studenti di Università selezionate in tutto il mondo raggiungono i nostri uffici di Genova e Parigi, e imparano il mestiere dell’architetto lavorando all’interno delle diverse équipes di RPBW. Il principio alla base è molto semplice: è il “learning by doing”. Ovvero, la conoscenza è trasmessa attraverso l’esempio pratico e il coinvolgimento. In questo modo la Fondazione apre le porte agli studenti e collabora a colmare la distanza tra la formazione universitaria e la pratica della professione. Poi, come è giusto che sia, alcuni giovani rimangono con noi ed altri partono per nuove esperienze.

L’esperienza all’estero è fondamentale oggi per i giovani architetti: quali consigli dare in merito?

Non posso che essere d’accordo, per cultura, per convinzione e anche per la mia storia personale. Anche per questo il Premio Fondazione nel 2013 è stato aperto a tutti gli architetti italiani, anche quelli che lavorano all’estero. I giovani devono partire, ma dovrebbero poterlo fare per curiosità, e non per disperazione. E soprattutto dovrebbero poter tornare.

I dodici progetti finalisti del Premio Fondazione Renzo Piano 2013 sono riuniti nel volume della collana italiArchitettura, edita da Utet Scienze Tecniche e dedicata a opere recenti realizzate da studi e progettisti italiani. Curato da Renzo Piano e Luigi Prestinenza Puglisi, il volume è disponibile dal 27 maggio e unisce le realizzazioni di giovani progettisti italiani alla valutazione di un architetto di fama internazionale come Piano: un binomio di eccellenza, con progetti descritti dal concept fino ai dettagli e particolari costruttivi in scala, documentazione iconografica e tecnica di alto livello qualitativo. Per saperne di più clicca qui.

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