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Serre bioclimatiche: requisiti e funzionamento

L'architetto Gianfrancesco Aliano dell'AGA Studio di Roma spiega i plus della bioedilizia e, in particolare, delle serre bioclimatiche

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Diminuzione del dispendio energetico, progetti architettonici eco-sostenibili, make-up urbano. Sono i plus della bioedilizia, spiegata dall’Architetto Gianfrancesco Aliano, dello Studio AGA di Roma. “È una filosofia di vita – ammette – e anche l’unica soluzione per uscire dalla deriva verso cui stiamo andando dal punto di vista ambientale”.

I progetti green e innovativi di Aliano riguardano soprattutto le serre bioclimatiche. “È un ausilio importante per diminuire il dispendio energetico e per riscaldare le nostre abitazioni. – spiega -. Le serre possono ridurre anche del 30% il consumo di energia per il riscaldamento. È un ottimo intervento anche dal punto di vista della fruibilità di nuovi spazi. Sono strutture fisse, non costituiscono cubatura e vengono equiparate a dei locali tecnici”.

Per essere riconosciute come serre bioclimatiche bisogna soddisfare alcuni requisiti: avere una superficie non superiore al 15% della superficie netta dell’abitazione, abbattere almeno del 10% l’indice di prestazione energetica e non essere esposte a nord.

Ma come funziona una serra bioclimatica?

“Senza entrare in tecnicismi, una serra bioclimatica sfrutta un principio fisico, l’effetto serra. Tale effetto si ha quando un raggio solare attraversa una superficie vetrata. Oltrepassata tale superficie il raggio cambia frequenza passando nel campo dei raggi infrarossi IR, quelli appunto che danno calore. Questo calore del tutto gratuito viene utilizzato per riscaldare un ambiente. Si pensi all’abitacolo di un’automobile lasciata al sole nel periodo invernale. Viceversa, nel periodo estivo, per evitare il surriscaldamento, la serra dovrà avere delle opportune schermature ed aperture che agevolano il deflusso dell’aria calda innescando un raffrescamento naturale (effetto camino), dell’ambiente adiacente”.

“Guardandola dall’esterno, può sembrare un gazebo, un semplice aumento di volume dell’abitazione a cui è addossata, ma la serra bioclimatica, per essere chiamata tale, apporta un guadagno termico ad un ambiente confinante. “qualsiasi realizzazione architettonica sostenibile, – sostiene Aliano – non può essere replicata tout court ad ogni latitudine. Il sole ed il vento cambiano da luogo a luogo, e devono essere sfruttati appieno per apportare un beneficio a ciò che stiamo progettando”.

In città, le serre bioclimatiche possono rappresentare un progetto di make-up urbano, tenendo conto però del contesto in cui sono inserite e della densità edilizia che non devono impedire di sfruttare la luce del sole. “Di solito – continua Aliano – conformiamo spazi living in cui soggiornare anche nel periodo invernale per attività come leggere, pranzare, rilassarsi o chiacchierare con amici. Cerchiamo di integrarci il più possibile con il costruito scegliendo di volta in volta la tipologia più appropriata, ma le serre bioclimatiche sono ottime anche sulla nuova edificazione”.

Per visonare i progetti dello Studio AGA, collegarsi al sito web www.agastudio.it realizzato da ArchitettoMyWeb.

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