Studi di architettura in Italia, la classifica 2018 | Architetto.info

Studi di architettura in Italia, la classifica 2018

Nell’elenco stilato dalla società di ricerca Guamari, anche quest’anno One Works si conferma al primo posto davanti a Renzo Piano. Per le top 50 fatturato in aumento del 10,4%, ma restano lontane dalle big di ingegneria

Renzo Piano. Credit: Photo by Nils Jorgensen/REX/Shutterstock 
Renzo Piano with The Shard concept illustrations
'The Art of Making Buildings' photocall, Royal Academy of Arts, London, UK - 12 Sep 2018
Internationally renowned Architect and Honorary Royal Academician Renzo Piano opens a new exhibition of his work, the first comprehensive survey of Piano's career held in London since 1989, and offers an overview of the architect's practice through 16 of his most significant projects, include Centre Pompidou, Paris, The Shard, London and Whitney Museum of American Art, New York, at Royal Academy of Arts
Renzo Piano. Credit: Photo by Nils Jorgensen/REX/Shutterstock Renzo Piano with The Shard concept illustrations 'The Art of Making Buildings' photocall, Royal Academy of Arts, London, UK - 12 Sep 2018 Internationally renowned Architect and Honorary Royal Academician Renzo Piano opens a new exhibition of his work, the first comprehensive survey of Piano's career held in London since 1989, and offers an overview of the architect's practice through 16 of his most significant projects, include Centre Pompidou, Paris, The Shard, London and Whitney Museum of American Art, New York, at Royal Academy of Arts
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Anche nel 2018 la classifica degli studi di architettura più importanti d’Italia conferma il successo di One Works, che già nel 2017 aveva scalzato Renzo Piano dalla vetta. La Rpbw dell’archistar si deve “accontentare” di nuovo del secondo posto. Mantiene l’ultimo scalino del podio anche Lombardini22.
Elaborata ogni anno dalla società di ricerca Guamari e pubblicata su Edilizia e Territorio – Progetti e Concorsi del quotidiano Sole 24 Ore, la classifica è stilata sulla base dei bilanci dell’anno precedente di 150 studi di architettura italiani.
Quest’anno, la società di architettura e ingegneria fondata da Leonardo Cavalli e Giulio De Carli si mantiene salda al primo posto con una cifra d’affari di 21,5 milioni di euro, in crescita del 3,5% rispetto ai 20,8 dell’anno prima. Renzo Piano Building Workshop, invece, ha registrato un incremento del 31,1%, passando da 12,5 a 16,3 milioni. Lombardini22 ha fatturato 12,3 milioni, un aumento del 7,4% rispetto agli 11,4 del 2017.

Chi è One Works

Lo studio fondato nel 2007, oggi conta sedi a Milano, Venezia, Roma, Dubai, Doha, Londra e Singapore. Offre servizi di architettura integrata con l’ingegneria ed è specializzato nella gestione di spazi affollati. È una società che non punta su archistar ma sui giovani talenti che escono freschi di studio dalle aule universitarie.
Nel suo portfolio ci sono grandi progetti infrastrutturali come aeroporti, stazioni della metropolitana, centri commerciali, edifici a uso ufficio e resort. Ha firmato il Marco Polo di Venezia, l’ampliamento di Orio al Serio, il nuovo terminal di Linate e quello di Medina in Arabia Saudita, le stazioni della metro di Ryad, Roma e Doha, il Carosello, la Galleria Teatro Manzoni, il The Market San Marino e City Life.

Le sigle battono l’autorialità

Nonostante la presenza di archistar come Renzo Piano, Antonio Citterio, Patricia Viel, Patricia Urquiola, Matteo Thun e Mario Cucinella nelle top 15 e di diversi altri nomi di peso più in giù nella graduatoria, l’autorialità non è il tratto dominante delle maggiori società italiane. Oltre a One Works, nella classifica sono molti gli studi che si presentano con una sigla invece che con un nome di grido: Design Group Italia, Piuarch, Open Project, Park Associati, Archilinea, Land Italia e altri.

Gli utili: Renzo Piano in testa con 2,3 milioni

Renzo Piano Building Workshop ha registrato un utile di quasi 2,3 milioni, il più alto di tutta la classifica. Seguono One Works, Zuccon International Project, Pininfarina Extra e Archea Associati. Se si prende in considerazione l’ebitda margin (il margine operativo lordo), invece, il primo posto spetta a Giugiaro Architettura (64,6%), seguita da Zuccon International Project (44,8%), Studio Marco Piva (36,9%), Rpbw (30,6%) e Lissoni Associati (27,6%). Mentre se si prende in esame il net margin (l’utile sul fatturato) ai vertici troviamo Zuccon International Project (39,8%), Studio Marco Piva (25,4%), Pininfarina Extra (17,3%), Patricia Urquiola (15%) e Archea Associati (14%).

Le novità di quest’anno

Progetto CMR è una delle società che hanno registrato il maggior incremento di fatturato: un +87,6% che gli ha permesso di scalare la classifica piazzandosi al 4° posto contro il 14° dell’anno scorso. Lo studio fondato nel 1994 da Massimo Roj, Marco Ferrario e Antonella Mantica, con le sue 12 sedi aperte in tutto il mondo, nel 2017 era già stato riconosciuto tra le “Top ten most influential design firms” alla Design Impact China Competition di Pechino grazie alla sua progettazione integrata tra architettura, ingegneria e design.
Tra le novità di quest’anno c’è anche Archea Associati che passa dalla 16° alla 7° posizione grazie a un aumento di fatturato del 72,6%, Studio Marco Piva che sale dal 46° al 22° posto con un incremento dell’85,9%. Con una crescita del 107,2% Global Planning Architecture passa al 28° scalino dal 70°. Entrano per la prima volta nella top 50 anche Stefano Boeri Architetti, che passa dal 77° al 32° posto, e Carlo Ratti Associati, che si colloca alla 35° posizione dalla 51°. Fuksas Architecture, invece, quest’anno non compare tra i 50 studi di architettura con il fatturato maggiore.

Società piccole ma internazionali

Insieme le 50 maggiori società di architettura italiane hanno aumentato del 10,4% il giro d’affari rispetto al 2017. Ma con 234,6 milioni di fatturato collettivo restano sette volte più piccole delle top 50 di ingegneria. L’offerta di architettura in Italia si conferma quindi la più frammentata. 40 studi su 150, però, hanno filiali all’estero distribuite su tutti i continenti tranne l’Oceania. Il caso più significativo è quello di Renzo Piano Building Workshop, che in Italia fattura 16,3 milioni mentre la società francese ha un giro d’affari da 44,9 milioni.

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