Will Alsop (1947-2018): profilo dell'architetto anticonvenzionale | Architetto.info

Will Alsop (1947-2018): profilo dell’architetto anticonvenzionale

Scomparso uno degli architetti più liberi del panorama internazionale. Portano la sua firma edifici come la Peckham Library di Londra, premiata con lo Stirling Prize nel 2000, e lo Sharp Centre for Design per l’Ontario College of Art and Design

Will Alsop
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L’architetto britannico William Alsop è scomparso a Londra dopo una breve malattia all’età di 70 anni, che vede molti e longevi architetti ancora nel pieno di un’attività matura e riconosciuta.

Will Alsop nasce a Northampton nel 1947 e si laurea all’Architectural Association (AA) di Londra nel 1973, al termine di un percorso di studi discontinuo a causa della prematura morte del padre. Dopo la laurea, trascorre quasi dieci anni formandosi nell’alternanza di collaborazioni negli studi di Maxwell Fry, Cedric Price (architetto visionario, didatta e teorico d’avanguardia) e Roderick Ham prima di avviare la sua attività professionale autonoma, svolta quasi sempre in forma associata. In un periodo di oltre quattro decenni, partito dalla partecipazione al concorso per il Centro Pompidou di Parigi per cui, giovanissimo, riceve una menzione, si susseguono studi che seguono periodi di alterne fortune lavorative e critiche: l’ultimo, arrivato dopo una poco fortunata parentesi all’interno di RMJM, è con aLL Design, aperto nel 2011 con Marcos Rosello, con cui inizia a lavorare in Cina aprendo una sede a Chongqing.

Tra la metà degli anni sessanta e oggi, Will Alsop, come molti architetti di una fortunata generazione che anagraficamente anche comprende Rem Koolhaas e Jean Nouvel, è stato l’autore di una produzione architettonica difficilmente inquadrabile all’interno di movimenti o riconducibile a stili definiti, che spazia nel tempo, nelle scale (da quella piccola di edifici singoli a quella urbana dei masterplan) e nelle tipologie costruttive, sempre caratterizzata dall’anticonvenzionalità, dall’attenzione all’innovazione e dalla libertà da codici precostituiti. La “gioia”, insieme a una capacità umana di portarla, e il divertimento erano elementi fondamentali per Alsop, come sottolineato anche dalle stesse, brevi, parole con cui Marcos Rosello annuncia la sua dipartita sul sito dello studio: “Will con il suo lavoro è stato ispiratore di generazioni […] è confortante sapere che, per la natura delle sue opere e per il suo stesso carattere, continuerà a essere fonte di ispirazione e portatore di grande gioia”.

L’attività progettuale di Will Alsop, che era anche pittore, ha prodotto un’architettura i cui processi sono si sono ibridati con l’arte (lo stesso studio, organizzato in settori, ha un’unità che si occupa di ricerca attraverso il linguaggio della pittura e la produzione di tele che spesso venivano presentate direttamente ai committenti come parte integrante del processo ideativo), seguendo principi etici che, ripresi nuovamente dalle parole di Rosello, hanno prodotto edifici nati per “migliorare la vita” di abitanti e utilizzatori, in cui il senso della comunità e il rispetto del contesto, urbano e sociale, hanno giocato un importante ruolo nella loro determinazione.

Docente nel Regno Unito e al di fuori dei suoi confini, presso istituti tra cui la stessa AA e la TU di Vienna, è progettista di edifici colorati, dalle strutture esposte, spesso aggettanti e sospese, generati a partire da volumetrie semplici che acquistano dinamismo nell’organizzazione interna e fanno largo uso di materiali innovativi.

Con un’attività professionale avviata nella prima parte degli anni ottanta, quando fonda la Alsop & Lyall con il compagno di studi all’AA John Lyall che presto diventa Alsop, Lyall and Störmer quando si unisce Jan Störmer e diventa Alsop and Störmer, lavora su strutture temporanee come il Cardiff Bay Visitor Centre (1990), un tubo rivestito di un tessuto plastico teso su una struttura metallica oggi smantellato, infrastrutture come l’aggettante terminal dei traghetti di Amburgo (1993) svettante lungo le rive dell’Elba e la stazione della metropolitana di Greenwich con le sue colonne rivestite di mosaici blu (1998) o, ancora, grandi edifici pubblici come Le Grand Bleu, che, nei dintorni di Marsiglia, contiene gli uffici e l’auditorium sede del dipartimento Bouches du Rhone, frutto di un concorso in cui lo studio di Alsop ha avuto la meglio su concorrenti come Norman Foster.

Nel 1999 arriva a South London l’edificio premiato l’anno successivo con lo Stirling Prize, la Peckham Library. Con la sala lettura volutamente sopraelevata di 12 m rispetto al piano stradale, espediente che premette di creare al di sotto una nuova piazza pubblica, e i suoi colori brillanti, è stato un edificio di successo anche dal punto di vista sociale, riuscendo ad attrarre un gran numero di giovani in un’area depressa.

Altro edificio-icona firmato Will Alsop si trova a Toronto: è lo Sharp Centre for Design, ampliamento dell’Ontario College of Art and Design. Completato nel 2004, realizza un nuovo e aereo volume parallelepipedo bianco e nero che letteralmente “galleggia” sugli edifici esistenti, sorretto da una successione di coppie di pilastri colorati convergenti. Chips (2009) è un edificio residenziale di Manchester costituito dalla sovrapposizione di tre blocchi realizzato per essere parte del piano per l’area di New Islington, progettato dallo stesso Alsop.

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