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Quando la fotografia diventa istantanea

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Poche invenzioni possono essere attribuite a una sola persona e la fotografia istantanea è una di queste. Edwin Land (1909-1991) è stato definito “L’ultimo dei grandi geni”, secondo, come numero di brevetti depositati, solo a Edison.

Inventore e uomo d’affari, ha saputo sfruttare le sue geniali intuizioni, fondando la Polaroid Corporation nel 1937. L’azienda produceva inizialmente il film plastico polarizzante utilizzato nella produzione di occhiali da sole in plastica ma è a partire dal 1948 che viene messa in commercio la prima macchina fotografica a sviluppo immediato, la Polaroid Modello 95

L’idea di realizzare un apparecchio per sviluppare istantaneamente la pellicola venne a Land nel 1944 quando, in vacanza con la famiglia, sua figlia gli chiese per quale motivo non si potessero vedere subito le foto scattate. L’imprenditore si mise subito al lavoro e in seguito affermò che per mettere a punto la macchina fotografica, pellicola e procedimento chimico, gli bastò un’ora. Che sia vero o meno, la fotografia istantanea firmata Polaroid venne mostrata all’Optical Society americana nel 1947 e gli apparecchi furono messi in vendita a partire dal 1948, al prezzo di 89,75 dollari.

La Polaroid Modello 95, che sviluppava le foto in circa un minuto, aveva il tipico design verticale a soffietti pieghevoli ed era leggermente più grande rispetto alle macchine in circolazione al tempo, per poter contenere la pellicola al suo interno.

Il brevetto Polaroid consisteva in una particolare fotocamera nella quale veniva inserita una cartuccia contenente una serie di fogli fotosensibili, coperti singolarmente da una pellicola impregnata, dal lato a contatto col foglio stesso, di una sostanza reagente, i quali, una volta impressionati venivano estratti manualmente da un lato della fotocamera e in seguito (dopo circa 60 secondi) venivano separati dal foglietto reagente scoprendo così il foglio con l’immagine impressa direttamente in positivo.

Il processo Polaroid è rimasto leader del settore, nonostante i tentativi di Eastman Kodak, Agfa e Fuji di entrare sul mercato. Dal 1972 entra in scena la Polaroid SX70, che decreta il successo della fotografia immediata a colori per tutti gli anni ’70 e ’80. Prima dell’avvento del digitale Polaroid decretò un’ulteriore innovazione consistente nell’eliminazione del foglietto spargi-reagente, nonché l’espulsione motorizzata della stampa che, cosa molto pubblicizzata all’epoca, compariva man mano alla vista in tempo reale. La fotografia digitale decretò la fine commerciale della foto istantanea ottenuta chimicamente e anche Polaroid si è adeguata al mercato offrendo prodotti del mercato della fotografia moderna.

O.O.

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