Apre a Torino il Mao, Museo d'Arte Orientale | Architetto.info

Apre a Torino il Mao, Museo d’Arte Orientale

image_pdf

La città di Torino ha festeggiato lo scorso 5 dicembre una nuova importante struttura museale consacrata alle arti e civiltà asiatiche.  Il Museo d’Arte Orientale (Mao)  ha aperto in via San Domenico 9/11, nel cuore del  quadrilatero romano,  allestito nelle sale del ristrutturato Palazzo Mazzonis, settecentesca residenza nobiliare trasformata in spazio grazie ad un progetto firmato dall’architetto Andrea Bruno. I lavori di restauro  sono stati ultimati lo scorso luglio, data di avvio della fase di allestimento.  I lavori sono stati promossi  dal comune di Torino in collaborazione con la Regione Piemonte, e realizzati dalla Fondazione Torino Musei.

Da sempre, la città piemontese è conosciuta per la sua tradizione nell’ambito degli studi e delle ricerche sulle culture orientali. Il Mao, infatti, nasce dall’insieme delle collezioni dell’ex sezione Orientale del museo civico di Arte Antica, al quale si sono aggiunte numerose collezioni private (come quella di arte cinese antica di proprietà della fondazione Giovanni Agnelli), grazie al contributo degli enti che hanno permesso numerose nuove acquisizioni.

Su di una superficie totale di oltre 4mila metri quadri sono esposti gli oltre 1.500 oggetti, cui si affianca un’area servizi con bookshop, aule didattiche e sale polifunzionali.  Sono cinque gli ambiti geografici e le aree culturali in cui è suddiviso il Mao: Asia Meridionale, Cina, regione Himalayana, paesi Islamici e Giappone. Le raccolte sono esposte in distinte “gallerie” ricavate negli ambienti della settecentesca residenza nobiliare.

{GALLERY}

Palazzo Mazzonis, in Via San Domenico, è stato fin dall’inizio un edificio di alta rappresentanza, di proprietà privata e a destinazione residenziale. Gli scarsi documenti esistenti sul Palazzo attestano come l’edificio giunto a noi sia, in realtà, il frutto del rifacimento di un immobile d’origine seicentesca, di proprietà dei marchesi Solaro della Chiusa, passata nel 1870 al Cavaliere Paolo Mazzonis, industriale tessile, nominato barone di Pralafera nel 1880, quindi, nel 1901 in eredità al figlio Federico Mazzonis.
Il palazzo divenne, per notifica del Ministero della Pubblica istruzione, “monumento pregevole di arte e di storia” nel 1909 e in quanto tale, venne inserito nell’Elenco degli edifici monumentali pubblicato tra il 1911 e 1914, a cura dello stesso Ministero. Nel 1980 fu firmato l’atto che sancì il passaggio di proprietà al Comune di Torino per la cifra complessiva di cinquecento milioni di lire. Nel 1982 l’edificio venne sottoposto a restauro e destinato a sede degli uffici giudiziari sino al loro trasferimento nel nuovo Palazzo di Giustizia nel 2001.

Andrea Bruno, nato a Torino (Italia) nel 1931, laureato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino nel 1956, ha sviluppato la propria attività a livello internazionale nel campo del restauro architettonico di edifici storici, pubblici e di musei.  A Torino ha realizzato diversi interventi, occupandosi del restauro e della destinazione museale di importanti architetture, fra cui Palazzo Carignano (Museo del Risorgimento), il Castello di Rivoli (Museo d’arte contemporanea) e Palazzo Mazzonis, futuro Museo di arte orientale. Consulente UNESCO per il restauro e la conservazione del patrimonio artistico e culturale dal 1974, ha ricevuto riconoscimenti e premi per singoli progetti e per la propria attività.

Copyright © - Riproduzione riservata
Apre a Torino il Mao, Museo d’Arte Orientale Architetto.info