Riqualificazione urbana e archeologia industriale: nuova vita alla Manifattura Tabacchi di Firenze | Architetto.info

Riqualificazione urbana e archeologia industriale: nuova vita alla Manifattura Tabacchi di Firenze

Svelato il masterplan di recupero urbano del progetto per l’ex Manifattura Tabacchi di Firenze, firmato dagli olandesi Concrete Architectural Associates. Nascerà un nuovo hub alternativo e dinamico, dedicato soprattutto alla creatività e all’artigianato

Manifattura Tabacchi, progetto per la piazza centrale coperta © Concrete Architectural Associates
Manifattura Tabacchi, progetto per la piazza centrale coperta © Concrete Architectural Associates
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L’ex complesso industriale costruito a Firenze negli anni Trenta per la lavorazione del tabacco e la produzione di sigari e sigarette è pronto a rinascere dopo quasi 17 anni di abbandono. Tra i simboli dell’architettura razionalista italiana, la Manifattura Tabacchi di Firenze sarà oggetto di un importante masterplan di recupero urbano che porterà alla rifunzionalizzazione dei fabbricati esistenti e alla creazione di un nuovo quartiere attrattivo per la città, un polo alternativo dedicato alla cultura e alla creatività, al turismo e all’artigianato, integrato con spazi per la residenza e l’istruzione.

Anche il Polimoda, la scuola fiorentina di fashion design & marketing, aprirà qui la sua terza sede presso l’iconico “edificio dell’orologio” utilizzato in passato come sede dei servizi generali del Monopolio di Stato.

Concrete Architectural Associates è lo studio olandese che ha firmato il progetto di riqualificazione dell’area industriale proponendo un concept ambizioso ma molto interessante dal punto di vista dell’interazione tra le parti e della convergenza tra tradizione e contemporaneità. Recuperando il ruolo urbano della piazza italiana e il valore dell’artigianato fiorentino, i progettisti hanno interpretato il futuro della Manifattura Tabacchi con un approccio alternativo che si concentra soprattutto sull’analisi degli spazi vuoti, dei cortili e dei boulevard per potenziare i collegamenti e far nascere una vera e propria “cittadella per i produttori e innovatori di domani”, con spazi informali che riflettono lo spirito dell’industria creativa contemporanea.

Il cuore del progetto sarà una piazza coperta sviluppata su più livelli, concepita come un mix funzionale in continuo movimento e fruibile tutto l’anno, protetta da una copertura vetrata che abbraccia l’edificio della vecchia officina situato proprio al centro della nuova piazza. Al piano terra una food hall circondata da caffetterie e luoghi di ristoro, ma anche da piccoli negozi esclusivi, laboratori per gli artigiani e spazi per eventi temporanei; ai piani superiori ambienti di co-working aperti e informali troveranno invece la giusta interazione con chi lavora all’interno degli edifici dislocati ai lati. A completare il quadro di rinascita della Manifattura Tabacchi, nuovi luoghi sinergici che favoriscono la socialità: non mancheranno il quartiere dedicato all’artigianato e alle installazioni con atelier e mercati d’arte, una piccola birreria, un albergo in stile post-industriale e uno studen­tato, residenze e appartamenti, parchi, una piazza italiana più tradizionale, un teatro, un cinema all’aperto e il prestigioso Polimoda, la cui apertura definitiva è prevista per l’autunno 2019 (6.000 mq su quattro livelli, oltre l’interrato, destinati ad accogliere 800 studenti).

Manifattura Tabacchi, panoramica © Marco Zanta

Manifattura Tabacchi, panoramica © Marco Zanta

L’investimento complessivo, stimato in circa 200 milioni di euro, è finanziato da una joint venture costituita dalla società Cdp Immobiliare (del gruppo Cassa depositi e prestiti) e dal fondo Aermont, società di investimento con sede a Londra. L’intervento, di carattere conservativo e sostenibile, si concentrerà sul recupero dei 16 fabbricati industriali per un totale di circa 100.000 mq di superficie coperta, minimizzando le demolizioni ai soli depositi di nessun valore architettonico. Basti pensare che l’imponente complesso razionalista, caratterizzato da linee austere e moderne, ha fatto ipotizzare la mano dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, titolare dell’impresa di costruzione che lo realizzò tra il 1933 e il 1940.

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