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Architettura sacra: la ristrutturazione della Chiesa di Stella di Messner Architects

Alla ricerca di un dialogo contemplativo tra lo spazio sacro e il paesaggio alpino, la nuova Chiesa di Stella, ristrutturata da Messner Architects, è un'architettura minimale calda e accogliente

La Chiesa di Stella dopo la ristrutturazione © Davide Perbellini
La Chiesa di Stella dopo la ristrutturazione © Davide Perbellini
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Con un intervento silenzioso e meditativo ma allo stesso tempo materico e luminoso, lo studio bolzanino Messner Architects ha completato la ristrutturazione della suggestiva Chiesa di Stella che si incontra a 1.300 metri di altitudine lungo la passeggiata Sigmund Freud sul Renon, vicino a Bolzano. Il filo conduttore che ha guidato gli architetti nel restyling di questo luogo spirituale risiede nel dialogo tra spazio sacro e paesaggio alpino che lo circonda, seguendo la concezione di “Chiesa nel Bosco” aperta verso la contemplazione della natura e incline alla meditazione. Il progetto, con la sua impronta leggera e contemporanea, ha quindi portato alla riconfigurazione della chiesa e della sagrestia al piano terra e al recupero del sottotetto precedentemente inutilizzato. “Leggerezza e pace animano lo spazio sacro; vivacità e sicurezza commuovono lo spazio del sottotetto“, affermano gli stessi progettisti.

Gli interni della Chiesa sono inondati di luce naturale e mostrano una purezza materica attraverso l’utilizzo del legno e della pietra © Davide Perbellini

Gli interni della Chiesa sono inondati di luce naturale e mostrano una purezza materica attraverso l’utilizzo del legno e della pietra © Davide Perbellini

Il primo intervento dell’opera di ristrutturazione e restyling ha coinvolto il presbiterio, convertito in uno spazio minimale segnato dalla presenza di una grande vetrata che incornicia il paesaggio e permette alla luce naturale di penetrare nella chiesa, precedentemente cupa e introversa. Questa nuova apertura lungo la facciata est diventa la prima espressione del collegamento tra la chiesa e la natura nel susseguirsi delle stagioni. A rinnovare l’allestimento sacrale sono invece tre monoliti in pietra, tra cui l’altare posizionato al centro, progettati dall’artista Franz Messner, deceduto a gennaio del 2017, e portati a realizzazione dai figli David e Varena, tuttora a capo dello studio Messner Architects. Si tratta di massici parallelepipedi in pietra di Gneis della Val Pusteria, appoggiati su un basamento in vetro traslucido da cui filtra una luce eterea che fa sembrare gli oggetti privi di gravità secondo una concezione più propriamente divina.

All’interno della sala, la separazione tra l’area dei fedeli e l’area della celebrazione è meno evidente rispetto a prima; una rampa, scolpita da una piccola scala, segna infatti il lieve salto di quota che è stato mantenuto per garantire la visibilità. Il rivestimento ligneo a soffitto scalda l’ambiente e riprende l’idea di tracce e sentieri per la presenza di intagli scuri apparentemente casuali. A proteggere l’accesso al luogo sacro, senza occultare completamente la vista della sala, è invece una lastra in vetro traslucido posizionata di fronte al portone d’ingresso. Le vetrate decorative, opera dell’artista Peter Fellin, sono state conservate e valorizzate, mentre le finestre ad arco con le figure dei Santi, spostate dalle facciate est a quella ovest, illuminano ora l’ingresso.

Lo spazio del sottotetto, trasformato in un luogo riflessivo e meditativo aperto verso la contemplazione della natura © Davide Perbellini

Lo spazio del sottotetto, trasformato in un luogo riflessivo e meditativo aperto verso la contemplazione della natura © Davide Perbellini

Il sottotetto, trasformato in un ambiente accogliente e riflessivo, è stato recuperato come spazio meditativo raggiungibile percorrendo una nuova scala sospesa sopra la sagrestia. Eliminando la struttura a traliccio a favore di uno spazio a campata libera a forma di tenda, l’ambiente è avvolto nella parte superiore da un rivestimento in pannelli di legno e nel pavimento da una moquette che crea una superficie morbida e arrotondata in corrispondenza degli spigoli. E’ lo spazio ideale per la meditazione, anche’esso aperto verso il paesaggio, dal momento che il frontone della chiesa (precedentemente tamponato) è stato sfondato per creare una superficie vetrata affacciata verso l’esterno con una loggia.

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