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Arezzo, fortezza

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Si sapeva che era esistita, ma fino ai lavori di restauro attualmente in corso in Fortezza non se ne conoscevano le fattezze e neanche l’eventuale stato di conservazione. Per la verità nemmeno il possibile aspetto.
Scavando nei dintorni del bastione della Spina si è invece giunti all’individuazione di una antica porta di ingresso e di un tratto di mura risalenti a un periodo precedente quello della costruzione dell’attuale Fortezza Medicea. I due ritrovamenti, entrambi straordinari e non necessariamente da porre in collegamento diretto tra loro, potrebbero avere a che fare con la “prima Fortezza” dei Sangallo, ma anche riguardare l’antico casseretto della Cittadella Medievale di Arezzo (il centro cittadino che sorgeva al posto dell’attuale parco del Prato).
Della porta era visibile, prima degli scavi attuali, soltanto l’arco a sesto ribassato che la corona, mentre oggi si è riportato alla luce l’intero passaggio con i suoi contrafforti e uno straordinario tratto del muro originale adiacente. A pochi metri di distanza, verso l’interno della fortezza attuale, si è poi rinvenuto un tratto incompleto di fortificazione curvilinea molto ben conservato.

Gli studi relativi ai ritrovamenti degli ultimi mesi sono in corso sotto la guida attenta del professor De Vita (della facoltà di architettura dell’Università di Firenze) e l’amministrazione comunale di Arezzo sta pensando alla possibilità di permettere la visita guidata ai ritrovamenti, già durante il periodo estivo.

La Fortezza dovrà quindi diventare parte del sistema città: al suo interno si dovranno poter svolgere attività compatibili con la natura e l’identità dei luoghi: area verde, punto di attrazione turistica, “percorso culturale”. Il sistema di spazi ed aree che caratterizza il percorso della Fortezza trova nell’area dei Bastioni del Soccorso e della Chiesa un suo fulcro particolarmente significativo, sia dal punto di vista della riorganizzazione degli accesi e luoghi di deflusso, che per le destinazioni d’uso e gli ambienti che le accolgono. Infine il Bastione della Diaccia con l’accesso alla Fortezza con il recupero del dislivello con scala in struttura metallica e ascensore/piattaforma con caratteristiche di trasparenza delle pareti di contenimento. Le opere, vista la particolare delicatezza e fragilità degli spazi interni alla Diacciaia, sono previste in area leggermente esterna al Bastione. La prima parte del restauro ha interessato l’ingresso e i camminamenti mentre in questi giorni è stato pubblicato, sulla Gazzetta Europea, il bando per tre nuovi stralci di lavori, che interesseranno i bastioni della Spina, del Soccorso e della Diaccia. L’impresa aggiudicataria dei nuovi lavori dovrà non solo eseguirli ma anche curare la progettazione esecutiva. L’importo sfiora i 2 milioni e mezzo di euro ma l’intervento complessivo di ristrutturazione sarà di 10 milioni di euro: 5,3 arriveranno dal Piuss, 2 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, e il resto da fondi comunali. {GALLERY}

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