Barozzi Veiga per la riconversione di un'ex caserma a Bergamo | Architetto.info

Barozzi Veiga per la riconversione di un’ex caserma a Bergamo

Il gruppo guidato dallo studio italo-spagnolo ha vinto il concorso bandito da Cassa Depositi e Prestiti, imponendosi su Nieto Sobejano, Joào Maria Ventura Trinidade, Ines Lobo e David Chipperfield

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Un’altra ex caserma dismessa ha trovato una nuova funzione e un progetto per realizzarla: lo studio italo-catalano Barozzi Veiga ha infatti vinto il concorso internazionale di progettazione bandito da Cassa Depositi e Prestiti Investimenti sgr per il recupero e la valorizzazione delle ex caserme Montelungo e Colleoni di Bergamo, che verranno riconvertite in un complesso misto di residenze, spazi pubblici e aree commerciali (nella Colleoni), studentati e strutture sportive al servizio dell’Università (Montelungo).

La positiva conclusione di un percorso che ha visto la procedura concorsuale come principale strumento di attuazione della futura rigenerazione segue la scia di quanto è stato concluso a Roma nella prima parte dell’anno, quando il Progetto Flaminio, il concorso internazionale bandito da CDPI sgr insieme alla città di Roma, ha affidato il masterplan del recupero dell’ex caserma Guido Reni, in cui verrà realizzata anche la Città della Scienza, al gruppo guidato da Paola Viganò.

E fa sperare che lo strumento concorsuale, troppo poco utilizzato in Italia, si consolidi come modus operandi per la gestione delle trasformazioni urbane e territoriali e interessi anche una quota importante della restante parte dell’ingente patrimonio ex militare nazionale dismesso dal Ministero della difesa è oggi gestito dal Fondo Investimenti per la Valorizzazione (Fiv) di CDPI sgr. Patrimonio che comprende 22 complessi solo tra ex caserme e strutture militari, tra cui, solo in Lombardia, la Mameli di Milano e la Rossani di Pavia.

Abbandonata da più di venti anni, la Montelungo-Colleoni si colloca in un’area centrale della città bassa, non lontano dalle strutture dell’università. Il bando viene pubblicato a maggio dopo la stipula di un protocollo d’intesa tra CDPI, Comune e ateneo che fissa la destinazione delle aree e le modalità di affidamento del progetto che nel prossimo futuro le trasformerà.

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Montelungo-Colleoni

A luglio si conclude la prima fase della procedura con la scelta, dietro presentazione di curriculum, dei cinque gruppi di progettisti ammessi alla seconda tra 120 candidature (la metà delle quali italiane) provenienti da sette paesi europei: oltre a Barozzi Veiga, Nieto Sobejano sempre dalla Spagna, i portoghesi Joào Maria Ventura Trinidade e Ines Lobo (tra l’altro vincitrice della seconda edizione dell’ArchVision Prize di Italcementi, una delle più importanti aziende con sede principale sul territorio bergamasco) e il britannico David Chipperfield.

Lo studio vincitore, costituito nel 2004 da Fabrizio Barozzi (nato a Rovereto nel 1976 e laureato allo Iuav di Venezia) e Alberto Veiga (Santiago de Compostela, 1973, laureato alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Navarra), è giovane ma già pluripremiato: è arrivato infatti quest’anno il prestigioso Premio Mies van der Rohe, raggiunto per la Filarmonica di Stettino, e, solo in Italia, negli anni più recenti è stato insignito del Premio Barbara Cappochin nel 2011 e della Medaglia d’Oro della Triennale di Milano per la migliore opera prima nel 2012 (edizione che ha visto eleggere Vincenzo Latina architetto dell’anno), con Barozzi proclamato dal Cnappc Giovane talento dell’architettura italiana nel 2013.

A Bergamo, con un approccio particolarmente apprezzato dalla giuria, Barozzi e Veiga propongono una riconversione che interrompe la chiusura dell’anello dell’ex complesso militare, creando uno spazio permeabile e connesso attraverso il parco che verrà realizzato al suo interno con i vicini parchi Marenzi e Suardi, e lo riconverte alle nuove funzioni attraverso demolizioni e ricostruzioni e nuove costruzioni, per un progetto che, da bando, dovrebbe richiedere la cifra di 50 milioni di euro messi a disposizione da CDPI e università.

Una mostra di tutti i progetti finalisti, raccolti anche all’interno di un catalogo, sarà visitabile fino al 9 gennaio presso il Chiostro grande dell’ex Convento di San Francesco.

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