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Case cantoniere Anas, parte il progetto di riqualificazione

Un accordo tra Anas, Entrate, Mit e Mibact darà il via a un progetto pilota che prevede la riqualificazione di una parte delle oltre 1.200 case cantoniere sparse sul territorio a fini culturali e turistici

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Le case cantoniere entrano sotto la lente di ingrandimento della valorizzazione culturale: un accordo siglato il 16 dicembre 2015 dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dal Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani e dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, ne permetterà la riqualificazione e il riuso a supporto di nuovi piani di valorizzazione turistico-culturali del territorio italiano, al servizio della clientela stradale.

Attraverso questo accordo verranno definite le linee guida per l’attuazione di un progetto pilota che partirà dall’analisi delle potenzialità di un primo portafoglio di 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale, che sarà progressivamente integrato con ulteriori beni pubblici dismessi, appartenenti allo Stato, agli Enti territoriali e ad altri Enti pubblici. Nello specifico questi immobili sorgono in prossimità di specifiche reti e circuiti culturali, turistici e di mobilità, quali la via Francigena ed il tracciato dell’Appia antica. Il piano complessivo prevede in una seconda fase il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino). Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi.

“L’operazione rientra in una politica di cura dei beni pubblici e di attenzione al territorio – ha dichiarato il ministro Graziano Delrio – che si esprime in altre azioni del Governo, volta alla valorizzazione di edifici e infrastrutture esistenti, per favorirne la fruizione da parte dei cittadini in tutto il Paese. Oltre a garantire servizi e infrastrutture di trasporto efficaci, veloci e intelligenti, vogliamo in questo modo evidenziare anche un altro modo di viaggiare, più lento e sostenibile, più attento al paesaggio, alla sosta, alle emergenze storiche e culturali. Con la firma di questo protocollo, le Case Cantoniere di Anas ritorneranno ad essere simbolo positivo di un’identità italiana diffusa di accoglienza e di relazione tra le persone”.

“Le Case Cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale e contraddistinte dall’inconfondibile colore rosso pompeiano – ha dichiarato il ministro Dario Franceschini – costituiscono un brand formidabile per promuovere quel turismo sostenibile necessario allo sviluppo sociale, economico e culturale dei tanti territori ricchi di arte, tradizioni enogastronomiche e bellezze paesaggistiche che rendono l’Italia un Paese unico al mondo. Grazie alla voglia di fare di chi saprà cogliere questa opportunità, luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l’Italia al giusto ritmo”.

 

L’istituzione della casa cantoniera risale al 13 aprile 1830, giorno in cui, con Regio Decreto del re di Sardegna Carlo Felice, viene ufficialmente creata la figura del Cantoniere al quale viene demandata la manutenzione e il controllo di un ‘cantone’ della strada (un tratto di circa 3-4 chilometri).
Per svolgere questo compito i cantonieri dovevano abitare in case site ai margini di ciascun cantone – di quel colore rosso pompeiano che le ha rese ormai celebri – che ricevevano in uso gratuito affinché restassero vicini al luogo ove svolgevano il loro lavoro. Il cantoniere doveva mettere a disposizione la casa cantoniera per soccorrere feriti o per ricoverare agenti della forza pubblica e militari in servizio, un luogo simbolo della presenza sul territorio del Regno prima e dello Stato repubblicano poi.

L’Anas possiede 1.244 Case Cantoniere in tutta Italia. Di queste, 607 sono utilizzate a vario titolo – uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio. Sul totale, inoltre, il 35% è indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% risulta ad alto potenziale turistico. Nei prossimi mesi saranno definiti i piani di utilizzo (Turismo, Cultura, Accoglienza, Ristorazione, Ospitalità, etc.) delle Case Cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attività di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità.

 

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