Chopin: riapre a Varsavia il museo a lui dedicato | Architetto.info

Chopin: riapre a Varsavia il museo a lui dedicato

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Dall’opera di ristrutturazione durata due anni, il museo ha guadagnato maggiore prestigio e una collezione più ricca divenendo, nel 2010, la più grande collezione “Chopiniana” al mondo con oltre 5.000 pezzi relativi all’opera e alla vita del grande compositore.

Il lavoro di rifacimento è stato affidato agli architetti italiani dello studio associato “MIGLIORE+SERVETTO ARCHITETTI ASSOCIATI, Milan”, che, attraverso un’opera di riorganizzazione degli ambienti, sono stati in grado di restituire il dovuto valore e spazio ai beni materiali e artistici di Chopin. Grazie al progetto realizzato dagli architetti di Milano in collaborazione con un cast internazionale (Alice Azario, Fabio Brigolin, Annalisa Feola, Maria Stepien, Ilaria Conforti, Yu Fung Lin , See Won Park, Michela Colasuonno, Lorena Sala, Monica Acquati, Sofia Negri), il museo ora comprende nuovi ambienti e allestimenti permanenti, come una nuova parte multimediale all’interno della quale, tramite uno dei tanti schermi digitali disponibili, è possibile non solo ascoltare la musica del compositore ma anche confrontarla con i suoi manoscritti. In altre sale è, inoltre, possibile osservare le stanze in cui viveva e sentire l’odore del suo fiore preferito, la viola. Gli oltre 5.000 pezzi esposti potranno essere “toccati, sfogliati, ascoltati, letti” attraverso sofisticati mezzi multimediali, che si basano su un sistema di “emotional landascapes” che è in grado di catturare attraverso tante arguzie tecnologiche l’attenzione e la curiosità del visitatore. Il vero pezzo forte sembra essere la sala concerto, che contiene un pianoforte con tutte le partiture di Chopin. Si può sceglierne una che, una volta poggiata sul pianoforte, verrà eseguita apparendo a video sulla parete.

Il valore del museo, ospitato all’interno del complesso storico del Palazzo Ostrogski (edificato nel 1660 e ricostruito intorno al 1950), è dato non solo da ciò che esso contiene e conserva ma anche dalla sua forma architettonica, monumentale all’esterno, accurata e funzionale all’interno. Il principio a cui si sono ispirati gli architetti è il dialogo tra il nuovo e il vecchio, ossia il confronto con la struttura preesistente delle sale espositive del Palazzo Ostrogski nell’obiettivo di valorizzare le peculiarità di ciascun ambiente, senza modificarne l’immagine e il valore storico.

In questo modo la Polonia ha voluto realizzare, investendo 20 milioni di euro, un museo d’eccezione che commemorasse la musica e la persona di Chopin nella sua casa natale, poiché egli, afferma il presidente Lech Kaczynski, “era in senso etnico mezzo francese e mezzo polacco, ma la sua musica era polacca”.

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