Come "tagliare" la storia della violenza | Architetto.info

Come “tagliare” la storia della violenza

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“Non era mia intenzione conservare la facciata del museo e aggiungere un’estensione invisibile nella parte posteriore. Ho voluto creare un interruzione “in grassetto”, una lussazione fondamentale, che penetrasse l’arsenale storico e creasse una nuova esperienza. L’architettura coinvolgerà il pubblico nella più profonda questione su come la violenza organizzata, la storia militare e il destino della città si intrecciano” – Daniel Libeskind

Il rinnovato Museo di Storia Militare di Dresda è oggi il museo centrale delle Forze Armate tedesche con un’area espositiva di circa 2.000 metri quadrati; aprirà il 14 ottobre 2011 dopo 20 anni di chiusura. Fin dalla sua fondazione nel 1897, il Museo di storia militare di Dresda è stato un’armeria sassone e museo, un museo nazista, un museo sovietico e un museo della Germania dell’Est. Oggi è il museo di storia militare di una Germania unita e democratica, la sua posizione fuori dal centro storico di Dresda ha permesso alla costruzione di sopravvivere alla campagna di bombardamenti degli alleati della fine della seconda guerra mondiale.

Nel 1989 venne chiuso, e solo nel 2001 si tenne un concorso di architettura per una sua ristrutturazione e rivisitazione nel programma. Il progetto vincitore di Daniel Libeskind coraggiosamente interrompe la simmetria della costruzione originale. L’estensione, un massiccio cuneo di cinque piani e di 140 tonnellate di vetro, cemento e acciaio, taglia l’ordine strutturale dell’arsenale di 135 anni. A 30 metri d’altezza una piattaforma panoramica offre una vista mozzafiato della moderna Dresda puntando nella direzione opposta, verso la sorgente del fuoco e delle bombe, creando uno spazio drammatico di riflessione.

L’apertura della nuova facciata e la sua trasparenza sono in contrasto con l’opacità e la rigidità del fabbricato esistente. Quest’ultimo rappresenta la gravità del passato autoritario mentre il primo riflette l’apertura della società democratica in cui è stato ripensato. L’interazione tra queste prospettive forma il carattere del nuovo Museo di Storia Militare.

“L’estensione drammatica è un simbolo della risurrezione di Dresda dalle sue ceneri. Si tratta della giustapposizione di tradizione e innovazione, del nuovo e il vecchio. Dresda è una città che è stata profondamente modificata, gli eventi del passato non sono solo una nota, sono al centro della trasformazione della città oggi” afferma Daniel Libeskind, i cui principi generali del progetto si possono qui riassumere:

1. Cambiare prospettiva – Il MHM offre diverse prospettive sulla storia militare tedesca. L’architettura, la nuova mostra tematica e l’esibizione permanente (ridisegnata) rappresentano le forme tradizionali e le nuove percezioni di espressione. La giustapposizione di tradizione e innovazione, di vecchie e nuove interpretazioni della storia militare, è la pietra angolare del nuovo approccio.

2. Storia Culturale Della Violenza – Il MHM offre ai visitatori la storia delle forze armate tedesche. Ma va oltre le uniformi e le armi nella sua indagine a controllo statale della violenza, offrendo nuove modalità di valutazione della storia e della cultura della violenza che hanno dato origine ad essa.

3. Il tema centrale è l’essere umano – Il tema centrale di architettura e allestimento del MHM è una considerazione antropologica sulla natura della violenza. Il museo esamina da vicino le paure, speranze, passioni, ricordi, le motivazioni e le istanze di coraggio, razionalità e aggressività che hanno anticipato la violenza e, troppo spesso, la guerra.

4. Museo come Forum – Oltre a presentare temi attuali e storici nelle mostre ed eventi speciali, il MHM ospiterà proiezioni, conferenze e simposi internazionali.

5. Un Nuovo Quartiere Museale – Una volta che una zona prosperosa e molto visitata, il distretto di Albertstodt a Dresda, in cui si trova il museo, è stato abbandonato per diverso tempo. Il nuovo MHM sarà un catalizzatore che trasforma il quartiere in una destinazione internazionale, un centro culturale e un ‘quartiere dei musei’.

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