Completato il Museo Archeologico Nazionale di Adria con la sezione romana | Architetto.info

Completato il Museo Archeologico Nazionale di Adria con la sezione romana

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La nuova Sezione Romana, inaugurata il 28 marzo, corona e completa il progetto di totale rinnovamento del Museo Archeologico Nazionale di Adria, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Sono serviti sette anni di lavoro e ingenti investimenti (grazie ai contributi di Gioco del Lotto, Arcus S.p.A. e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) per completare finalmente il Museo Nazionale ubicato sul grande Delta del Po.

Vi hanno trovato casa 60 mila reperti, ovviamente solo in parte esposti, tutti documenti della storia di una città e di un territorio che hanno dato il nome ad un mare e che hanno visto stratificarsi 2500 anni di civiltà, dai veneti, ai greci, agli etruschi, ai romani. Reperti, a volte assolutamente eccezionali e unici, restituiti dai limi di quella che non a torto è stata definita come “la Mesopotamia d’Italia”.

Gli interventi sul vecchio Museo sono iniziati nel 2002 con il cantiere di ristrutturazione e di ampliamento dell’edificio (2002-2004) e sono poi proseguiti con i nuovi allestimenti del Lapidario Romano (2006), della Sezione Etrusca (2007) e della Sala della Romanizzazione (2008). A Simonetta Bonomi e a Loretta Zega, entrambe della Soprintendenza di Padova, si devono rispettivamente l’elaborazione del percorso scientifico e la progettazione dell’allestimento museale, alla quale ha collaborato Marco Fontanive.{GALLERY}La nuova Sezione Romana occupa due ali del piano rialzato del Museo. La prima illustra le vicende e l’aspetto di Atria nella prima età imperiale, utilizzando i dati degli scavi ed i preziosi disegni di archivio che tramandano la memoria della ricchezza di una città per noi oggi perduta. Un tempio, il teatro, l’anfiteatro ed il foro riprendono consistenza grazie a suggestive ricomposizioni grafiche tridimensionali. Gli elementi ornamentali e gli arredi delle ricche domus adriesi sono stati inseriti in una scenografia per restituirne la collocazione e l’originaria funzione.

La seconda ala è dedicata alle ville del Delta del Po, Corte Cavanella di Loreo e San Basilio di Ariano Polesine, entrambe sorte lungo importanti arterie di traffico per via di terra e per via d’acqua. Corte Cavanella porta nel suo nome il ricordo della darsena per il ricovero delle barche che la caratterizzava, funzionale alla stazione di posta, la mansio Fossis, di cui con il tempo divenne sede. Una grottesca maschera di terracotta scacciaguai pendeva tra le colonne di questa darsena.

Al termine del percorso due piccoli spazi sono stati riservati rispettivamente ai reperti che documentano il passaggio di Adria dall’Antichità al Medioevo, e i suoi speciali rapporti con Ravenna, ed a un omaggio all’amore per la loro piccola patria e alla passione per le antichità dei membri della nobile famiglia adriese dei Bocchi, grazie alla cui collezione oggi può esistere un Museo Archeologico di Adria. Emblema di questa sezione sono i gioielli neoclassici di famiglia, restaurati da Banca Intesa, ornati da gemme romane e moderne.

I veri protagonisti di questo nuovo allestimento sono tuttavia  i preziosi e bellissimi vetri romani, cui  è dedicata la scenografia di maggiore impatto visivo: una grande vetrina speciale, dagli innovativi effetti illuminotecnici progettati da Alberto Pasetti Bombardella. Vetri altrettanto eccezionali sono esposti negli espositori che illustrano le necropoli di Adria di età imperiale, come pure nelle vetrine di Corte Cavanella e di San Basilio.

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