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Da mattatoio a casa del cinema

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Grandi strutture luminose, intrecciate a ricordare la trama delle ceste di vimini, circondano le scale di questo ex-mattatoio di Madrid che gli architetti spagnoli Churtichaga + Quadra-Salcedo hanno trasformato in cineteca.

L’edificio originale, realizzato nel 1910 dall’architetto spagnolo Luis Bellido y Gonzalez, è un classico esempio di architettura neomudéjar ed è stato utilizzato come mattatoio e mercato del bestiame per circa 85 anni. Oggi, dopo l’intervento ristrutturazione e riconversione, ospita due schermi, uno studio cinematografico, un archivio e una terrazza per le proiezioni all’aperto. Basandosi sul concetto che l’occhio e limiti della percezione sono i veri protagonisti della storia del cinema, il progetto degli architetti spagnoli gira intorno alle grandi strutture luminose realizzate intrecciando tubi di acciaio, che dominano i tre piani della Cineteca Matadero, in netto contrasto con le pareti, i soffitti e i pavimenti foderati con legno verniciato di colore grigio o nero. E sono queste strutture luminose, che ricordano le ceste di vimini, a definire gli spazi principali interni della nuova casa del cinema di Madrid.

Nelle aree di studio, i muri di mattoni del vecchio edificio sono per lo più lasciati a vista, mentre l’archivio è coperto da una “cesta” su cui è possibile camminare, che filtra la luce e funziona come una lampada. Le strutture che definiscono le sale di proiezione sono invece sfumate di nero con sfondo illuminato che scompare quando il film inizia, lasciando spazio a una superficie nera che sembra vibrare.

O.O.

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