Da prigione a centro culturale: succede a Palencia, in Spagna | Architetto.info

Da prigione a centro culturale: succede a Palencia, in Spagna

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La “riabilitazione” del carcere di Palencia, in Spagna, e la sua trasformazione in centro culturale è stata affidata agli architetti dello studio Exit, Ángel Sevillano e José Tabuyo

Il complesso è stato realizzato alla fine del XIX secolo e costruito con muri portanti in mattoni seguendo lo stile neomudéjar, movimento artistico e architettonico nato a Madrid in quell’epoca ed esclusivo della penisola iberica.

Il progetto di riconversione dello studio Exit intende trasformare l’ex carcere in un luogo di incontro, recuperando alcuni dei vecchi spazi, e creando al contempo nuove strutture per rendere possibili nuove attività. Gli aspetti essenziali dell’intervento di restauro sono rappresentati dal rispetto dell’edificio esistente, al quale è conferito un aspetto più leggero e contemporaneo, e dalla luce naturale, chiamata a giocare un ruolo fondamentale.

A questo scopo le due ali principali a due piani sono state ristrutturate, “svuotandole” e ponendo all’interno una nuova struttura indipendente, per supportare i nuovi pavimenti e tetti. Inoltre, tra le due strutture sono stati costruiti padiglioni di collegamento, che vanno così a costituire il nuovo perimetro del complesso al quale conferiscono un aspetto moderno e accogliente.

Per introdurre la luce nell’edificio è stato necessario rimuovere il vecchio rivestimento, le cui tegole erano in pessime condizioni, e sostituirlo con una nuova copertura in zinco sulla quale si aprono ampi lucernari.

L’intera struttura è organizzata intorno a una grande sala che collega i quattro padiglioni dell’ex carcere. Si tratta di uno spazio diafano, basato esclusivamente su cortili cilindrici di vetro che illuminano e vanno a fornire la ‘spina dorsale’ al complesso. Grazie alla posizione centrale rispetto ai padiglioni, quest’area agisce come un centro nevralgico, distribuendo gli utenti dall’ingresso e della reception verso il resto delle aree del centro.

La hall mostra infatti la strada ai padiglioni laterali, dove trovano spazio l’auditorium e le varie classi dedicate alla musica e all’arte. Al piano superiore, sotto lucernari in vetro di grandi dimensioni, si trovano due spazi polifunzionali dedicati ai gruppi più numerosi. Nella zona in cui si trovavano le celle ora trova posto la biblioteca con attorno le stanze dedicate alla lettura.

Infine, l’accesso al centro avviene attraverso perimetro vetrato molto leggero, che vuole rappresentare un “filtro” tra la città e l’attività interna. L’utilizzo di materiali metallici in ogni intervento, come lo zinco in facciate e tetti, il vetro e lo stampato traslucido nei corpi inferiori e nei lucernari e i reticoli alluminio come filtri di luce, contribuiscono a conferire un aspetto industriale all’intera struttura.

O.O.

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