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Dai batteri pulitori ai laser: le tecnologie Enea per un restauro efficiente

Al Salone del Restauro 2016 di Ferrara l'Enea ha presentato una serie di tecnologie già operative per l'efficientamento energetico del parco museale italiano, tra i più energivori della Pa

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Al Salone del Restauro 2016 di Ferrara, svoltosi dal 6 all’8 aprile 2016, l’Enea ha presentato un mix di tecnologie al servizio dell’efficienza energetica di musei e palazzi storici, un ambito di intervento necessario se si considera che il parco museale italiano, con i suoi oltre 5mila poli, ‘costa’ in termini di consumi energetici alla Pa circa 250 milioni di euro, +50% rispetto agli anni Ottanta. E allora le tecnologie Enea presentate a Ferrara spaziano in vari ambiti di intervento, da un sistema di check-up energetico ai laser per la diagnostica avanzata, dalle protezioni e sensori anti-sismici fino ai batteri ‘pulitori’ per il biorestauro.

Abbiamo scelto di partecipare a quest’edizione del Salone, incentrata sui musei, per presentare quanto Enea può fare per efficientare un patrimonio unico, costituito molto spesso da edifici storicicon elevati consumi energetici”, ha spiegato Federico Testa, presidente Enea. “Da qui l’importanza della diagnosi energetica, un vero e proprio check-up per individuare e quantificare le dispersioni termiche e pianificare interventi per ridurre i consumi, nel pieno rispetto delle caratteristiche del patrimonio architettonico“. La riqualificazione energetica, ha aggiunto Testa, può essere applicata anche ai centri storici: è il caso, ad esempio di Serravalle, nel comune di Vittorio Veneto, dove l’Enea ha recuperato in chiave green un intero nucleo urbano di novantamila metri quadrati.
Ecco una sintesi delle tecnologie presentate.

Sicurezza antisismica e monitoraggio vibrazioni ambientali: per contrastare il rischio sismico, l’ENEA dispone di una task-force di ingegneri e geologi e di attrezzature uniche in Italia come le due tavole vibranti del Centro Ricerche di Casaccia (Roma), tra le più grandi in Europa e tali da consentire prove sperimentali e di testare materiali e dispositivi innovativi. In questo modo è stato possibile, ad esempio, realizzare gli speciali basamenti antisismici a tutela dei Bronzi di Riace.
L’Agenzia ha anche eseguito una campagna diagnostica per valutare lo stato di conservazione delle coperture nella Villa dei Misteri di Pompei; è impegnata a Orvieto nel monitoraggio sismico del Duomo; con il Politecnico di Torino ha brevettatoun sistema di isolamento sismico per gli edifici storici. La sensoristica per rilevare vibrazioni ambientali è stata anche applicata a Roma sulle Colonne Traiana e Antonina, nel Tempio di Minerva Medica e sugli obelischi Flaminio e Lateranense.

Tecnologie laser per diagnosi e restauro: L’Enea mette a disposizione otto tecnologie di diagnostica e due di restauro a base di laser. Nello specifico, il sistema laser a tre colori RGB-ITR ad esempio – utilizzato per la “Cappella Sistina” permette di rilevare a distanza (da 3 a 30 metri) le caratteristiche morfologiche e di colore di un’opera d’arte e di ricostruirne un’immagine fedelissima in 3D, con risoluzioni superiori rispetto ai dispositivi convenzionali, offrendo anche la possibilità di individuare eventuali danneggiamenti. Il laser 2D LIFScanning permette l’analisi non invasiva delle superfici grazie allo studio dell’emissione di fluorescenza indotta dalla radiazione laser. Il prototipo ILS (Integrated Laser System) è un altro esempio di tecnologia laser che l’Enea ha utilizzato per analisi microdistruttive di ceramiche dipinte.

Il biorestauro, ovvero i batteri “pulitori”: Il biorestauro permette di restaurare le opere d’arte utilizzando batteri e sostanze naturali invece di prodotti chimici. Questo metodo di pulitura bio-based prevede l’uso di microrganismi capaci di rimuovere depositi di varia natura, con indubbi vantaggi in termini di selettività dell’intervento, sicurezza per l’opera d’arte, non tossicità per i restauratori, basso costo e ridotto impatto ambientale. Applicazioni di biorestauro sono state eseguite con successo su parte delle logge affrescate della rinascimentale Casina Farnese sul Palatino, nella Galleria dei Carracci a Palazzo Farnese, presso un’opera dei Musei Vaticani, con cui c’è anche un accordo per applicazioni su statue e fontane dei Giardini stessi. Tante le collaborazioni in corso: il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, la Domus Aurea, la Galleria Nazionale di Arte Moderna.

Un network internazionale per proteggere il cultural heritage: L’ENEA, insieme ad altri partner italiani, è entrata a far parte di E-RHIS, network internazionale della ricerca sui beni culturali nato per collegare risorse e laboratori di tutta Europa. Nell’infrastruttura Ue, i suoi centri di ricerca nell’area di Roma (Casaccia e Frascati) formeranno il primo nodo ENEA dell’hub Lazio e Abruzzo. A fare da apripista il progetto regionale COBRA (COnservazione dei Beni culturali attraverso l’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti) con il quale l’Agenzia ha aperto i suoi laboratori a restauratori e imprese per offrire infrastrutture e tecnologie d’avanguardia per la diagnostica e il restauro del patrimonio culturale; primo banco di prova la cinquecentesca chiesta di San Costanzo a Ronciglione (Viterbo), dove sono stati utilizzati sistemi di diagnostica laser per il recupero dell’affresco della cupola.

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