Dopo un lungo restauro rivive la Tonnara di Favignana | Architetto.info

Dopo un lungo restauro rivive la Tonnara di Favignana

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Dopo cinque anni di lavori, si restituisce ai siciliani la tonnara di Favignana. Presenti all’inaugurazione il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e dall’assessore regionale ai Beni culturali, Nicola Leanza.

La Regione Siciliana, l’Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione e la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, si sono impegnati in uno dei restauri più complessi mai affrontati prima, sia dal punto di vista finanziario che professionale.

L’ex stabilimento Florio a Favignana è per la Sicilia uno tra i pochissimi esempi di archeologia industriale, che nasce alla fine dell’Ottocento, e porta alle spalle una storia ricca di molteplici contenuti, primo tra tutti la testimonianza di un’industria laboriosa ed unica del meridione. Chiuso da tempo, dopo la cessazione delle attività dell’industria negli anni ’70, si trovava in stato di abbandono quando venne acquisito al patrimonio della Regione Siciliana negli anni ’90.
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Il complesso degli edifici è grandioso e monumentale: circa 32mila metri quadrati la superficie complessiva, di cui oltre tre quarti di superfici coperte; una serie di corti attorno alle quali si articolano e distribuiscono spazi e ambienti diversi per dimensioni e destinazioni d’uso: uffici, magazzini, falegnameria, officine, spogliatoio per gli uomini e spogliatoio per le donne, magazzino militare, stiva, galleria delle macchine, trizzana e malfaraggio (per il ricovero delle barche), locali a servizio della lunga batteria di forni per la cottura del tonno e, svettanti su tutto, tre alte ciminiere.

Tutti gli edifici sono caratterizzati dal tufo di Favignana, usato per le murature, per i pilastri, per le volte e per le grandi arcate mentre le coperture sono tutte in legno. Riportare alla luce ciò che il tempo in tutti questi anni ha distrutto non è stato sicuramente semplice. Il tufo era completamente corroso dalla salsedine e dal vento; i tetti, con le capriate in legno in molti punti andate perdute.

Si è intervenuto dando continuità storica all’edificio, conservandone integralmente ogni ambiente e i materiali utilizzati in precedenza, riuscendo a dar vita ad una sala conferenza, tra le più grandi del meridione, spazi museali dotati di più sofisticate tecnologie visivo-sonore, una foresteria e vari ambienti multiuso.

Il salone centrale della sala dell’inscatolamento del tonno è stata destinata all’esposizione archeologica dei reperti provenienti dalle isole dell’arcipelago. I reperti rinvenuti fino ad oggi, sono stati allestiti in una suggestiva esposizione scenografia realizzata con una distesa a terra di polvere di tufo, dalla quale emergono anfore, ancore e reperti vari.

Nei saloni adiacenti vi è la riproduzione di un laboratorio archeologico per lo studio dei reperti ritrovati, dotato di apposite cassettine, catalogate e numerate, divise per sezione e spiegati da appositi pannelli che ne indicano le aree di provenienza.

Gli allestimenti espositivi comprendono una piccola sezione dedicata ai Florio, due installazioni multimediali olografiche di grande effetto e suggestione, una saletta per la proiezione di filmati storici, due sale dedicate all’esposizione delle immagini dei grandi fotografi dell’agenzia Magnum, una serie di pannelli didattici sulla pesca e sulla lavorazione del tonno, la realizzazione e l’installazione di grandi pannelli grafici e fotografici che illustrano i momenti e le attività più significative delle attività della tonnara.

Il restauro, progettato dall’architetto Stefano Biondo, è stato realizzato con i fondi del Por 2000-2006. I lavori, avviati dallo stesso Biondo, sono stati poi diretti e completati dall’architetto Paola Misuraca, con l’apporto dei tecnici della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Trapani. I lavori, appaltati all’associazione temporanea d’imprese “Gastone Guerrini Costruzioni generali” (impresa capogruppo), sono stati direttamente eseguiti dalla consortile “Florio”, successivamente costituita e amministrata dall’imprenditore locale Funaro. Iniziati alla fine del 2003, i lavori sono stati completati nel giugno di quest’anno, per un importo complessivo di 14 milioni e 424.740 euro.

I numeri, che forse non sono sufficienti a rappresentare tutte le difficoltà affrontate e risolte tempestivamente per rispettare i tempi, le modalità e le prescrizioni dettate dall’Unione europea, tuttavia contribuiscono a rendere l’idea della entità dei lavori svolti: la superficie sulla quale è stato fatto l’intervento è di 19.848 metri quadrati. Le superfici di coperture ripristinate 9mila metri quadrati. E ancora: 27mila e 500 metri quadrati di superfici parietali restaurate; 16mila e 759 metri quadrati di pavimentazioni. Sono stati infine impiegati 350 metri cubi di legname per capriate e orditure e 53mila metri di cavi elettrici.

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