Frank Lloyd Wright 'restaurato' con le stampanti 3d | Architetto.info

Frank Lloyd Wright ‘restaurato’ con le stampanti 3d

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Conosciuto anche con l’espressione “Child of the Sun”, il Florida Southern College Architectural District a Lakeland può vantare un record non così noto nel mondo: è infatti il raggruppamento di edifici firmati da Frank Lloyd Wright più ampio al mondo, una dozzina esatta di strutture realizzate per il campus tra il 1941 e il 1958.

Inserito sia nel registro statunitense dei luoghi storici che nell’indice nazionale dei distretti da preservare, questo tesoro dell’architettura moderna ha probabilmente il suo pezzo di massimo valore nella Annie Pfeiffer Chapel, la prima di tutte le strutture a essere completata: uno ‘scrigno’ simbolico costituito da circa 6mila mattoni in roccia sedimentaria e cemento, assemblati praticamente ‘a mano’ seguendo un design unico, che è peraltro diventato tratto distintivo del grande architetto.

Sfortunatamente su molte delle strutture in cemento di Lloyd Wright oggi pesa il segno del tempo e dell’esposizione agli agenti atmosferici, e allo stesso tempo i tentativi di restauro effettuati in passato si sono rivelati, comprensibilmente, molto costosi, data l’unicità degli elementi.

Fino all’arrivo del 3d printing: nei giorni scorsi infatti è stato ultimato il restauro della Annie Pfeiffer Chapel, un processo durato 12 mesi che ha potuto contare su una donazione da 50mila dollari della Florida Division of Historical Resources, su una da 350mila dollari dal National Park Service’s Save America’s Treasures Program.

Supervisionato dall’architetto Jeff Baker dello studio Mesick Cohen Wilson Baker Architects, il progetto ha permesso di realizzare tramite ‘stampa‘ gli elementi necessari al restauro che si sarebbero dovuti ottenere manualmente, attraverso un lavoro molto costoso: in particolare, invece che stampare gli stessi mattoni, il team ha realizzato direttamente gli stampi caratterizzati dalle singolari ‘dita’, all’interno dei quali poi è stato fabbricato il ‘blocco di cemento’ dalla complessa forma.

Il modello di stampo viene ‘stampato’ in 3d (fonte: Florida Southern College)

Non tutto il lavoro è stato affidato alle stampanti 3d, ovviamente, ma il risultato ottenuto sul prezioso edificio di Lloyd Wright è talmente strabiliante che ha aperto subito un vivace dibattito tra gli operatori del settore, aprendo la strada a un ‘futuro’ del restauro in cui la stampa 3d potrà giocare un ruolo davvero centrale.

Uno stampo realizzato tramite il 3d printing completo (fonte: Florida Southern College)

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