Garage Italia: la nuova vita dell’ex Agip di Piazzale Accursio | Architetto.info

Garage Italia: la nuova vita dell’ex Agip di Piazzale Accursio

E' firmato da Michele de Lucchi il nuovo progetto imprenditoriale di Lapo Elkann. Una delle più significative stazioni progettate da Mario Bacciocchi per l’ENI all’inizio degli anni cinquanta prende una nuova forma e rivive come centro stile per progetti tailor-made di automotive restyling

© Garage Italia Customs
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L’intervento con cui aMDL, lo studio di Michele De Lucchi, ha restaurato e rifunzionalizzato la stazione di servizio Agip di Piazzale Accursio, da tempo abbandonata, è finalmente stato completato: alla presenza del progettista, di Lapo Elkann e di Carlo Cracco sono state infatti inaugurati nel centralissimo quartiere Portello rinnovati spazi che ospitano la nuova sede di Garage Italia Customs, spazi multifunzione e un’area food&beverage con bar e ristorante gestita dallo chef stellato.

Dopo che l’imposizione del vincolo, posto per la prima volta su una ex stazione di servizio, aveva portato agli onori della cronaca le vicende della più piccola “sorella” di Porta Napoli a Lecce (che tuttavia sta ancora aspettando la partenza dei lavori di recupero e trasformazione), un’altra ex stazione è ritornata alla vita con un intervento griffato e un progetto di rifunzionalizzazione di richiamo guidati da un fil rouge connotante per la realizzazione del quale non sono mancati capitali né investimenti.

Nell’edificio, nella sua nuova funzione e nella stessa area in cui è collocato molte cose parlano di auto, seppur in modi diversi. Innanzitutto la struttura originaria, realizzata tra 1951 e 1953, rimane uno dei più celebrati fra gli oltre 800 esempi tipizzati di stazioni di servizio che l’architetto Mario Bacciocchi impostò nell’immediato dopoguerra per conto di Enrico Mattei e dell’ENI. Vennero realizzate in tutto il paese in diverse varianti e dimensioni, accomunate dallo stesso linguaggio e caratterizzate dai grandi sbalzi e dall’ampio uso del cemento armato.

L’ex stazione di Piazzale Accursio sorge nel dinamico quartiere Portello, area storicamente legata alla presenza dell’industria automobilistica: da inizio Novecento fino alla metà degli anni ottanta una parte dell’area era infatti occupata dagli stabilimenti dell’Alfa Romeo (con Michele de Lucchi coinvolto, come progettista del Centro di Guida Sicura, anche nella riconversione degli ex stabilimenti di Arese sostituiti da uno dei centri commerciali più grandi d’Italia) ed è oggi al centro di una delle principali recenti trasformazioni in atto in città.

Garage Italia Customs, avviato da uno dei nipoti di Giovanni Agnelli a lungo presidente della Fiat, offre infine servizi di tailoring e personalizzazione estrema per autoveicoli, ma anche per barche, velivoli e motociclette.

Il progetto di rifunzionalizzazione impostato da aMDL interviene su un edificio a due piani fuori terra con un interrato che prende le forme dall’angolo acuto costituito dagli assi di viale Certosa e viale Carlo Espinasse. La plastica testa arrotondata chiude un volume incorniciato orizzontalmente dagli sbalzi di due aggettanti pensiline. Suddivide funzionalmente i 1.700 mq dei due livelli tra lo showroom con materioteca e annessa l’officina di Garage Italia Customs, cuore dell’intervento, spazi polifunzionali di vario tipo e un’area bar all’ingresso che si aprono alla città posizionati al piano terra, e un ristorante al primo piano circondato da una grande terrazza. L’interrato ospita funzioni e locali di servizio, tra cui i bagni allestiti come fossero lussuosi interni di yacht Riva.

La profonda riorganizzazione dell’interno e il suo allestimento sono i principali ambiti su cui lo studio di Michele De Lucchi si è concentrato, anche se il progetto ha compreso anche un restauro dell’esterno e una completa revisione strutturale che, impostata da Milan Ingegneria, è intervenuta sulle strutture portanti, alcune da rivedere e altre da rinforzare perché sottodimensionate, prima ancora che sugli elementi tipici di un’architettura che sopperisce alla povertà dei materiali e alla semplicità delle tecniche costruttive con la grande espressività degli aerodinamici volumi.

Mentre sull’esterno il progetto ha cercato il più possibile di mantenere l’aspetto di un edificio non vincolato attraverso il ripristino degli intonaci e del colore e il posizionamento di luci LED a sottolineare le curve degli sbalzi e i loro punti di imposta e a richiamo dell’illuminazione originaria, gli interni sono stati radicalmente trasformati, oggetto di un intervento in cui spiccano soprattutto gli arredi e le finiture, molti dei quali realizzati su disegno, ispirati al mondo dei veicoli come le sedute da corsa, lo spazio cocktail al centro del ristorante al primo piano ricavato all’interno della scocca di una Ferrari 250 GTO, lampade-marmitta, il lampadario fatto di oltre 1.100 modellini di macchinine e la pista di automobiline giocattolo posizionate sul soffitto del ristorante al primo piano.

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