Gbc Historic Building: la sede di Greengooo e' il primo caso italiano | Architetto.info

Gbc Historic Building: la sede di Greengooo e’ il primo caso italiano

A fine aprile sara' concluso il cantiere della cascina di Guarene, futura sede del network Greengooo!, e primo caso studio italiano del protocollo Gbc Historic Building

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Commissionato da Andrea Gandiglio, il recupero di una cascina sulle colline di Guarene, in provincia di Cuneo, è il primo caso studio italiano del protocollo Gbc Historic Building.

Pensato per essere la nuova sede di Greengooo!, network di agenzie e professionisti di cui studio Greengrass è capofila per la comunicazione della green economy a 360° e lo sviluppo di progetti in settori quali l’ambiente e l’energia ma anche il design e l’architettura, il rustico di metà Ottocento oggetto di un recupero ancora in corso ha circa 500 mq di superficie ed è costruito in muratura e secondo le tradizioni piemontesi dell’epoca. Diventerà anche la nuova residenza della committenza con una parte destinata a un piccolo agriturismo.

Per il network Greengooo! l’individuazione di una nuova sede con caratteristiche di sostenibilità è stata una scelta quasi “obbligata”. Non solo quindi è stato individuato un rustico caratteristico, ma anche l’intervento dovrà essere sostenibile sotto tutti i fronti.

Per ottenere tale risultato, la committenza si è avvalsa di tecnici e collaboratori specializzati e interessati ad affrontare tali temi: l’architetto Alessandro Fassi, progettista architettonico e direttore lavori esperto di bioedilizia, l’ingegnere Fabrizio Maritano, progettista strutturale, l’architetto Paolo Fop, progettista termoidraulico, l’ingegnere Giuseppe Briamonte, progettista elettrico, Naturart per la progettazione del verde e l’architetto Federica Ariaudo in qualità di esperto di protocolli Leed/Gbc.

La progettazione è partita a giugno 2013 e il cantiere è stato avviato a ottobre 2014, con il termine previsto dei lavori alla fine di aprile.

Per la committenza, la sensibilizzazione e la disseminazione dei risultati raggiunti costituiscono due fra i più importanti obiettivi dell’intervento: parte di un più ampio programma di , il progetto è stato infatti presentato e raccontato in più occasioni e l’avanzamento del cantiere è costantemente documentato attraverso testi e fotografie sui più diffusi social network.

A conferma della centralità dei temi della sostenibilità, il progetto è stato scelto come primo caso studio in Italia del protocollo Gbc Historic Building. Si tratta di un protocollo di certificazione della sostenibilità nella riqualificazione di edifici caratterizzati da valenza storica, con caratteristiche costruttive tipiche di epoche antecedenti il 1945. Il protocollo, di matrice Leed ma di ideazione completamente italiana a cura di Gbc Italia, chiede a progettisti e costruttori di rispettare tutti i prerequisiti e ottenere almeno altri 40 punti opzionali scegliendo di rispettare i requisiti delle aree Valenza storica, Sostenibilità del sito, Gestione delle acque, Energia e atmosfera, Materiali e risorse, Qualità ambientale interna.

Le scelte progettuali per la sostenibilità

La prima scelta sostenibile è stata quella di riqualificare un edificio esistente, riducendo così l’impatto ambientale connesso alla nuova costruzione. Tutto ciò nel rispetto della preesistenza grazie a un approfondito studio del costruito, tradotto in un documento denominato “carta d’identità dell’edificio storico”, che indaga materiali, storicità ed elementi dei sistemi tecnologici di involucro e impianto esistenti, oltre alla successione temporale degli interventi edilizi che hanno interessato il manufatto.

Il recupero delle aree verdi preesistenti insieme a un’attenta progettazione della vegetazione e al consolidamento del terreno garantiscono una bassa riemissione del calore solare (contribuendo quindi a non incrementare l’effetto isola di calore e a garantire il comfort dei fruitori) e un ridotto fabbisogno idrico per irrigazione che verrà comunque soddisfatto con acqua del pozzo presente nell’area di progetto invece che con acqua da acquedotto.

Le scelte progettuali per l’efficienza energetica

L’efficienza energetica è il cuore del progetto: l’edificio è stato progettato per raggiungere una prestazione da classe energetica B. Trattandosi di edificio storico, l’orientamento è già di per sé ottimale, e la muratura in mattoni pieni garantisce un buon livello di isolamento e di capacità di accumulo termico.

Per non alterare l’aspetto estetico dell’esterno nell’incremento di prestazione isolante, il cappotto interno, realizzato in pannelli di lana pressata, è stato preferito al più tradizionale cappotto esterno.

La copertura è stata rifatta con un notevole miglioramento della prestazione energetica grazie al sistema costruttivo in legno abbinato a uno strato isolante in fibra di legno dello spessore di 20 cm.

Anche i serramenti sono stati sostituiti con serramenti in legno maggiormente performanti.

Il ridotto fabbisogno per riscaldamento verrà soddisfatto con un sistema a pannelli radianti a parete alimentato da una caldaia da 35 kW a biomassa mista (pellet, legna, gusci di nocciola e nocciolino). Non è stato invece possibile inserire un impianto fotovoltaico e/o solare termico poiché l’edificio fa ancora parte del centro storico di Guarene, dove questi tipi di impianti in copertura non sono permessi.

Non è stato previsto alcun sistema di ventilazione meccanica o assistita poiché la committenza ha voluto lasciare il totale controllo della ventilazione naturale alla spontaneità dell’utente, anche per enfatizzare la capacità di adattamento delle condizioni di comfort che è massimizzata quando l’utente ha il controllo diretto sul sistema di riscaldamento e ventilazione.

In ottica di “edificio a energia netta quasi zero” (Nzeb) è stata prestata grande attenzione anche all’efficienza energetica nell’illuminazione: è stato infatti massimizzato lo sfruttamento dell’illuminazione naturale anche grazie alla presenza di camini di luce, mentre l’integrazione con l’illuminazione artificiale è stata fatta con lampade ad alta efficienza energetica equipaggiate con led. Infine la gestione dei carichi elettrici è ottimizzata da un sistema avanzato di domotica.


Obiettivi di costo

La committenza vuole dimostrare che si può realizzare un edificio sostenibile a costi sostenibili: è stato infatti fissato un obiettivo di costo di costruzione non superiore a 900 €/mq che permetterebbe un’eventuale vendita a 1.200€/mq che, vista la collocazione con vista panoramica sulla zona Patrimonio dell’umanità Unesco delle Langhe e Roero, è perfettamente allineato con il mercato.

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L’autore


Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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