Gbc Historic Building per la sede di Greengooo: tutto sul cantiere | Architetto.info

Gbc Historic Building per la sede di Greengooo: tutto sul cantiere

La cascina di Guarene, futura sede di Greengooo!, e' il primo caso in Italia di struttura certificata Gbc Historic Building. Quali sono state le fasi del cantiere per arrivare a questo obiettivo?

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Come primo caso studio del protocollo Gbc Historic Building, anche la progettazione del cantiere della cascina di Guarene, che ospiterà la sede del network Greengooo!, è stato oggetto di un attento studio. (LEGGI DI PIU SUL PROGETTO)

L’area di cantiere occupa una superficie di circa 1.000 mq (che comprende anche l’impronta dell’edificio) e la collocazione in mezzo alle colline delle Langhe e Roero ha richiesto estrema attenzione sia nella sua predisposizione che nella gestione dell’erosione e delle acque meteoriche.

Il Piano di controllo dell’erosione e della sedimentazione

Per prevenire erosione e inquinamento delle aree circostanti il cantiere è stato implementato un Piano di controllo dell’erosione e della sedimentazione, con verifica settimanale dell’efficacia, secondo lo standard Leed.

Il Piano prevede azioni quali la realizzazione di una recinzione che filtri l’acqua proveniente dal cantiere sia in superficie che in profondità, il lavaggio delle ruote dei mezzi di cantiere prima della loro uscita dall’area, il posizionamento di una griglia all’uscita del cantiere per ridurre ulteriormente la potenziale fuoriuscita di sedimenti, un corretto stoccaggio di rifiuti e materiali in modo che non vengano a contatto diretto con terreno e acque meteoriche, la stabilizzazione del terreno, la predisposizione di un’area dedicata al lavaggio delle betoniere e alla raccolta delle acque di lavorazione, la protezione della vegetazione da eventuali collisioni, la formazione del personale.

Griglia accesso al cantiere

Il consolidamento della collina circostante con opere di ingegneria naturalistica ha assorbito tutta la prima parte del cantiere e ha permesso la creazione di una piccola zona pianeggiante antistante il rustico. Tale zona, necessaria per poter svolgere la normale attività di cantiere ma che diventerà una nuova e privata area a servizio dell’edificio in funzione, è stata ottenuta mantenendo separazione tra terreno preesistente e terreno riportato in modo che a costruzione conclusa l’impresa potrà riportare il terreno alla configurazione iniziale.


Il Piano per l’uso di tecniche di restauro sostenibili

In qualità di caso studio del protocollo Gbc Historic Building, il cantiere si è dotato di un ulteriore piano: il Piano per l’uso di tecniche di restauro sostenibili che contiene misure atte a garantire risparmio idrico, efficienza energetica e riduzione dell’impatto visivo anche durante le fasi di costruzione, oltre che durante il futuro esercizio dell’edificio. In particolare nel cantiere non viene utilizzata acqua potabile ma soltanto acqua prelevata da un pozzo interno al cantiere stesso.

Recupero dei materiali e gestione dei rifiuti

La produzione dei rifiuti, tutta oggetto di raccolta differenziata, è minima. Se in ottime condizioni di conservazione, i coppi esistenti sono stati riutilizzati per il nuovo tetto, se parzialmente rotti sono stati utilizzati per la realizzazione di vespai aerati al piano terreno. Se invece fortemente compromessi sono stati frammentati e utilizzati per riempimenti o come aggregato per calcestruzzo.

A sinistra: Copertura ricostruita con coppi antichi; a destra: Vespaio areato realizzato con coppi antichi di recupero

Le travi in legno del tetto sono state analizzate, pulite e trattate in modo da poter nuovamente essere utilizzate come travi portanti in alcuni solai del primo piano, mentre i mattoni in terra cruda che sono stati spostati dalla loro originaria posizione sono stati poi riutilizzati per la realizzazione di alcune delle nuove pareti.

Particolare del tetto ricostruito cn travature in legno di castagno massiccio e moduli Vass con perlinato in abete FSC

Le assi della copertura sono state recuperate sempre nella creazione dei solai del primo piano.


Materiali naturali

Dove non è stato possibile utilizzare materiale di recupero, sono stati scelti materiali naturali, con approvvigionamento responsabile certificato e di filiera corta.

Dettaglio dei solai in legno con doppio tavolato incrociato a 45 gradi

In particolare il legno di abete e la fibra di legno della copertura sono interamente dotati di certificazione FSC di gestione responsabile delle foreste da cui provengono, la parte nuova dei tavolati di legno dei solai è anch’essa certificata FSC, le travi del nuovo tetto sono in legno massello con certificazione di filiera corta della Provincia di Torino che garantisce la provenienza da boschi della Provincia di Torino o Cuneo.

Anche sui serramenti in legno è stata richiesta la certificazione di gestione responsabile delle foreste da cui proviene il legno e di filiera corta.

Per la realizzazione dell’intonaco è stato scelto di utilizzare la terra cruda proveniente dal cantiere stesso. Tutta la calce utilizzata è di tipo naturale.

Realizzazione cordolo di sommita in calce naturale NHL5 Tassullo con funzione strutturale dopo rimozione vecchio tetto

I componenti dell’impianto elettrico sono tutti realizzati in bioplastica.

Aspetto estremamente importante nella scelta dei materiali è stata la garanzia di italianità della filiera dei fornitori: in particolare questo aspetto ha fortemente influenzato scelte connesse alla caldaia, al legno massello al posto del legno lamellare per la struttura del tetto.

Qualità dell’aria

Fare efficienza e sostenibilità significa mettere al centro dell’attenzione l’ambiente e l’utente finale. Proprio per quest’ultimo motivo tutti i materiali a contatto con l’ambiente interno sono stati scelti con caratteristiche di bassa emissione di Voc (componenti organici volatili) e formaldeide. In particolare questo aspetto è risultato molto importante nella scelta delle vernici per le pareti, per i solai in legno e per i serramenti dove la denominazione “vernice all’acqua” non è stata ritenuta sufficiente ma è stato scelto l’utilizzo di vernici con emissioni ulteriormente ridotte.

Professionalità attive in cantiere

La committenza ha trovato grande difficoltà nell’individuare un’impresa di costruzioni in grado di gestire e lavorare all’interno di un cantiere con le caratteristiche sopra descritte. Questo ha portato alla creazione di un’impresa ad hoc, la Greengrass srl, nata dall’unione di artigiani attenti e interessati ad approfondire i temi connessi al costruire sostenibile. L’attività sul campo ha dato feedback positivi: gli artigiani stessi hanno raccontato che lavorare a contatto e su materiali naturali ha un effetto psicologico notevolmente positivo.

L’autore


Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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