Il Cantiere dei Nuovi Uffizi ‘regala' nuove aree espositive al museo | Architetto.info

Il Cantiere dei Nuovi Uffizi ‘regala’ nuove aree espositive al museo

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Proseguono i lavori al Cantiere dei Nuovi Uffizi, che ha consegnato nuove aree espositive al museo e ha reso maggiormente fluidi i percorsi interni. Sono stati presentati ieri mattina – nella Sala delle Reali Poste degli Uffizi – il completamento dei lavori nell’ala di Ponente del piano nobile della fabbrica vasariana e l’allestimento dei nuovi spazi dedicati alla “Maniera moderna”. In totale si tratta di 24 sale – sei per l’esposizione museale, una per l’area sosta dei visitatori e 17 destinate alle mostre temporanee -, più corridoi, bagni e un mezzanino ospitante alcuni locali tecnici, per un totale di circa 1.500 metri quadrati.

Con il loro restauro delle cosiddette “sale rosse”, dedicate alla “Maniera moderna”e inaugurate nel giugno 2012, e degli ambienti retrostanti, si conclude la cosiddetta “infilata” costituita dalle stanze soprastanti il loggiato e ubicate nel corridoio di ponente del primo piano. Affacciate direttamente sul piazzale degli Uffizi, le sale si snodano dall’ambiente insistente sul voltone di via Lambertesca, per concludersi con l’accesso al Verone.

Gli altri ambienti consegnati, retrostanti all’infilata, fruibili attraverso un percorso autonomo e parallelo fino alla confluenza nel Verone sull’Arno, ospitano la mostra temporanea dedicata al Gran Principe Ferdinando. Due eventi di assoluto prestigio, ospitati in ambienti connotati da un diverso aspetto cromatico, che apparirà più evidente dopo lo smontaggio dell’allestimento temporaneo. “Se nell’infilata sul piazzale – dice la soprintendente Alessandra Marino – la dominante è data ancora dal cremisi di medicea memoria presente sulle grandi “quinte” che celano le apparecchiature tecnologiche, nelle sale retrostanti, dietro i colori dell’allestimento temporaneo, trionfa il bianco luminoso di uno splendido intonachino lisciato a mestola, ritrovato con infinita pazienza e restaurato con una tecnica analoga a quella del restauro pittorico, salvando persino le tracce materiali della grande abilità delle maestranze del passato, ed anche quei piccoli segni della vita che in questi ambienti si svolgeva”.

Dopo l’area di sosta, che segue l’ampio spazio dedicato ai dipinti di Raffaello, le sei nuove sale della “Maniera Moderna” ospitano, nell’ordine, le opere di artisti attivi a Roma nella prima metà del Cinquecento (sala n. 68), di Correggio (n. 71), di Parmigianino (n. 74), di Giorgione e Sebastiano del Piombo (n. 75), di Tiziano (n. 83), di pittori lombardi quali Moroni, Lotto, Savoldo (n. 88). In totale si tratta di 39 opere pittoriche che trovano nuova, definitiva sistemazione negli ambienti ora restaurati.

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