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Il Marina Abramovic Institute progettato da Oma

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Da teatro a campo da tennis al coperto, poi deposito d’antichità, mercato e infine edificio dismesso: questo il percorso seguito da quello che diventerà il nuovo Marina Abramovic Institute (MAI) a Hudson, nell’Upstate New York, firmato dallo studio Oma.

L’artista serba aveva acquistato l’edificio nel 2007 e ha scelto Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu per realizzare il progetto del nuovo centro per l’Arte performativa, che amplierà la struttura esistente per ospitare ricerca e produzione artistica e in cui saranno sviluppate nuove tipologie di arredamento e illuminazione che faciliteranno le performance di lunga durata. Gli eventi che si svolgeranno all’interno del MAI, infatti, dureranno dalle poche ore a alcuni giorni, pertanto gli architetti realizzeranno sedie su ruote che potranno essere facilmente spostate in aree tranquille quando i visitatori si addormenteranno. L’architettura dinamica della struttura permetterà agli ospiti di vedere sempre qualcun altro, in qualunque punto si trovi.

Nel progetto confluiscono l’esperienza lunga quarant’anni della Abramovic in questo tipo di arte e l’inclinazione all’innovazione di Oma nel curare opere come teatri, musei e spazi espositivi. Il Mai, in primo luogo, intende essere un luogo dove praticare, ma anche archiviare l’arte performativa, uno spazio laboratorio per l’arte immateriale, che include anche la danza, il teatro, il video, l’opera e la musica. L’obiettivo è collaborare con i più vasti campi di ricerca anche scientifica e con scuole e istituzioni della comunità di Hudson e di tutto il mondo.

Il Mai sarà completato entro il 2014 e prevede un investimento di 15 milioni di dollari.

 

C.C.

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