Il restauro dell’ex panificio Santa Marta di Massimo Carmassi | Architetto.info

Il restauro dell’ex panificio Santa Marta di Massimo Carmassi

Premiato con la Medaglia d'Oro all'opera della Triennale di Milano, l'edificio è il prodotto della riqualificazione di un ex polo industriale di 25.000 mq realizzato a metà XIX secolo

principale
image_pdf

Alla fine del 2015 il restauro del Panificio della Caserma Santa Marta a Verona, trasformato nella sede della facoltà di Economia su progetto di Massimo Carmassi con Isp e Iuav Studi e progetti, ha ottenuto un ricoscimento tra i più prestigiosi in Italia: la quinta Medaglia d’Oro all’opera della Triennale di Milano. E’ il progetto vincitore Segue il riconoscimento dell’attuale Architetto dell’anno Cnappc, Vincenzo Latina, premiato nel 2012 per il suo padiglione di accesso agli scavi dell’Artemision di Siracusa.

verona_1

Proclamata ogni tre anni a partire dal 2003 e gestita dalla Triennale di Milano con il supporto di Mibact e Made expo, la Medaglia d’Oro è un riconoscimento per la promozione di un’architettura di qualità ambientale e civile che si avvale di una procedura di selezione basata sulle segnalazioni da parte di una folta lista di advisers nazionali e internazionali e di enti e associazioni e sulle autocandidature. Nell’ultima edizione le architetture sono state valutate dal presidente della Triennale Claudio De Albertis, da Luisa Collina di Made Expo e Alessandra Fassio per Mibact, dal curatore per l’architettura della Triennale Alberto Ferlenga, dallo stesso Vincenzo Latina e Christophe Pourtois (direttore del Civa di Bruxelles).

-Gianluca-Di-Ioia-La-Triennale-3_Massimo-Carmassi

Massimo Carmassi – foto: Gianluca Di Ioia

Progettista, autore di libri e saggi sull’architettura, docente (è ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università Iuav di Venezia), accademico di San Luca, Massimo Carmassi nasce a Pisa nel 1943. Completa gli studi all’Università di Firenze nel 1970 per poi ritornare nella città natale dove si dedica all’avvio dell’Ufficio progetti comunale e, tra 1980 al 1985, ricopre il ruolo di presidente dell’Ordine degli Architetti. Attualmente dirige uno studio basato a Firenze con una sede distaccata a Ragusa.

verona

Il restauro del Panificio di Santa Marta, completato nel 2014, si colloca all’interno di un’attività progettuale che ha prodotto un’architettura materica e rigorosa in cui numerosi sono gli interventi di restauro affrontati con il rispetto del tempo e la consapevolezza delle stratificazioni. Trasforma un ex polo industriale di 25.000 mq realizzato a metà XIX secolo per rifornire di pane le truppe asburgiche in una sede universitaria e lo fa creando nuovi spazi che non interferiscono con l’esistente e recuperando e restaurando molti elementi e parti originali dell’edificio (come il silo per le granaglie all’interno del quale sono state ricavate sei aule e i tetti).

Sempre all’interno della premiazione, è stato assegnato il riconoscimento per la Migliore Opera prima a un intervento di housing sociale italiano: l’edificio 11 nell’area Cascina Merlata progettato da B22 – Stefano Tropea (padovano, classe 1983). Nel 2012 il medesimo riconoscimento era andato al duo Barozzi Veiga, oggi sempre più sulla cresta dell’onda per l’ampliamento della sede del Consiglio regolatore della doc “Ribera del Duero” a Roa.

merlata

L’edificio 11 del social housing Merlata è invece l’elaborazione di un progettista giovanissimo che a 27 anni, nel 2010, ha vinto la seconda edizione del concorso AAA architetticercasi. Si colloca all’interno del masterplan impostato da Antonio Citterio e Caputo partnership per l’area della Cascina Merlata, prossima alla Fiera di Rho e all’Expo da poco chiuso, il cui sviluppo è un’iniziativa di un fondo immobiliare, HS Cascina Merlata, gestito dalla sgr Investire Immobiliare. Realizza un edificio con 56 appartamenti all’interno di 14 piani che è stato parte, insieme agli altri edifici, del Villaggio Expo destinato alle delegazioni.

Nell’occasione, come di consueto, la Triennale ha consegnato anche i riconoscimenti alla carriera, quattro, che sono andati a Luigi Caccia Dominioni, Mario Bellini, Francesco Venezia e Franco Purini. Due invece le committenze premiate con altrettanti riconoscimenti speciali: la presidentessa di Coesia Isabella Seragnoli per il Mast di Bologna, affidato dietro concorso a Labics e completato nel 2013 in un’area ex Enel, e l’amministrazione comunale di Aquileia per la sistemazione, anch’essa aggiudicata tramite concorso internazionale, dell’area monumentale cittadina, con l’Aula di Cromazio e le due piazze della Basilica realizzate dai bresciani Gtrf Tortelli Frassoni Architetti Associati.

Sette infine le menzioni speciali: il Teatro Shakespeariano di Danzica di Renato Rizzi (Nuovi edifici), l’ingresso alla galleria Vedeggio-Cassarate in Svizzera di Cino Zucchi Architetti con Mauri & Banci (Paesaggi e spazi urbani), i collettori di acqua calda per la rete di teleriscaldamento realizzati da Modus a Brixen (Bz, Infrastrutture), il recupero a scuola media dell’area ex Fornace di Riccione di Pietro Carlo Pellegrini (Riconversione e restauro), l’installazione Librocielo realizzata da Attilio Stocchi per il Salone del Mobile del 2012 (Allestimenti), la scuola secondaria costruita da Architetti senza Frontiere nel villaggio cambogiano di Roong (2014, Opera sociale) e il memoriale della Shoah di Milano, di Morpurgo De Curtis (Interni).

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Il restauro dell’ex panificio Santa Marta di Massimo Carmassi Architetto.info