Il santuario del vino spagnolo | Architetto.info

Il santuario del vino spagnolo

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Le cantine, a Valladolid in Spagna, sono state progettate dal designer di interni spagnolo Fernando Salas per la raccolta e il contenimento delle barrique di un nuovo vino del produttore Vega-Sicilia.

La lobby di ingresso dal soffitto luminoso si trova al piano terra dell’edificio, mentre le cantine occupano sia questo piano sia il seminterrato. Colonne rivestite di granito dividono le ampie stanze dove sono collocate le botti e l’illuminazione è in esse integrata mediante griglie retroilluminate in acciaio inox. 

Piastrelle di ceramica color terracotta rivestono le paratie si allineano con le piastrelle in argilla del pavimento. Ancora grandi porte rosse in corian marchiate con il logo della società separano la cantina al piano terra dalla reception, mentre porte in rovere conducono fino alla zona consegne.

I sistemi di aria condizionata nascosti nel soffitto e l’illuminazione integrata nei pilastri erano le premesse di base del progetto, per ottenere uno spazio pulito e chiaro, dall’ identità ben definita.

Per quanto riguarda la pelle interna dello spazio, sono state utilizzate come rivestimento perle pareti laterali piastrelle tipo clinker, inserite in un reticolato in modo da crearne una somiglianza con il pavimento esistente. In questo modo il pavimento e le pareti verticali diventano una sorta di “U” completamente in ceramica, come una “botte” coperta da un soffitto in legno ondulato.

La reception, tra l’esterno e le cantine, è concepita anch’essa come una scatola di ceramica con un soffitto costituito da un reticolo di profilati in acciaio inox che sorreggono lastre di vetro opalino attraverso il quale questo spazio di transizione è moderatamente illuminato. Il soffitto è utilizzato anche per consentire l’installazione di tutti i sistemi di condizionamento d’aria ad esso correlati. Questa zona comprende l’accesso una nuova scala che conduce al piano interrato, rivestito in granito, e che diventa un elemento scultoreo nell’insieme.

Tra questo accesso e le cantine si colloca un nuovo spazio, composto da una porta scorrevole automatica dalla struttura in acciaio inox e rivestita con pannelli di corian in rosso pompeiano con il logo della cantina inciso in bianco, e un sistema di illuminazione integrato che crea un profilo di luce che valorizza il marchio aziendale sulla grande superficie nei toni bordeaux.

Sul lato opposto della cantina si trova il montacarichi ristrutturato, utilizzato per distribuire le botti, che si nasconde dietro le porte scorrevoli automatiche finite con tavole di legno di rovere sbiancato. Utilizzando la stessa soluzione, anche i macchinari e la porta di accesso al magazzino contiguo rimangono nascosti. Accanto al montacarichi vi è la seconda scala che va nella cantina sotterranea, ristrutturata mediante un rivestimento per gli scalini in acciaio inossidabile e solido legno di quercia, sostenuto da un lato dal muro portante, e dall’ altro saldato alle barre verticali che formano lo scultoreo reticolo di “rami” che attraversa entrambi i piani.

Nella sua essenza, la ristrutturazione richiedeva una riduzione e semplicità nella varietà dei materiali; il protagonista principale del progetto dovevano rimanere le botti di vino, per cui il concetto doveva essere basato sulla risoluzione di alcuni requisiti tecnici e di nuovi sistemi,utilizzando nobili finiture architettoniche per la realizzazione di un spazio globale armonico,funzionale ed elegantemente sobrio, per il riposo di uno dei migliori prodotti “unici” della Spagna.

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