Il "vuoto" al centro di un recupero industriale | Architetto.info

Il "vuoto" al centro di un recupero industriale

wpid-5845_hhhhome.jpg
image_pdf

Tre studi, Serie Architects, Grimshaw di Londra e Ruge Pysall Arkitekten di Berlino sono stati selezionati per rinnovare e riprogettare quattro grandi fabbriche dismesse a Hangzhou, Cina. Pysall Ruge e Serie Architects sono alla progettazione ciascuno di una delle quattro fabbriche e le restanti due per Grimshaw, per un totale di 8.000 metri quadrati. Queste fabbriche costituiranno il nucleo principale per un nuovo centro città, chiamato Hangzhou Xin Tian Di, dislocato 6 km a nord-est del centro cittadino attuale.

Sono emerso subito diverse esigenze contrastanti che i progettisti hanno dovuto fronteggiare. Affinchè il progetto fosse economicamente sostenibile sono stati inseriti nuovi piani nei grandi volumi dismessi delle fabbriche per un totale di 4 volte la loro superficie originale. L’inserimento è stato però un primo step oggetto di studio perchè riempire completamente i volumi delle fabbriche avrebbe banalmente snaturato la loro caratteristica più unica – i volumi di 16 metri di altezza. Così si è deciso di preservare la sala principale della fabbrica lasciando un volume interno e spettacolare così da accentuare il dramma industriale di questo enorme vuoto con il ripristino della struttura in calcestruzzo del tetto a capriate e portando della luce supplementare verso il basso attraverso nuovo lucernario. Successivo elemento di valore è la conservazione e il ripristino delle altre importanti strutture del disegno originale della fabbrica: la facciata in mattoni, i carri ponte e le gru arrugginite, il camino industriale in muratura e il grande colonnato di cemento. Sempre per evitare il “delitto architettonico” di invadere con il progetto l’intera sala principale, negozi, ristoranti, bar e uffici creativi sono stati inseriti in una struttura aggiuntiva e circostante l’edificio. Questa agisce come zoccolo e di fatto sottolinea il principale corpo di fabbrica: in un certo senso lo inquadra,
in un altro senso funge da aereo piedistallo valorizzando la staticità della vecchia struttura. La copertura di questo piedistallo infatti ondeggia delicatamente bucandosi di tanto in tanto con patii verdi e piccoli corsi d’acqua, costituendo un’astrazione
e una rilettura del paesaggio naturale di Hangzhou. Interessante diventa la scelta degli architetti di sfruttare uno zoccolo per una duplice funzione compositiva e statica. Qui infatti esso serve anche a rinforzare la struttura della fabbrica ancorandosi ad essa, ma diventando poi elemento fondamentale e generatore del masterplan dell’intera area.

Questa strategia alternativa di ripensare ciò che costituisce un nucleo urbano evitando la creazione di edifici dalla iper-densità che accumulano flussi pedonali, dovrebbe essere elemento importante e di riflessione rispetto agli attuali mega-edifici congestionanti tanto in voga. Qui invece il cuore del progetto è il vuoto recuperato come un nuovo nucleo urbano.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Il "vuoto" al centro di un recupero industriale Architetto.info