La Galleria Sabauda si e' trasferta nella Manica Nuova di Palazzo Reale | Architetto.info

La Galleria Sabauda si e’ trasferta nella Manica Nuova di Palazzo Reale

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Il 4 dicembre 2014 la Galleria Sabauda di Torino si è trasferita nella Manica Nuova di Palazzo Reale, che è stata oggetto di restauro su progetto di un team internazionale guidato da Marco Albini dello Studio Albini Associati. Tornando ad accogliere i visitatori, La Galleria Sabauda, una delle più importanti pinacoteche d’Italia, va a completare il sistema dei Musei Reali di Torino.

Grazie al supporto economico della Compagnia di San Paolo e con la supervisione della Soprintendenza dei beni storici, artistici e etnoantropologici del Piemonte e della direzione del Museo, il gruppo di progettazione – composto da Studio Albini Associati, Obr Open Building Research, Rick Mather Architects Llp, Aubry & Guiguet Pro-grammation Scpa, D’Appolonia, F & M Ingegneria, Manens – TiFS, Noorda Design, Castagna Ravelli Studio -, facente capo a Marco Albini dello Studio Albini ha donato una casa stabile ai capolavori che possono essere ammirati nella loro nuova e definitiva collocazione. 

L’ipotesi di adattamento del Palazzo Reale alle esigenze museali si è posto come obiettivo il ripristino dei criteri alla base del progetto originale dello Stramucci, successivamente stravolto dagli interventi operati nel tempo. Il progetto prevedeva aperture sia in senso trasversale che longitudinale per un effetto di trasparenza visiva tra le sale e di fluidità dello spazio. L’edificio della Manica Nuova è stato così riportato alla condizione storica originaria, ideale per un allestimento museografico.

La trasformazione della Manica Nuova è impostata su alcuni principi base: privilegiare una sequenza di percorso continua e ininterrotta che attraversi tutto l’edificio nei vari piani riducendo quanto possibile l’effetto di interruzione dei piani orizzontali del Museo; razionalizzare la distribuzione degli spazi in modo da non dover ritornare sui propri passi o percorrere due volte le stesse sale; riportare l’edificio alle condizioni previste dal progetto Stramucci riaprendo le aperture e i varchi nelle murature che sono state chiuse nell’utilizzo ad uffici regionali. La trasparenza e la percorribilità del progetto originale dello Stramucci è oggi riottenuta appieno.

Distribuita su quattro piani, in circa 8,000 mq, e in parte restaurata per l’occasione, la prestigiosa collezione della Galleria Sabauda comprende oltre cinquemila opere datate dal XIV al XX secolo e una raccolta grafica di oltre seimila pezzi. Tra i capolavori, opere del Guercino, di Giovan Battista Tiepolo, Rubens, Mantegna, Gentileschi, Van Dyck.

Lo Studio Albini Associati ha studiato per l’allestimento delle soluzioni di percorsi tali che il visitatore non entri nelle sale espositive in controluce, facendo inoltre in modo che possa mantenere un continuo rapporto visivo con il contesto dei Giardini Reali e del Sistema Museale. In questo modo i diversi spazi espositivi sono percepiti come una sequenza, un percorso, un itinerario tra le collezioni. Per ovviare alla riduzione delle pareti su cui esporre i quadri, ecco la necessità di intervenire con una soluzione flessibile, reversibile e modificabile, non alterando la struttura dell’edificio e consentendo l’esposizione delle opere nelle loro varie dimensioni.

Per lo Studio Albini Associati le caratteristiche architettoniche della Manica Nuova e le nuove esigenze museali della Galleria Sabauda sono diventate così occasione di ricerca architettonica per esplorare nuove possibilità museografiche: il corridoio centrale è stato valorizzato come spazio dedicato alla storia della critica dell’arte, raccontando le figure dei grandi pittori, in modo da creare una successione di spazi diversificati e su misura che consentano una migliore relazione con le opere. Si sono realizzate soluzioni affinché l’organizzazione spaziale privilegiasse la chiarezza distributiva e la visibilità, una maggiore fluidità,oltre a una successione degli spazi espositivi che permetta sia la contemplazione d’insieme sia il raccoglimento individuale per una migliore fruizione dell’opera d’arte.

Le opere sono montate su supporti indipendenti dalle murature, che rimangono inalterate, con pannellature appese ai soffitti, valorizzando così anche le opere stesse. Il livello dell’allestimento della Galleria Sabauda e il livello dell’architettura della Manica Nuova si integrano e si valorizzano così a vicenda.

Anche il progetto grafico, curato da Noorda Design, segue un doppio livello di comunicazione visiva, di piccola scala per la descrizione delle opere, e di scala maggiore, per orientare immediatamente il visitatore.

Il sistema di illuminazione delle opere e dell’ambiente, curato dallo Studio CastagnaRavelli, proviene da un apposito binario sospeso, a cui sono fissati, nella parte inferiore, dei faretti sagomatori regolabili per una precisa illuminazione delle opere e dei pannelli, e una fila continua di lampade fluorescenti nella parte superiore per l’illuminazione dei soffitti. L’elemento supporta inoltre le telecamere di sicurezza e i rivelatori volumetrici del sistema di allarme.

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