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La nuova GAMeC di Bergamo secondo C+S Architects

Presentato lo studio di fattibilità impostato dai trevigiani Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini che interviene sul Palazzo dello Sport trasformandolo in una struttura traslucida con terrazza panoramica sulla città

© C+S architects
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Lo studio trevigiano C+S, Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, ha presentato lo studio di fattibilità propedeutico alla realizzazione della nuova GAMeC di Bergamo, la Galleria d’arte moderna e contemporanea da molto tempo in cerca di spazi ampliati per mostre e collezione permanente oggi ospitate nella sede di via San Tomaso. La sua realizzazione sarà finanziata con 6 milioni di euro provenienti dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo, parte dell’Associazione per la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo – Onlus costituita nel 2000, e con altri 2 milioni messi a disposizione dal Comune, nel 1991 fondatore del museo insieme al Credito Bergamasco e poi socio fondatore dell’Associazione insieme a TenarisDalmine.

Lo studio, il cui grado di approfondimento lo avvicina molto al progetto preliminare, prevede il recupero e la trasformazione del PalaNorda di via Piacentino, struttura risalente agli anni sessanta, di cui la nuova GAMeC sfrutterà la posizione (non lontana dall’attuale al confine di parco Suardi) e le connotate volumetrie per più che raddoppiare le metrature oggi a sua disposizione. La redazione del progetto e la sua realizzazione non saranno immediate: l’operazione è infatti legata alla trasformazione di un’area dismessa, quella delle ex Ote (Officine Trasformatori Elettrici), in cui è previsto lo spostamento del palazzetto.

La proposta di Cappai e Segantini fissa quindi come punto di partenza un contenitore dalla pianta ellittica e prevede, partendo dalla pulizia del volume, la sua radicale trasformazione. Mantenendo la posizione dell’ingresso verso piazzale Tiraboschi, crea un nuovo e basso corpo in cui posiziona un foyer esteso al di fuori del perimetro dell’edificio e inserisce all’interno del prisma a base ellittica, al posto del campo da gioco e delle tribune, un nuovo volume con gli spazi espositivi, sospeso e traslucido.

Le differenti altezze dei due volumi permettono la realizzazione sulla copertura di una terrazza panoramica aperta sull’intorno e sulla Città Alta, mentre al piano terra l’assenza di divisori consente l’utilizzo flessibile di uno spazio multifunzione. La struttura portante esistente, costituita da una successione di pilastri in cemento armato collegati da murature laterizie, è mantenuta e lasciata internamente vista, mentre l’esterno è rivestito da pannelli curvi in acciaio.

All’interno, i quattro piani fuori terra oggi liberi permettono la realizzazione di livelli dall’altezza interna variabile destinati all’esposizione della collezione permanente e delle mostre. Mentre i locali di servizio sono destinati al piano interrato, un blocco di collegamenti verticali è posizionato internamente al volume e una scala monumentale consente l’accesso alle aree espositive.

 

In ordine temporale, il progetto di trasformazione del Palazzetto non è che l’ultimo tassello di un programma pluriennale di trasformazione, recupero e rilancio della città, dei suoi spazi e dei suoi edifici, che recentemente ha anche visto le Mura Venete entrare a fare parte della lista dei siti e degli edifici patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Città di piccole dimensioni (120.000 abitanti), Bergamo ha una solida tradizione manifatturiera sviluppata nei campi del tessile e della meccanica e un aeroporto in forte crescita, Orio al Serio, che si posiziona al terzo posto nazionale per traffico di passeggeri e può essere un supporto sempre più concreto allo sviluppo cittadino, anche in (nuovi) termini turistici. Negli ultimi anni importanti interventi di trasformazione di edifici, piazze e spazi pubblici sono stati promossi attraverso concorsi, come quello per la trasformazione delle ex caserme Montelungo e Colleoni, che ha portato a Bergamo il duo italo-catalano Barozzi-Veiga, e la competizione internazionale in due fasi, attualmente in corso e prevista in completamento per l’inizio del 2018, per la ridefinizione del Centro Piacentiniano, l’area più centrale della Città Bassa.

Collegata al processo di trasformazione delle ex caserme, la proposta per la nuova sede della GAMeC ha trovato una sua collocazione in questo quadro come ultima parte di un processo complesso, non privo di polemiche e lungo quasi dieci anni, che ha visto predisporre e poi accantonare una prima ipotesi di progetto redatta dallo studio locale Traversi+Traversi, per cui la nuova sede della galleria era pensata a occupare parte degli spazi dismessi all’interno degli ex Magazzini Generali, messi a disposizione dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

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