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La pubblicità salva le facciate di Venezia

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Longhena come non si era mai visto, vale a dire a un palmo dal naso. Per un mese e mezzo, a partire da dopo Pasqua, grazie alle impalcature che rimarranno montate a restauro appena ultimato della facciata barocca di CaRezzonico, putti paffuti e dettagli giocosi delle decorazioni lapidee saranno alla portata di veneziani e turisti. Il restauro della facciata completa così il restyling del Museo del ‘700 grazie al finanziamento di Fashion Box-Replay. E questa volta non si è trattato del solito sponsor bensì di un esperimento che ha portato in bella mostra sul Canal Grande le riproduzioni di opere d’arte contemporanea ospitate, in originale, all’interno del museo. Questo il futuro – ha detto il sindaco Massimo Cacciari – E se qualcuno non approva i restauri sponsorizzati perchè preferirebbe veder crollare i nostri palazzi pur di non ammirare le grazie di qualche signorina dal decoltè in vista, che continui su questa strada. Noi, intanto, abbiamo completato il 90% dei lavori previsti per il 2009 spendendo 130 milioni di euro contro i 3 di legge speciale.

Come a dire che per salvare Venezia le partnership come quella con la famiglia Buziol servono eccome. Da parte sua, Silvia Buziol, erede del marchio Replay, conferma che dopo la nascita della Fondazione Buziol a Palazzo Mongilli-Valmarana, il restauro in corso all’abbazia di San Gregorio alla Salute e al restauro di CaRezzonico, le collaborazioni potranno continuare per conservare la nostra Venezia. Ci sono voluti 18 mesi di restauri, in anticipo sui tempi di consegna, per far tornare splendenti le decorazioni a putti con tanto di inserti scherzosi a decine di metri d’altezza grazie al team di restauratrici, tutte donne, per riportare pulito il palazzo sul Canal Grande che data 1649 e porta la firma di Baldassarre Longhena, anche se fu poi completato da Giorgio Massari nel ‘700. Il restauro della facciata inizia a novembre 2008 e comprende sia il consolidamento del ricco apparato scultoreo che tendeva a un costante distacco a causa del dilavamento, sia alla ripulitura della cortina nera riportata ai chiaroscuri delle patine originali. “Anche solo dieci anni fa – ha concluso Cacciari – sarebbe stato impensabile sperare in un impegno corale e intelligente dei privati nella salvaguardia della città. Non affatto un elemento scontato. Non è più tempo di mecenati ma di imprenditori che sappiano coniugare la loro cultura e intelligenza con il loro business e speriamo continui così”.{GALLERY}

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