La Torre Bofilla di Valencia vince il Premio Restauro | Architetto.info

La Torre Bofilla di Valencia vince il Premio Restauro

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Lo scorso 28 marzo, si è svolta la cerimonia di assegnazione della seconda edizione del premio internazionale di restauro architettonico “Domus Restauro e Conservazione”, promosso da Fassa Bortolo in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara.

L’intervento vincitore è il restauro della Torre Bofilla a Bétera, a Valencia (Spagna), condotto da Fernando Vegas e Camilla Mileto e dall’impresa di restauro Ute Freyssinet-Blauverd. Il progetto interessa un monumento di particolare interesse per la comunità, per la storia della Spagna musulmana e per la grande difficoltà operativa trattandosi di un manufatto realizzato in terra cruda. L’intervento si fonda sulla consapevole accettazione del degrado raggiunto nel tempo dalla materia costitutiva della torre, contrariamente a più diffuse e corrive tendenze verso il ripristino. La consunzione del pisé diviene elemento di valorizzazione del significato storico e artistico della torre. Molto apprezzabile è la misura con cui si è intervenuti sia per arginare il degrado materico che per introdurre le strutture necessarie alla fruizione della torre.

Il premio internazionale di restauro architettonico ha visto anche l’assegnazione di tre medaglie d’argento. La prima per la conservazione del complesso del Nagaur Fort, Rajastha (India) di  Minakshi Jain Architects, un intervento considerevole per il grande impegno culturale finalizzato alla conservazione di un complesso di straordinaria importanza storica e architettonica, oltre che di vastissime dimensioni. Di notevole interesse si rivelano gli sforzi per la conservazione del testo architettonico nella sua caducità temporale e quelli relativi all’inserimento di attività ricettive in grado di contrastare il rischio di ruderizzazione dell’intero complesso. Molto apprezzabile risulta l’attenzione verso il recupero della suggestione del luogo con il reinserimento e la riattivazione di specchi d’acqua.

Gli interventi di restauro e musealizzazione nella basilica di Santo Stefano Rotondo, a Roma, ad opera di Riccardo D’Aquino, Mauro Olevano, Francesco Nardi architetti associati, si sono aggiudicata la seconda medaglia d’argento.  Nell’intervento si riconosce una progettazione condotta con grande sensibilità, adesione al dato storico, volontà di favorire la ‘lettura’ del monumento e le suggestioni provenienti dai pochi frammenti antichi superstiti, attenzione a restituire allo spazio interno una piena fruibilità come edificio ecclesiastico vivo e non solo come ‘museo di se stesso’. I lavori hanno riguardato soprattutto il pavimento, il sistema d’illuminazione interno, la copertura degli ambienti ipogei e il contenimento dell’umidità. Rispettosa ed elegante nella sua creatività si dimostra la definizione dei corpi illuminanti e, diversamente, l’integrazione pavimentale della Cappella di Santo Stefano.

La terza medaglia d’argento è stata assegnata al vecchio Archivio Nazionale a Stoccolma (Svezia) di AIX Arkitekter. Il progetto si configura come un’esperienza di particolare interesse volta alla conservazione di un edificio della fine dell’Ottocento utilizzato come archivio nazionale, caratterizzato dalla presenza dell’originale dotazione impiantistica fortemente innovativa per l’epoca. Radiatori a colonna, montacarichi, scivoli per i libri sono stati conservati, assicurandone il funzionamento, mantenendoli nel contesto originale recuperato sia a livello cromatico che di finiture. La moderna fruibilità dell’edificio è stata assicurata con soluzioni di minimo impatto che ne hanno garantito gli aspetti di sicurezza, soddisfacendo le esigenze connesse alla nuova destinazione d’uso.

O.O.

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